SENTI CHI PARLA: il sindaco di Parma sulla Sicurezza
Senti da che pulpito arriva la predica: il sindaco di Parma attacca il governo Meloni per i problemi di sicurezza. Se non fossimo nei primi giorni dell’anno bisognerebbe subito assegnargli il premio Becco di Ferro 2026 visto che da anni (facciamo 10?) si dice che il problema sicurezza a Parma non esiste, è solo percezione.
Va ricordato che, per fortuna, è intervenuto il prefetto di Parma ad attivare le Zone Rosse: qualcuno dice siano servite a spostare il problema mentre, invece, sono servite per svegliare diversi livelli politici e, comunque, a provare a far notare che in città c’è un problema.
“Il segnale che vogliamo lanciare è che le persone devono capire che non possiamo ammettere l’appropriazione di una parte della città” ha detto il prefetto avviando le Zone Rosse. Ci spiace dirlo ma aveva ragione. Occorre anche ricordare che la Prefettura è di fatto l’Ufficio Territoriale di Governo, quindi una derivazione del Governo stesso.
In effetti anche il Pd ha dato il meglio di sé arrivando ad affermare che le diverse proteste di piazza (diverse migliaia di persone) in effetti non sono esistite.
Insomma si scarica il problema sul Governo, non si fa nulla. Si vuole passare l’inverno mentre la campagna elettorale è già iniziata e se si guarda al programma di inizio mandato non resta che un triste lenzuolo sfilacciato e stropicciato, appeso a un filo di cui, di fatto, non è stato mantenuto nulla.
Se fosse stata inviata di tanto in tanto la polizia locale a controllare cose non ci sarebbero stati questi problemi. Ah, già. Vero! Non c’è mai stato un comandante della polizia locale, erano tutti di passaggio.
Magari se ci fosse qualche controllo in più (non gli autovelox nascosti chissà dove ma gli agenti a chiedere i documenti in stazione, in piazzale della Pace, in via Mazzini, davanti alle scuole), magri avremmo evitato qualche accoltellato e mille altri problemi.
Alla fine di questo articolo vi lasciamo i titoli della Gazzetta di Parma di cronaca nera degli ultimi tre giorni: giudicate voi. Non dimenticate che per l’amministrazione comunale questa è tutta percezione, sono solo cose minori, non c’è nessun tipo di pericolo. Per loro, chiusi dentro una fortezza.
«Sicurezza, Meloni ammette: risultati negativi»
Più impegno da parte del Governo sulla sicurezza. «La premier Meloni annuncia che il 2026 sarà finalmente l’anno in cui avverrà un cambio di passo in tema sicurezza. Ha ammesso che i risultati generali sono stati insufficienti, prendendosi in carico quella che è da sempre una materia statale: la sicurezza », esordisce il sindaco Michele Guerra commentando le parole della premier durante la conferenza stampa di inizio anno. «Confidiamo fortemente che la premier e il Governo mettano a disposizione di chi amministra i territori e delle forze dell’ordine i giusti strumenti per affrontare il problema. Ho apprezzato che vengano studiate misure per evitare disagio giovanile e abbandono scolastico e su questo c’è la massima disponibilità della nostra amministrazione, come credo di tutte le altre. Molto di quanto si può fare riparte dalle reti sociali».
Batte sul tasto della sicurezza anche Sandro Campanini, capogruppo del Pd in consiglio comunale. «Finalmente la presidente del Consiglio Meloni prende atto che qualcosa non funziona al meglio nelle politiche nazionali per la sicurezza e che non sono certo i Comuni i responsabili di questa situazione. Del resto le stesse valutazioni erano state espresse in sede Anci da parte dei sindaci di ogni colore politico».
Poi Campanini sposta il discorso più sul piano locale. «Auspichiamo inoltre che dopo le dichiarazioni della premier anche a Parma questo tema non sia più usato come arma elettoralistica locale, impegnandosi piuttosto nel perseguire obiettivi comuni e condivisi, a vantaggio di tutti i cittadini».
Sul suo profilo Facebook, Francesco De Vanna, segretario cittadino del Pd e assessore alla Sicurezza, commenta così le parole della premier: «Attendiamo i fondi per i progetti di sicurezza urbana integrata, per l’inclusione dei minori stranieri non accompagnati, per il contrasto all’abbandono scolastico, e quelli per i concorsi straordinari per le assunzioni nelle forze dell’ordine».
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