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Taglio accise, intanto si va al lavoro e non crescono i prezzi

Taglio accise, intanto si va al lavoro e non crescono i prezzi

Il Governo sbaglia sempre, anche quando offre la possibilità alle persone (anche di appartenenza a schieramenti opposti) di andare a lavorare senza rincari esagerati (con stipendi fermi al palo da anni) e di avere i prezzi nei supermercati più o meno invariati. 

La fettina di carne non è andata a 10 euro, con il caro carburanti. Senza il contenimento del prezzo carburante per il taglio delle accise, forse sarebbe accaduto qualcosa di simile. 

I rappresentanti del partito di maggioranza in consiglio comunale invece la pensano al contrario. Si parla di fallimento ma non si offre un’alternativa e non si rappresenta nemmeno chiaramente il momento attuale. 

Per andare ai metodi spicci: cittadini pagate e non disturbate. Che poi è lo stesso metodo usato per i problemi di Sicurezza e diversi altri.

Quando non si sa cosa fare e cosa dire, si girano dall’altra parte. Dicono cose che non stanno né in cielo né in terra, deviano il discorso, negano il fatto (vedi il problema Sicurezza) oppure screditano l’interlocutore. 

Piccole manovre di chi ha pochi strumenti, zero idee, tanta voglia di emergere (perché lo stipendio comunque lo vuoi), deve mostrare al partito che ha il fegato di dire qualcosa che però assomiglia al vuoto cosmico. Zero ascolto, solo propaganda perché il circo per i posti a sedere in consiglio è già partito in una campagna elettorale che sarà fin troppo semplice causa mancanza di una reale alternativa.

Ora leggete cosa dice il partito di maggioranza in consiglio comunale sulla Gazzetta di Parma del 2 agosto 2026

 

Accise tagliate Il Governo spreca 125 milioni

Giulio Guatelli, consigliere comunale del Partito democratico, critica il Governo per la gestione del caro carburanti, sostenendo che le misure adottate non abbiano prodotto gli effetti annunciati.

Secondo l’esponente dem, lo sconto temporaneo sulle accise del gasolio, finanziato con 125 milioni di euro e in vigore fino al 6 agosto, avrebbe determinato una riduzione effettiva del prezzo alla pompa di circa 10 centesimi al litro, inferiore ai 17 centesimi medi indicati dal Governo.

Per il consigliere, il provvedimento rappresenta il segno di una politica energetica priva di una visione di lungo periodo. Il consigliere sostiene che, negli ultimi anni, l’esecutivo abbia fatto ricorso a misure temporanee, bonus e sconti destinati a esaurirsi in poche settimane, senza affrontare in modo strutturale il problema del costo dell’energia e dei carburanti.

L’esponente del Pd osserva inoltre che l’Italia continua a registrare uno dei prezzi dei carburanti più elevati d’Europa e accusa il Governo di privilegiare interventi di carattere propagandistico anziché riforme capaci di incidere stabilmente sul mercato, con il risultato di impiegare ingenti risorse pubbliche senza risolvere il problema.

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