SANITÀ, UNA STORIA DI ORDINARIA INEFFICIENZA
Scrivo per confermare l’ inefficienza del reparto.
Premesso che sono affetta da malattia rara autoimmune, certificata da loro, per la quale ho esenzione e invalidità al 60%, devo essere controllata ogni 6 mesi, motivo per cui ad ogni visita mi viene rilasciata la prescrizione direttamente dal medico preposto alla visita.
Non è più operativo l’ ambulatorio dei rari che era diretto dal prof Feliciani da quando non è più presente al reparto.
Da allora è sempre un problema accedere alla visita. A marzo ho avuto un grosso problema poiché mio marito, ricoverato in UTIC sempre a Parma, ha subito un intervento, non programmato e sperimentale salvavita.
Io, unica assistente, avevo appuntamento in dermatologia due giorni dopo il suo intervento al cuore. Chiedo un rinvio e mi sento rispondere che dovrò rifare richiesta poiché perdo il posto per mia colpa. Mi rivolgo all’ efficiente organizzazione della mia malattia e la responsabile riesce a ottenere uno spostamento di una decina di giorni. Mi viene telefonicamente confermato dal reparto dove mi chiedono, a sostegno di quanto io ho dichiarato, una dichiarazione scritta da mio marito con allegato fotocopia suoi documenti.
Stesso ospedale, un reparto non può chiedere conferma della presenza di un paziente, allettato, immobilizzato ancora in prognosi riservata. Tutto questo è stato da me comunicato all’ ufficio URP dell’ospedale.
Effettuata la visita mi viene rilasciata la richiesta per la prossima visita, ma vengo interpellata per essere inserita in lista d’attesa. A tutt’ oggi non ho ricevuto nessuna comunicazione e avrei una certa urgenza poiché il caldo del mese di giugno mi ha provocato un fortissimo aggravamento da controllare.
T.F.