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VIAGGIO NEL PRONTO SOCCORSO CHE NON C’È

VIAGGIO NEL PRONTO SOCCORSO CHE NON C’È

Una lettera, puntuale e con tanto di foto che segnalano come uno dei punti più importanti della città di Parma sia segnalato da piccoli cartelli, nemmeno una luce e dove c’è l’ingresso pedonale, c’è addirittura un cartello di divieto di accesso.

Se sai dov’è e dov’era, arrivi all’ospedale, magari in condizioni di emergenza. Se non lo sai…… buon viaggio!

 

Ho dovuto accompagnare un parente infortunato al pronto soccorso. Lo stato d’animo è di tensione, è ovvio, e sai già che dovrai attendere ore, ma quando capita devi farti forza e affidarti ai medici dell’Ospedale.

Arrivo con la macchina in via Abbeveratoia da Via Gramsci e vedo che il Pronto Soccorso non c’è più. Eppure era lì, ma è sparito. L’Ospedale è tutto spento, c’è solo qualche lampione e le luci della pizzeria di fronte. Ma il Pronto Soccorso?

Arrivo fino alla rotonda di Ascom e capisco di essere andato troppo avanti per cui ritorno indietro. Vedo un piccolo cartello che mi dice che il Pronto Soccorso è ancora lì. D’accordo, ma dove? Non c’è un’insegna luminosa, non una indicazione sull’asfalto, nessun cartello, nulla, solo il buio pesto.

Inizio a pensare che il Pronto Soccorso sia come l’isola che non c’è di Peter Pan. Non trovando l’entrata arrivo ancora in via Gramsci, giro nuovamente la macchina e torno indietro, vedo una rampa di accesso verso l’ospedale, mi infilo ma mi fermano le urla di una persona che mi dice che ho imboccato la rampa in senso contrario.

Ok, ma la rampa nel verso giusto dov’è? “più avanti, vede quel cartello?” “no, non lo vedo, non c’è nessun cartello” e lui “vada, vada, che qui escono le ambulanze”. Vado, e intravedo nel buio pesto una rampa del tutto anonima, mi infilo e trovo tutto chiuso. Serranda abbassata, nessuna porta, nessun campanello. Eppure, pensavo, ci sarà pur scritto Ingresso Pronto Soccorso da qualche parte!

No, non c’è scritto, non c’è un segnale, niente. Ma almeno c’è una bella luce finalmente. Arriva un’ambulanza e così mi accodo ed avviene il miracolo. Apriti Sesamo, la serranda si apre con la fotocellula.

Magari se ce lo scrivevano non aspettavo in macchina con il parente infortunato che non può camminare. Di lì a poco avrei preso a pugni la serranda urlando di farmi entrare, ma abbiamo evitato. Fortuna.

Una volta affidato il parente alle buone mani del personale del Pronto Soccorso, che certo non è responsabile degli scherzi da prete di Peter Pan che ho narrato, sono uscito per parcheggiare la macchina e con disappunto ho notato il fantomatico cartello che quello di prima mi diceva “vede quel cartello?”

Era molto ben nascosto, come si può constatare. Il sadico acume del capitan Uncino responsabile della viabilità ospedaliera lo aveva nascosto nell’oscurità dietro un’alta e fitta siepe, dietro a un palo e pure girato al contrario.

Nel buio pesto che mi circonda vedo quello che uno del personale mi dice essere l’ingresso pedonale del Pronto Soccorso perché le indicazioni di Peter Pan erano, come da leggenda, di proseguire verso “la seconda stella a destra, e poi dritti fino al mattino”.

Uno arriva già teso e preoccupato per il parente, e doversi mettere a giocare a rimpiattino con un Peter Pan dispettoso certo non ti mette di buon umore. Peccato vedere il Pronto Soccorso della mia amata città nascondersi come l’isola che non c’è. Come nella favola è diventato un’utopia, un miraggio. Peccato veramente.

 

D.G.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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