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Stadio & Piscina is the new teatro dialetti

Stadio & Piscina is the new teatro dialetti

Scusate il titolo in inglese ma a volte ci vuole, per dire che i progetti dello stadio Tardini, della piscina Giacomo Ferrari di via Zarotto e, potremmo aggiungere, anche il palasport Bruno Raschi di Via Silvio Pellico sono idee da “cattedrale nel deserto” esattamente come il Teatro dei Dialetti, la cui costruzione risale ormai alla notte dei tempi ma riguardo cui pare siano state spese cifre importanti per gli interni.

Riportiamo i nomi completi delle personalità e quanto fatto perché troppo spesso si dimentica il valore di certi atti.

 

La versione breve di una storia lunga lunga

 

Stadio Ennio Tardini
(avvocato, politico, dirigente sportivo, fondatore dello stadio)

Del suo rifacimento se ne parla dal 2010, forse prima, tanto è vero che ci sono alcuni progetti che sono già stati visionati e approvati dal Coni ma che sono stati poi chiusi in qualche cassetto.

Vale la pena ricordare che la squadra di calcio è caduta in disgrazia nel 2004 quando il main sponsor Parmalat andò in default. Da lì alla retrocessione purtroppo il passo fu breve ma fu breve anche il passo per vuole tornare in serie A, almeno nei piani.

Un’Amministrazione lungimirante avrebbe dovuto saper valutare le possibilità di vittoria e valutare anche tutte le possibilità per dare alla nuova società, poi tornata in serie A, un impianto rinnovato e, perché no, a norma.

Giusto per aiutare la memoria, ci fu anche un morto, una persona caduta da un parapetto. Sono poi stati fatti dei lavori e lo stadio è ovviamente agibile, un rinnovamento complessivo porterebbe ad avere un impianto ancora più sicuro o, perlomeno, questa è l’idea.

Quindi dal 2010 al 2025 non è stato fatto nulla.

 

Piscina Giacomo Ferrari
(protagonista delle Barricate, comandante partigiano, politico, sindaco, ministro)

Nella campagna elettorale 2012 era già prevista tutta una gran cosa, una ristrutturazione, la chiusura, l’abbattimento, la ricostruzione, tutt’un progetto che poi non ha ancora una svolta.

Ora il complesso si chiamerà sportcenter Zarotto, cancellando la memoria di un ex sindaco giudicato come un gran parmigiano che fu anche il primo Ministro dei Trasporti della Repubblica Italiana (1946-47). Giusto un vezzo per cancellare un pezzo di storia di chi, prima delle precedenti amministrazioni, ha lavorato bene magari con poco o niente visto che parliamo del dopoguerra.

Quindi dal 2012 al 2025 non è stato fatto nulla.

 

Palasport Bruno Raschi
(giornalista)

Una volta terminata l’avventura ai massimi livelli mondiali di Maxicono, ancora una volta grazie a un importante sponsor, il palazzetto è divenuto una cattedrale nel deserto. Se la società ha chiuso i battenti nel 1997, la struttura ha bisogno di una “sistemata” a partire dal 2000 o giù di lì ma mancavano i presupposti per il ritorno di una società importante in grado di tornare in serie A e almeno nelle competizioni europee.

Nel 2010 ha iniziato a cadere a pezzi e nel 2013 hanno iniziato a staccarsi parti del tetto tanto che pioveva all’interno dell’impianto.

Quindi dal 2013 (almeno) al 2025 non è stato fatto nulla.

 

Teatro dei Dialetti

La vicenda della struttura che si intravvede in viale Mentana, a fianco del circolo Dipendenti comunali e all’interno del parco Vero Pellegrini è iniziata nel 2009 circa, e dal 2011 il cantiere è fermo. Sono state stanziate più volte cifre molto importanti di cui l’ultima, giusto per memoria, 2,2 milioni di euro con promessa che la costruzione ripartisse nel 2024.

C’è poi la leggenda delle somme spese per gli arredamenti interni, per le attrezzature di palcoscenico, si parla di 800mila euro spesi quando non c’era ancora nemmeno la struttura ma, come detto, la si può chiamare leggenda visto che il tempo ha distrutto la memoria e i documenti.

Quindi dal 2011 al 2025 non è stato fatto nulla.

 

Quindici anni di nulla

Ora tiriamo le somme con una frase che dovrebbe essere letta tutta d’un fiato: quando il Parma è tornato in serie A non ha avuto uno stadio adeguato, quando la pallavolo è tornata in serie A non ha avuto un palazzetto tanto che le partite sono state giocate a Salsomaggiore, il football americano ha visto lo scudetto ma non c’è un campo in cui giocare, si parla tanto di cultura da preservare ma non c’è un teatro in cui poterlo fare così come non ci sono impianti in cui nuotare e fare corsi per sub.

Detto questo avete capito che lo stesso assessore che parla nella notizia qui sotto, è lo stesso da 15 anni. A voi l’ardua sentenza.

QUI SOTTO LA NOTIZIA RIPORTATA OGGI DALLA GAZZETTA DI PARMA

Piscina Ferrari, il cantiere entro il 2026

Nuova piscina in via Zarotto: tempi più lunghi, costi alti e tante incognite

Un progetto che non sarà rapido

Durante la commissione Cultura, Sport, Turismo e Diritti, l’assessore allo Sport Marco Bosi ha ricordato che già in campagna elettorale aveva avvertito: la nuova piscina in via Zarotto non sarebbe stata realizzata in tempi brevi. Una previsione che oggi si conferma, a distanza dalle elezioni, mentre le promesse iniziano ad allinearsi alla realtà.

Due offerte in valutazione

L’assessore ai Lavori pubblici Francesco De Vanna ha confermato l’arrivo di due offerte per il progetto della nuova piscina. Queste sono attualmente al vaglio di un gruppo di lavoro, con la fase di valutazione che si dovrebbe concludere entro fine luglio. La proposta selezionata dovrà poi presentare un progetto definitivo, sulla base del quale sarà lanciata la gara d’appalto.

Inizio lavori previsto tra fine 2025 e inizio 2026

Secondo De Vanna, la gara si dovrebbe svolgere in autunno e il cantiere vero e proprio potrebbe partire tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026. Il costo stimato dell’opera si aggira sui 12 milioni di euro, con una durata prevista dei lavori di circa due anni. L’intervento prevede la demolizione e la ricostruzione completa della piscina “Ferrari”.

Un impianto pensato per il quartiere

Bosi ha precisato che le proposte ricevute soddisfano le esigenze dell’amministrazione dal punto di vista sportivo. Ha inoltre ribadito che l’obiettivo è creare un impianto di quartiere, senza tribune, pensato per l’allenamento e accessibile a tutti. La componente agonistica sarà riservata alle società sportive, mentre quella commerciale dipenderà dal gestore.

Le perplessità sull’utilità dell’opera

Maria Federica Ubaldi (Civiltà parmigiana) ha sollevato dubbi sull’opportunità di realizzare la piscina, considerando i tempi, i costi e i cantieri già in corso, come quello dello stadio Tardini, situato a poche centinaia di metri.

Mancano davvero spazi acqua a Parma?

Secondo Bosi, a Parma non mancano spazi per il nuoto, nemmeno con la piscina “Ferrari” chiusa. Le difficoltà emergono solo per alcune società storiche. Ha anche osservato che Parma è uno dei pochi capoluoghi in Emilia-Romagna a non avere una piscina olimpionica, ma ha messo in dubbio che ci sia un numero sufficiente di atleti da giustificarla. Inoltre, ha sottolineato che i costi di gestione di una vasca da 50 metri sono diventati insostenibili, tanto che i gestori non presentano più proposte.

Moletolo, ipotesi di ampliamento

Per il centro di Moletolo, l’assessore ha ricordato che è stata mantenuta libera un’area per un possibile ampliamento della piscina. Ci sarebbero già contatti informali per valutarne la fattibilità. Va però considerato che la concessione venticinquennale dell’impianto scadrà tra un anno.

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