Seleziona Pagina

Regione, quattro aeroporti necessari: Ma Dabon???

Regione, quattro aeroporti necessari: Ma Dabon???

Il Presidente della Regione afferma che l’aeroporto di Parma è necessario come gli altri tre

 

Il titolo può essere provocatorio ma le affermazioni lo sono di più. Bologna, Rimini, Forlì e Parma: i quattro aeroporti servono tutti. La situazione è uno ‘ allo sfascio; Bologna oberata, Parma e gli altri non ce la fanno tanto che hanno continuo bisogno di risorse esterne.

A margine del convegno Aeroporti in pista per il Paese in corso oggi al Guglielmo Marconi di Bologna, Michele de Pascale avrebbe affermato: “Io sono convinto che il trend generale di flussi aerei dei prossimi 10-15 anni rendano necessari per l’Emilia-Romagna e per il Paese tutti e quattro gli scali”.

“I numeri complessivi di oggi no – avrebbe affermato ancora il presidente della Regione Emilia Romagna- probabilmente non riescono a sostenere i quattro scali, ma il trend generale di crescita sì, e quindi ben si giustifica secondo me una strategia anche pubblica che accompagni questi quattro scali ad avvicinarsi a una fase in cui potranno sostenersi”.

“Se la Regione Emilia Romagna – avrebbe detto Michele de Pascale – deve mettere in campo una strategia che consente questi quattro scali di arrivare tutti e quattro vivi al momento in cui ci serviranno, secondo me è una strategia sensata. Però, si deve capire ovviamente la prospettiva. E quindi la Regione è molto laica: io penso che servano tutti e quattro, però poi si deve passare a una fase di studio analitico”.

I condizionali sono d’obbligo perché la notizia viene appresa dai giornali. Siamo sicuri che lo abbia detto veramente?

 

Sviluppiamoci

Quattro aeroporti in 300 chilometri ovvero uno ogni 80 chilometri. Tradotto in tempo significa: un’ora di treno fra uno e l’altro ovvero il tempo che si impegna per passare da un quartiere all’altro a New York, Parigi, Madrid, Tokyo e chi più ne ha più ne metta.

Ovvio, è molto bello poter salire su un aereo dopo pochi minuti di auto o di autobus e andare in giro per il mondo. Il problema è che mancano i collegamenti internazionali. Scalo ottimo per i movimenti per la Sicilia o la Moldavia. I voli internazionali però non passano dalla Moldavia, comunque non è ancora un grande centro di scambio.

Ragionando in termini di costi e benefici mantenere ben funzionanti quattro aeroporti per un monte viaggiatori che non supera quelli di una cittadina inglese forse (ma solo forse?), è un problema.

Quando l’aeroporto era la scelta giusta

Un po’ di storia non fa mai male. Correvano i fantastici anni ’80 dei paninari, dei film americani, della caduta del muro di Berlino e tante altre cose che spesso si rammentano in questi casi.

La città di Parma doveva decidere se volere la fermata della ferrovia Alta Velocità o l’aeroporto. In quel momento la scelta più giusta era l’aeroporto perché il treno avrebbe avuto uno sviluppo abbastanza lento mentre Parma stava correndo a tutto vapore.

Era il tempo delle grandi aziende in espansione (Parmalat, Barilla, Parmigiano Reggiano, la metalmeccanica e molto altro), del grande calcio, della petite capitale, della cultura (vera). Insomma la città era ricca e puntava in alto, a diventare una “piccola Milano”: più piccola e più vivibile ma con lo stesso stile. Era anche il momenti dei broker, dei grandi soldi, dello sviluppo forsennato e non solo a Parma. Insomma si puntava all’estero e per andare lontano serve l’aereo.

Poi arrivò il grande annuncio: Parma sede European Food Safety Authority. La scelta era già stata fatta e si sarebbe confermata quella giusta se, invece, i movimenti di persone non sostenevano voli come il Parma-Roma, Parma-Londra, Parma-Parigi ovvero i collegamenti con gli hub internazionali.

Da lì a poco gli affari calarono non poco, Parmalat realizzò un crac di quelli che spostano le borse di mezza terra. non c’era più così bisogno di andare in giro in aeroplano, ovviamente escluse realtà che (fortunatamente) lo fanno ancora oggi.

Intanto il treno ha iniziato a funzionare bene, il costo dei biglietti è sceso fino a divenire popolare così che ora tutti vogliono una fermata Alta Velocità, che se l’avessero tutti diventerebbe un Bassa Velocità.

Vent’anni di deserto attorno a noi

Meglio chiudere o il discorso diventa troppo ampio, venendo a quanto è già successo.

Tutta la storia racconta che quel che è stato è stato, tornerà. Forse, un giorno. In un momento di incertezza economica come quello attuale (guerre, dominanza tecnologica, carenza di lavoro, nuovi paesi emergenti ecc ecc ecc) non è facile pensare di tenere aperti aeroporti che non lavorano.

Gli scali sono sempre stati dei “vuoti a perdere”, strutture che ingurgitano denaro pubblico, in grado però di produrre possibilità di mercato e quindi ricchezza, denaro, possibilità di lavoro, espansione. Chiamatela come volete.

La situazione va avanti da vent’anni più o meno precisi. Siamo sicuri che possiamo permetterci altri 10 anni “a perdere”? Forse, meglio usare il condizionale.

I VIDEO

Caricamento...

SALSOMAGGIORE TERME METEO

EMILIA