SALSOMAGGIORE: siamo alla trans politica con il “partito del Cedro e del Focolare”
Prima di intraprendere il viaggio in questo caso al limite della normalità bisogna porsi una domanda: quante tessere politiche si possono avere nella vita?
La prima risposta sarebbe una, esattamente come la fede calcistica ma la realtà è diversa: ci sono dinamiche, cambiamenti e crescite personali che spesso portano alcuni esponenti di partito a cambiare “casacca”, a trovare altre soluzioni politiche fino ad approdare a schieramenti diversi.
Ora occupiamoci dell’emblematico caso di Salsomaggiore
Per spiegare quanto accade nel consiglio comunale di Salsomaggiore bisognerebbe ricorrere alla visione fantasiosa di Wes Anderson e dei suoi film (in cui la tragedia è sempre sfiorata ma il lieto fine sempre imprevedibile) ma, essendo già molto fantasiosa come condizione, proveremo a spiegare quanto accade passo per passo, nel modo più semplice possibile. Preannunciando però che non si tratta di una favola ma di una storia vera.
Facciamo un salto indietro nel tempo esattamente di due anni. Michele Gandolfi si candida a consigliere comunale con Forza Italia e inizia la sua campagna elettorale. Il risultato è ottimo: ottiene tante preferenze e viene eletto.
Sostiene la sua lista e, soprattutto, i voti di Forza Italia sono utili per l’elezione al primo turno di Luca Musile Tanzi, senza quei 460 voti circa si sarebbe andati al ballottaggio (Salsomaggiore Terme è oltre i 15mila abitanti) e, si sa, il centrodestra non è molto incline a recarsi alle urne una seconda volta per eleggere un proprio candidato. In caso di ballottaggio il risultato sarebbe forse stato diverso.
Va ricordato che a Forza Italia, tolto il consigliere ottenuto per diritto, non è stato concesso nulla, nessun assessorato e niente di niente, non ha quindi avuto voce in Amministrazione pur avendo determinato, come detto, il successo al primo turno.
Sotto potete trovare i numeri che rendono più chiara la posizione.
The day after (il giorno dopo)
Al primo consiglio comunale, in cui vengono effettuati tutti i passaggi tecnico-burocratici come nomine e atti simili, Michele Gnadolfi dichiara di aderire al Popolo della Famiglia che non è un partito ma un movimento politico. Alla memoria del Movimento qui viene subito l’orticaria a ricordare quel che è stato.
Andando oltre ci sono però diversi aspetti: il primo è di aver fatto campagna elettorale con una facciata e averne subito offerta un’altra. Forse avrà messo subito in chiaro ai suoi elettori le sue intenzioni ma, di fatto, si tratta di un primo salto carpiato che rivede in modo anche pesante il posizionamento politico.
Forza Italia nazionale ha ultimamente fatto un ulteriore passo verso il centro, nel tentativo di captare un elettorato maggiore ma, di fatto, è ancora lontano da FI. In coda mettiamo le differenze.
Colpo di scena alle regionali
Attenzione signore e signori perché lo spettacolo non è terminato, alle successive elezioni regionali Gandolfi si candida con la Lega, evidenziando (forse) ulteriormente la distanza da Forza Italia.
Ora non si capisce più come interpretare il suo voto, nel corso del tempo Gandolfi si dichiara pro Trump-Vance ma anche pro LGBTQ+ andando in antitesi come in un rapporto materia-antimateria. Si occupa di politica locale postando sui social la cartina statunitense magari per la posizione delle leggi sull’Aborto.
Invita poi Valentina Castaldini a Salsomaggiore, all’epoca coordinatrice regionale Forza Italia, stretta fra tre pesanti elementi del popolo delal Famiglia con cui la politica deve avere certamente un dialogo ma non dovrebbe farsi dettare mosse, contromosse, visioni e posizioni. Allo stesso momento, giusto per chiudere il cortocircuito di idee, attacca +Europa a cui Forza Italia strizza di tanto in tanto l’occhiolino vista la genesi del partito.
Richiama Erode e il Vangelo, via social, portando una barba da Imam, giusto per chiudere il calembour.
Bisogna quindi pensare una risposta alla domanda iniziale ma l’impresa si fa difficile.
Le differenze del centrodestra
Forza Italia, la Lega e il Popolo della Famiglia sono tre formazioni politiche di centrodestra, ma con visioni e priorità differenti.
Forza Italia è un partito liberale e moderato. Fondato da Silvio Berlusconi, promuove l’economia di mercato, la riduzione delle tasse, il sostegno alle imprese e una posizione europeista, seppur critica su alcune dinamiche burocratiche dell’UE. Si rivolge a un elettorato di centro-destra tradizionale, professionisti e ceti produttivi.
La Lega, inizialmente autonomista e nordista, ha poi virato su posizioni nazionaliste sotto la guida di Matteo Salvini. È più populista, anti-immigrazione, euroscettica e focalizzata sulla sicurezza, il contrasto all’immigrazione clandestina e sulla difesa dell’identità culturale italiana.
Il Popolo della Famiglia, invece, è un movimento politico cristiano che mette al centro i valori della famiglia tradizionale, il diritto alla vita sin dal concepimento e l’opposizione a leggi su aborto, eutanasia e unioni civili. Ha una visione fortemente etica e religiosa della politica, distante dalle logiche economiche o securitarie dominanti.
C’era una volta l’Udc
Popolo della Famiglia (PdF) e Udc (Unione di Centro) condividono alcuni tratti, ma non sono sovrapponibili.
Entrambi si rifanno ai valori del cattolicesimo politico e della tradizione democristiana, mettendo al centro temi come la famiglia, la vita e l’etica cristiana. Tuttavia, ci sono differenze importanti:
Il PdF ha un’impostazione più rigida e ideologica. È esplicitamente pro-life, contrario a aborto, unioni civili, eutanasia e gender nelle scuole. La sua agenda è focalizzata quasi esclusivamente sui temi etici e religiosi, con un tono spesso militante.
L’Udc è più moderato e istituzionale. Nasce da ex democristiani, ha partecipato a governi di centrodestra e centrosinistra, e punta su una visione più pragmatica della politica. I valori cattolici ci sono, ma accompagnati da attenzione a economia, welfare e ruolo dell’Italia in Europa.
In breve: il PdF è un partito identitario e intransigente sui principi etici; l’Udc è un partito centrista e più incline al compromesso.
La parola al voto
Non si tratta di ridare la parola agli elettori ma al singolo esponente politico. La sua visione è quindi per l’economia di mercato, la riduzione delle tasse, il sostegno alle imprese e una posizione europeista, anti-immigrazione, euroscettica e focalizzata sulla sicurezza, il contrasto all’immigrazione clandestina ma allo stesso tempo incline all’accoglienza, indirizzata alla famiglia (non all’economia di mercato quindi) e comunque distante dalle logiche economiche o securitarie dominanti.
I risultati elettorali
Candidato: Luca Musile Tanzi ELETTO
Voti: 4326
Percentuale al voto 51,4%
| VOTI | % | SEGGI | |||||
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FRATELLI D’ITALIA GIORGIA MELONI | 1.543 | 19,85 | 4 | |||
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LIBERAMENTE SALSESI | 1.123 | 14,44 | 3 | |||
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LEGA SALVINI PREMIER | 861 | 11,07 | 2 | |||
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FORZA ITALIA | 436 | 5,61 | 1 |
Per rispondere serve l’intelligenza artificiale
Non venendone a capo abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale che in pochi secondi ha offerto un’ottima risposta e, soprattutto, mostra i prossimi partiti a cui Gandolfi potrebbe approdare:
Accostamento a partiti reali (nessuno combacia al 100%):
- Partito Popolare Europeo (PPE) nel suo nucleo storico potrebbe ricordarlo, seppur più moderato e meno contraddittorio.
Fidesz in Ungheria mescola conservatorismo familiare, controllo dell’immigrazione e welfare selettivo, ma è molto meno europeista. - Fratelli d’Italia potrebbe avere alcune somiglianze su sicurezza, famiglia e immigrazione, ma è più securitaria e meno aperta all’accoglienza.
- Democrazia Cristiana “vecchio stile” (anni ‘80) italiana o tedesca, che cercava un equilibrio tra Stato sociale e valori cristiani.
Ragionandone con un po’ di fantasia potremmo chiamarlo il Partito del Cedro e del Focolare.
Il simbolo: un albero con radici profonde e rami che accolgono.
Programma? …meglio lasciar perdere



