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SALSO: prosegue la Guerra dei Rifiuti fra maggioranza e opposizione

SALSO: prosegue la Guerra dei Rifiuti fra maggioranza e opposizione

C’è chi chiede videosorveglianza per vedere chi abbandona rifiuti. Significa più multe altrimenti il sistema è inutile.

Quindi si arriverà a multare chi espone il sacco qualche ora prima, magari perché deve andare a lavorare, a chi non fa bene il nodo, a chi è scappata una cartaccia nella plastica e così via. 

Certo, la videosorveglianza è utile per tante cose ma è anche tanto dannosa alla privacy. Giusto per la memoria, le telecamere sui bus di Milano usate dai dipendenti per postare commenti di cui ridere, non vi accende nulla? 

Da lungo tempo non si parla di Economia di sorveglianza, in cui tutti si fanno gli affari di tutti? Non cerchiamo di fare leggi per proteggere i minori dall’esposizione tramite social? Quindi ancora più videosorveglianza per colpire le vecchiette. Credete che i “marioli” veri, quelli che vogliono buttare l’immondizia al parco Mazzini o in qualche altro posto strano non riuscirebbero a farlo comunque? Servono forse le truppe con il Kalashnikov spianato? 

Soprattutto: una volta che riprendi una persona che butta un sacco dell’immondizia dove non dovrebbe, credete sia così facile identificarlo? Occorre un’indagine da parte della polizia giudiziaria sulla base di una denuncia per abbandono di rifiuti che possa ledere alle persone o all’ambiente. Poi il giudice deve dare il proprio parere sull’indagine e sull’atto. 

C’è anche (finalmente) chi dice che gli amministratori locali non possono intervenire nel processo amministrativo. Vero, la legge è regionale, la competenza in materia di rifiuti è regionale (Pair). Chi ha sottoscritto il contratto con Regione e multiutility, nel 2023? Di quale parte politica? Forse che fossero della stessa parte politica? 

C’è poi il tema dell’aumento Tari. Belle parole ma gli aumenti sono sanciti da leggi e contratti, votare contro significa dover forse fare causa, andare contro alla multiutility e alla legge regionale perché venga rivista. Un solo comune contro qualche centinaio è una gara difficile, in estrema salita, uno stallo che rischia di durare diversi anni per poi trovarsi a pagare tutti gli aumenti in una volta sola. Conviene? 

 

Rifiuti, scontro politico a Salsomaggiore sulle nuove tariffe

La gestione dei rifiuti continua ad alimentare il dibattito politico a Salsomaggiore Terme. Dopo l’approvazione in consiglio comunale delle tariffe 2026 della tariffa corrispettiva puntuale, il confronto si è spostato sulle responsabilità, sulle scelte dell’amministrazione e sul ruolo degli enti coinvolti. Un confronto che, al momento, appare lontano da una posizione condivisa.

A intervenire è il gruppo di opposizione “Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano”, che durante la votazione aveva scelto l’astensione, confermando la propria contrarietà all’aumento dei costi a carico dei cittadini. I consiglieri Matteo Marosi, Davighi e Fantoni hanno ribadito la loro opposizione alla nuova tariffazione, sostenendo che non sia accettabile chiedere ai cittadini un maggiore esborso economico a fronte di un servizio giudicato ancora insufficiente.

Secondo il gruppo, la situazione si sarebbe ulteriormente complicata durante la seduta consiliare, quando i lavori sono stati sospesi per consentire alcuni approfondimenti. Al centro della discussione una comunicazione arrivata da Atersir il giorno precedente, nella quale veniva indicato il termine del 31 luglio per l’approvazione delle tariffe 2026. In caso contrario, sarebbero rimaste in vigore le tariffe precedenti, con il rischio di una mancata copertura dei costi previsti dal Piano economico finanziario e di possibili conseguenze sul piano economico per il gestore.

Una circostanza che “Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano” considera particolarmente grave, tanto da parlare di una pressione istituzionale nei confronti dei consiglieri comunali. Il gruppo sostiene infatti che l’assemblea sia stata chiamata a prendere una decisione già condizionata da vincoli esterni, limitando di fatto il margine di valutazione politica e amministrativa.

Proprio per questo motivo i consiglieri hanno scelto l’astensione, chiedendo allo stesso tempo che il Comune valuti un approfondimento legale sulla vicenda per tutelare amministrazione e cittadini. Tra le richieste avanzate figurano anche una verifica del rispetto degli accordi contrattuali da parte di Atersir, un controllo più puntuale sull’attività svolta da Iren e una revisione delle modalità di distribuzione dei sacchetti gialli per la raccolta differenziata.

Il gruppo di opposizione torna inoltre a chiedere interventi più incisivi contro gli abbandoni abusivi di rifiuti, attraverso un potenziamento della videosorveglianza nei punti più critici del territorio. Secondo i consiglieri, nuove telecamere potrebbero rappresentare sia uno strumento di prevenzione sia un mezzo per individuare e sanzionare i responsabili degli episodi di degrado.

Sul fronte della maggioranza arriva invece la replica di “LiberaMente salsesi”, che difende la scelta dell’amministrazione e respinge le accuse di divisioni interne. Il gruppo sottolinea come il passaggio alla tariffa corrispettiva puntuale rappresenti un cambiamento imposto dal quadro normativo e non una decisione discrezionale del Comune.

Secondo la maggioranza, il nuovo sistema ha sostituito la Tari e prevede che il pagamento avvenga direttamente al gestore del servizio, in questo caso Iren, mentre la legge stabiliva per tutti i Comuni il termine del 31 luglio per l’approvazione delle tariffe.

I consiglieri di “LiberaMente salsesi” contestano quindi alla minoranza di non aver indicato quale alternativa concreta avrebbe potuto adottare l’amministrazione in caso di mancata approvazione della delibera. A loro giudizio, votare contro avrebbe potuto esporre il Comune a conseguenze economiche e legali senza risolvere i problemi del servizio.

La maggioranza riconosce comunque l’esistenza di criticità nella gestione dei rifiuti e la necessità di miglioramenti, ma rivendica una scelta definita responsabile, finalizzata a evitare ulteriori problemi per l’ente e per i cittadini.

Il tema dei rifiuti resta dunque uno dei principali fronti di confronto politico in città, tra le richieste di maggiore efficienza del servizio, le critiche agli aumenti tariffari e il dibattito sulle responsabilità tra Comune, gestore e organismi di regolazione.

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