Sindaco e Presidente di Regione al top classifica. Siamo sicuri????
IN FOTO LA DIMOSTRAZIONE “GIÙ LE MANI DA PARMA” PER LA SICUREZZA. L’AMMINISTRAZIONE DISSE CHE SI TRATTA SOLO DI PERCEZIONE E LA MANIFESTAZIONE FU UN FLOP
Nel giorno in cui. 7 luglio 2026, il partito di maggioranza in Comune a Parma, in Provincia e in Regione si mettono in ridicolo affermando che i problemi di sanità sono solo “polemica politica” e “percezione” (esattamente come per i problemi di sicurezza), Gazzetta di Parma pubblica la classifica dei migliori sindaci e mi migliori presidenti di Regione.
Chissà a chi avranno chiesto per confermare il settimo posto nella classifica di gradimento (l’anno scorso era quarto). Di sicuro non alle persone che hanno manifestato per mettere in evidenza i problemi di sicurezza. La risposta del sindaco è stata: “è solo percezione” e poi “Parma non è l’inferno” mentre le pagine della cronaca dimostrano l’esatto contrario.
Non è stato chiesto un parere nemmeno agli addetti alla Cultura, in cui il sindaco dovrebbe essere maestro, tanto che la città di Parma ha perso importante visibilità (e il turismo derivante).
Non è stata nemmeno chiesto il parere a chi attendeva lavori stradali da un dozzina di anni e che partono solo ora, o nuovi comparti di costruzione e nemmeno alle associazioni sportive che attendevano da anni di poter fiorire e, invece, ora sono in grave crisi. Giusto per la memoria questa città è senza uno stadio con una squadra di calcio in serie A con uno sponsor che aveva buone intenzioni, senza palazzetto dello sport quando la pallavolo stava spingendo per tornare ai massimi livelli, senza una struttura adeguata per il football americano dopo uno scudetto, senza una piscina dopo anni dalla chiusura.
Di sicuro è stato chiesto alle tante associazioni per cui il Comune ha creato scatole vuote che ora i volontari devono riempire, ma non è sempre facile.
Quanto sta accadendo in città, alla sicurezza e alla sanità (alias alla salute della comunità), è sotto gli occhi di tutti
Oggi, martedì 7 luglio 2026, Gazzetta di Parma dedica due articoli qui di seguito In coda quanto emerso sul comparto sanità nelle ultime ore. Precisiamo che il sindaco non ha grande potere sulla sanità ma il presidente della Regione, sì.
Soprattutto un sindaco, responsabile della salute della comunità per suo mandato, che voglia farsi rispettare può trovare diversi modi per intervenire anche in modo parallelo e non diretto. Ricordando comunque che il Comune di Parma ha nominato un assessore alla Sanità (già ex direttore generale dell’ospedale di Parma) per cui, teoricamente, si potrebbero forse esprimere importanti competenze. Tutti i condizionali sono d’obbligo perché finora la situazione sta peggiorando e basta mentre in altri comuni le criticità sembrano essere minori.
Quanto stiamo facendo in questi mesi è dimostrare che le classifiche non raccontano la verità, i problemi irrisolti da anni e il reale stato di una città e della comunità.
IN FOTO LA DIMOSTRAZIONE “GIÙ LE MANI DA PARMA” PER LA SICUREZZA. L’AMMINISTRAZIONE DISSE CHE SI TRATTA SOLO DI PERCEZIONE E LA MANIFESTAZIONE FU UN FLOP
Il sindaco di Parma nella top ten dei più amati
Michele Guerra si conferma tra i sindaci più apprezzati d’Italia. Nella Governance Poll 2026, l’indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore, il primo cittadino di Parma si colloca al settimo posto con un indice di gradimento del 60%, risultando il sindaco più apprezzato dell’Emilia-Romagna.
Davanti a lui figurano Sara Funaro (Firenze), Marco Fioravanti (Ascoli Piceno), Gaetano Manfredi (Napoli), Massimo Zedda (Cagliari), Federico Basile (Messina) e Pierluigi Biondi (L’Aquila).
Pur restando nella parte alta della classifica, il sindaco registra un calo rispetto agli ultimi due anni. Nel 2025 era infatti secondo con il 65% dei consensi, mentre nel 2024 aveva conquistato il primo posto. Nel 2023, a un anno dall’elezione, occupava invece la quarta posizione. Nonostante la flessione, Guerra mantiene il primato regionale, con un gradimento superiore a quello di tutti gli altri sindaci emiliano-romagnoli.
Commentando il risultato, il sindaco afferma di aver sempre accolto questo tipo di classifiche con soddisfazione, ma anche con la necessaria cautela. Sottolinea che il dato del 60% di giudizi positivi rappresenta un riconoscimento importante e aggiunge di considerarlo soprattutto uno stimolo a proseguire il lavoro con ancora maggiore impegno. Guerra evidenzia inoltre che il risultato appartiene all’intera squadra amministrativa che ogni giorno contribuisce alla realizzazione delle politiche comunali.
Il dato è stato accolto con favore anche dalle forze di maggioranza. Il capogruppo di Prospettiva, Antonio Nouvenne, interpreta il settimo posto come la conferma di un rapporto solido tra il sindaco e la città, sostenendo che il consenso raccolto premi un’amministrazione capace di affrontare un contesto complesso con ascolto, concretezza e una visione orientata al futuro.
Anche il Partito Democratico parla di un risultato significativo, che considera un segnale di fiducia nei confronti del progetto amministrativo portato avanti in questi anni. Secondo il partito, il consenso è il frutto di un percorso che ha saputo coniugare visione e pragmatismo, testimoniato dagli investimenti del Pnrr, dall’approvazione del nuovo Piano urbanistico generale, dagli interventi nel settore scolastico e sociale, dalla nomina di Parma a Capitale europea dei giovani e dal rilancio della Stu Stazione. Accanto ai grandi progetti, il Pd sottolinea anche il lavoro quotidiano di confronto con cittadini e territorio.
Sulla stessa linea la senatrice di Italia Viva-Casa Riformista, Silvia Fregolent, secondo la quale il piazzamento ottenuto rappresenta la conferma del lavoro svolto dall’amministrazione e della solidità del rapporto costruito con i cittadini.
Di segno opposto la lettura dell’opposizione. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Pietro Vignali, pone l’accento sul calo di cinque punti percentuali e di cinque posizioni rispetto all’anno precedente, sostenendo che il dato evidenzi le difficoltà vissute dalla città.
Secondo Vignali, le principali criticità riguardano la sicurezza, il degrado di alcuni quartieri, la manutenzione del verde pubblico, la chiusura di numerose attività commerciali e il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Il consigliere critica inoltre la situazione delle infrastrutture, ritenendo che Parma sia ferma da anni sul fronte delle grandi opere e citando, tra gli esempi, il progetto della piscina di via Zarotto, sul quale l’amministrazione avrebbe impiegato quattro anni per assumere una decisione.
Vignali richiama infine l’attenzione sulle nuove forme di povertà, che a suo giudizio interessano ormai anche il ceto medio e richiederebbero politiche innovative. Conclude sostenendo che l’immagine restituita quotidianamente ai cittadini sia quella di una città in difficoltà, lontana dal dinamismo che in passato la caratterizzava.
Parma chiamava Bologna, Lepore 64esimo in classifica
Giusto un ulteriore commento vista l’importanza della classifica. Un tempo Parma guardava a Bologna come il cagnolino guarda al padrone con la crocchetta in mano. Bologna “la Dotta” (stesso partito di maggioranza) nonna però offerto punti utili a Parma anche se il cagnolino continua a scodinzolare.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore è l’ultimo per gradimento tra i colleghi dei capoluoghi dell’Emilia Romagna e 64esimo a livello nazionale. Lepore si difende con un “molti cantieri, molti disagi” (i bolognesi ancora si chiedano a cosa servissero quei cantieri). Un giorno quei cantieri saranno rose (magari con spine) quando son rose forse fioriranno intanto il gradimento è calato parecchio.
Il sindaco di Bologna è stato contestato per aver conferito il premio civico cittadino la Turrita d’Oro al sindaco di New York quando, come accade in tutte le città, la civica benemerenza deve andare a un bolognese. Era proposto Kimi Antonelli (bolognese) ma non ne ha voluto sapere.
Chiude il panorama la diffusione di stupefacenti: Bologna “la Rossa” detiene il record italiano di consumo di spinelli, è ai primi posti per l’assunzione pro-capite di ecstasy e amfetamine mentre lo stesso sindaco (con aspirazioni nazionali) ha fatto distribuire gratuitamente le pipette per il crack. Come a Parma.
Il presidente della Regione 12esimo in graduatoria
Per Michele de Pascale il primo banco di prova nei sondaggi nazionali non è particolarmente incoraggiante. Nella Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore, realizzata da Noto Sondaggi, il presidente della Regione Emilia-Romagna si colloca soltanto al dodicesimo posto tra i 18 governatori valutati, con un indice di gradimento del 52%.
Il dato assume un peso ancora maggiore se confrontato con il consenso ottenuto al momento dell’elezione. Secondo la rilevazione, infatti, de Pascale perde 4,8 punti percentuali rispetto al 56,8% registrato nel 2024, un calo tra i più consistenti a livello nazionale. Solo quattro presidenti fanno peggio: Roberto Fico in Campania (-5,6%), Marco Marsilio in Abruzzo, Francesco Roberti in Molise (-20,2%) e Francesco Rocca nel Lazio, che registra la flessione più marcata.
La classifica è guidata da Antonio Decaro, primo con il 66% dei consensi, seguito da Alberto Stefani (65%) e Massimiliano Fedriga (64%). Davanti al governatore emiliano-romagnolo figurano anche Roberto Occhiuto, Alberto Cirio, Attilio Fontana, Eugenio Giani, Renato Schifani, Vito Bardi, Roberto Fico e Francesco Acquaroli.
Alle spalle di de Pascale si trovano invece Marco Marsilio, Alessandra Todde, Stefania Proietti, Marco Bucci, Francesco Roberti e, in ultima posizione con il 42% del gradimento, Francesco Rocca.
Per l’ex sindaco di Ravenna, chiamato a raccogliere l’eredità di Stefano Bonaccini, il sondaggio rappresenta un primo campanello d’allarme. A pochi mesi dall’insediamento, il consenso appare già in flessione e la Regione Emilia-Romagna, storicamente considerata una delle realtà amministrative più solide del Paese, resta lontana dalle posizioni di vertice della classifica nazionale. Al contrario, alcuni governatori sono riusciti a rafforzare significativamente il proprio consenso: su tutti Schifani, che guadagna quasi 14 punti rispetto al risultato elettorale, seguito da Cirio (+3,9%) e Todde (+3,6%).
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