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SANITÀ & SALUTE: RISONANZA PER ONCOLOGICA AL 2027

SANITÀ & SALUTE: RISONANZA PER ONCOLOGICA AL 2027

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, un problema a cui abbiamo già dedicato spazio. Ci permettiamo di aggiungere un paio di link con la speranza che possano essere interessanti per la lettura.
Teniamo a far notare che non siamo parte dell’organizzazione scrivente

 

SANITÀ PARMIGIANA AL COLLASSO: UNA RISONANZA NEL 2027 PER UNA MALATA ONCOLOGICA. A PARMA, NON ALTROVE. E QUESTO È INACCETTABILE.

In Italia il diritto alla salute dovrebbe essere garantito dalla Costituzione. E invece, come mostrato da Fuori dal coro, una donna di Parma, malata oncologica, si è vista fissare una risonanza magnetica… nel 2027. Non tra qualche mese. Non tra un anno. Tra anni.

Per chi ha un tumore, questo non è un ritardo: è un pericolo concreto per la vita.

Ancora più grave è l’atteggiamento della dirigenza dell’Ospedale di Parma, apparso freddo, distaccato, quasi infastidito. L’umanità non è un optional. La responsabilità non è un accessorio. Il direttore generale dell’intera sanità pubblica della provincia ha il dovere di intervenire, trovare soluzioni, garantire priorità ai pazienti più fragili. Se questo non avviene, le dimissioni non sono un gesto simbolico: sono un atto dovuto.

Il problema delle liste d’attesa in Emilia Romagna è ormai fuori controllo: diagnosi tardive, cure meno efficaci, cittadini lasciati soli. E per i malati oncologici questo è semplicemente inaccettabile. Le corsie preferenziali devono esistere davvero, non solo nei documenti.

Mentre tutto questo accade, in presenza di maggiori investimenti da parte del Governo centrale, che nel 2026 saranno il doppio dell’aumento degli stanziamenti avvenuto l’anno scorso, e pur con l’introduzione di un ticket da parte di De Pascale per coprire il buco lasciato dal precedente presidente di Regione, com’è possibile che non si riesca a garantire una prestazione salvavita a una donna italiana malata oncologica?

Il punto non è chi viene curato: il punto è come vengono gestite le risorse.

Organizzazione inefficiente, priorità sbagliate, mancate assunzioni, sprechi, violazioni di legge. Ed a pagare sono sempre i più deboli.

Per questo noi del Comitato Costituente di Futuro Nazionale lo ribadiamo: il direttore dell’Ospedale di Parma deve dimettersi.

Serve responsabilità. Serve rispetto. Serve un segnale chiaro.

La sanità pubblica deve tornare a fare ciò per cui esiste: curare le persone, non abbandonarle.

 

Comitato Costituente Futuro Nazionale Parma

 

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