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Scuola in montagna, aiuti per 12 paesi del parmense

Scuola in montagna, aiuti per 12 paesi del parmense

Sostegno alle Scuole di Montagna: Finanziate 104 Pluriclassi per l’Anno Scolastico 2024-2025

 

Garantire il diritto allo studio anche nei territori più fragili e potenziare i servizi fondamentali come la scuola, rafforzandone la presenza nelle aree montane: è questo l’obiettivo del bando regionale volto a finanziare le pluriclassi nelle scuole primarie di montagna. Con la recente approvazione delle ultime candidature per l’anno scolastico 2024-2025, la Regione ha dato il via libera al 100% delle domande presentate, sostenendo progetti innovativi in 44 territori montani, da Piacenza a Rimini.

Un sostegno concreto alle pluriclassi

Il bando regionale, finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus, ha destinato quasi 700mila euro (696.781 per la precisione) per sostenere un totale di 104 pluriclassi, un modello scolastico tipico delle aree montane, in cui gli alunni di età diverse frequentano insieme la stessa classe. Questa modalità di insegnamento, necessaria in contesti a bassa densità abitativa, permette di mantenere attivi piccoli istituti scolastici appenninici che altrimenti rischierebbero la chiusura per carenza di iscritti.

Gli aiuti per dodici paesi del parmense

Le risorse stanziate dalla Regione per l’anno scolastico 2024-2025 coinvolgono direttamente 44 territori montani, tra Comuni e Unioni di Comuni. Solo nella provincia di Parma, ad esempio, sono 12 i Comuni interessati: Fornovo, Varsi, Pellegrino, Neviano, Corniglio, Tizzano, Palanzano, Monchio, Compiano, Solignano, Berceto e Terenzo.

Questi enti, insieme alle istituzioni scolastiche e alle organizzazioni locali, saranno responsabili della realizzazione di progetti innovativi per le scuole primarie, in un’ottica di collaborazione e rete territoriale. L’assegnazione dei fondi prevede un sostegno di 3.000 euro per ogni pluriclasse, più 5.500 euro per ciascun plesso scolastico.

Attività extracurricolari e innovazione educativa

Il finanziamento permetterà non solo di mantenere attive le scuole di montagna, ma anche di potenziare l’offerta formativa attraverso l’ampliamento del tempo scuola e la realizzazione di attività extracurricolari. Tra i progetti figurano laboratori teatrali, musicali, artistici, attività sportive e di promozione delle competenze sociali, civiche ed espressive. Saranno inoltre organizzate iniziative di educazione ambientale e civica, con il coinvolgimento diretto delle famiglie e delle realtà associative e produttive locali.

Un focus particolare sarà dedicato anche alla valorizzazione del territorio, con uscite didattiche e attività che permetteranno agli studenti di conoscere meglio il contesto in cui vivono, rafforzando il legame con l’ambiente circostante e promuovendo la cittadinanza attiva.

Un impegno per il diritto all’istruzione nelle aree fragili

Gli assessori regionali Isabella Conti (Scuola e Politiche per l’infanzia) e Davide Baruffi (Montagna e aree interne) hanno sottolineato l’importanza di garantire un’istruzione di qualità per tutti gli studenti, indipendentemente dal luogo in cui vivono. “Con questo bando abbiamo voluto non solo sostenere le pluriclassi, una realtà tipica delle aree montane, ma anche mantenere attivi i piccoli istituti appenninici,” hanno dichiarato Conti e Baruffi. “Siamo particolarmente soddisfatti perché questo risultato è frutto di un lavoro sinergico tra Comuni, Unioni di Comuni e istituzioni scolastiche, che hanno saputo valorizzare le dimensioni di rete territoriale e i Patti di comunità.”

Un futuro sostenibile per le scuole di montagna

Questo intervento rappresenta un segnale importante del sostegno della Regione Emilia-Romagna al sistema scolastico delle aree interne, dimostrando che anche nei territori più fragili è possibile garantire un’istruzione di qualità e promuovere lo sviluppo di nuove opportunità per studenti e famiglie.

Attraverso il coinvolgimento di istituzioni locali, enti scolastici e comunità, il bando regionale mira a creare una rete educativa solida e innovativa, capace di rispondere alle sfide della modernità senza abbandonare le aree montane e rurali, ma anzi rafforzandone il tessuto sociale e culturale.

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