Quelli che ….i lavoratori non gliene frega niente
Silenzio tombale sul futuro di 38 lavoratori legati al Comune di Parma
Oggi prendiamo in esame una notizia presa da ParmaToday (trovate un riassunto cliccando sul titolo poco sotto). Trentotto lavoratori del Macello di Parma rischiano il posto, il nuovo gestore vuole azzerare anzianità e stati di servizio, tanto da farli ripartire dal periodo di prova mettendo così a rischio la loro permanenza.
Siamo così andati a vedere le reazioni della politica, quella che fino a pochi giorni fa sbraitava contro il flashmob sicurezza in Comune. Non solo non hanno detto nulla ma si scoprono anche altre cose.
Macello, allarme dopo il cambio d'appalto
Crisi al Macello di Parma: denuncia del sindacato Si Cobas sul cambio d’appalto
I lavoratori del macello di Parma, in strada dei Mercati, sono in agitazione a seguito dell’aggiudicazione provvisoria dell’appalto, ancora in attesa di una decisione del Consiglio di Stato. La nuova gestione potrebbe passare alla Bervini Parma, un’azienda che subentrerebbe alla precedente, Macello di Parma che ha gestito la struttura negli ultimi anni. Tuttavia, nel passaggio di gestione, le condizioni lavorative rischiano di peggiorare come denunciato dal sindacato Si Cobas che rappresenta la maggior parte dei lavoratori.
Secondo quanto riferito da Sonia Trigiante, rappresentante del Si Cobas di Parma, durante un incontro con la nuova azienda avvenuto il 14 febbraio è emerso che le condizioni proposte per i dipendenti sarebbero peggiorative. Tra le criticità riscontrate, si segnalano un ridimensionamento della forza lavoro, cambiamenti nelle mansioni, una riduzione della retribuzione e modifiche all’orario di lavoro. Inoltre, è stato ipotizzato l’azzeramento dell’anzianità maturata dai lavoratori negli anni, il trasferimento della sede di lavoro e la mancata concessione dei buoni pasto per la mensa. Attualmente sono 38 i lavoratori impiegati presso il macello: 30 nell’area di macellazione, 7 nel settore amministrativo e uno all’accettazione.
Se il Consiglio di Stato dovesse confermare l’assegnazione a Bervini Parma, si procederà con il cambio d’appalto. La sindacalista ha sottolineato che i lavoratori verrebbero ri-assunti con un nuovo periodo di prova, condizione che cancellerebbe gli scatti di anzianità, esponendoli inoltre a un rischio maggiore di licenziamento. Il sindacato chiede il rispetto del contratto di secondo livello precedentemente sottoscritto con Macello di Parma, che prevede il mantenimento dello stesso livello di inquadramento, l’assenza di un periodo di prova e il riconoscimento dell’anzianità di servizio.
In conclusione, il sindacato Si Cobas ha ribadito la richiesta che l’appalto non venga affidato alla Bervini, criticando la sua gestione del personale, o che il Comune si assuma direttamente la responsabilità di impiegare i lavoratori alle condizioni attuali. Il sindacato ha anche evidenziato come in diversi settori, dalla sanità all’alimentare e fino alla metalmeccanica, il sistema di esternalizzazione della manodopera porti a un continuo deterioramento dei diritti dei lavoratori.
Intanto va detto che la trattativa si è svolta il 14 febbraio 2025, l’articolo è stato pubblicato il 17 febbraio. Abbiamo lasciato un paio di giorni, il tempo per un eventuale pubblicazione, oggi è infatti il 19 febbraio 2025.
Ecco cosa non hanno detto
Partiamo dal capogruppo della forza politica preponderante in Consiglio comunale, il Pd. Sandro Campanini non ha detto nulla, non è apparsa nessuna sua dichiarazione sul giornale così siamo andati a vedere il profilo Facebook. Nessun commento nemmeno sul social più utilizzato dai parmigiani.
Guardando il profilo salta agli occhi un’altra particolarità. Il 17 febbraio Campanini pubblica un attacco al governo Meloni postando una notizia del Sole24Ore sul vicepresidente Usa, lo stesso giorno ha pubblicato una notizia sulla situazione del Congo, il giorno prima mette la foto di un articolo di giornale su Happybus, il servizio di trasporto per bambini e ragazzi. Il giorno prima ancora sono presenti sul profilo un’altra notizia sul Congo, una sull’Albania: niente in tutto, così abbiamo deciso di andare indietro fino al fatidico 10 febbraio, giorno in cui due vigili hanno rischiato la pelle venendo investiti da un conducente auto fermato per un controllo.
La notizia c’è, presa da Repubblica Bologna (giusto per completezza la notizia è stata riportata anche da Gazzetta di Parma e diversi altri) ma assolutamente nessun commento. È il caso di ripeterlo: nessun commento. Tre like e nemmeno una parola magari per condannare l’accaduto e, magari, provare a tirar su il morale agli addetti di polizia locale che calcano le strade tutti i giorni. Niente da fare.
Passiamo allora ad Antonio Nouvenne del gruppo Prospettiva con la lista Michele Guerra Sindaco (7,61% alle elezioni amministrative). Nessun commento sulla stampa, l’ultimo post su Facebook risale al 2023 e comunque nessun riferimento alla città, ai suoi bisogni o problemi in generale. C’è solo la sua nomina come delegato dl sindaco nel 2022. Ha anche una pagina Facebook, ultimo post agosto 2024 sulla figlia, in precedenza qualche testo di mozione molto antecedente.
La lista di chi è intervenuto nell’immediato finisce qui. Sul giornale hanno commentato anche altri che vediamo da qui in poi.
Gabriella Corsaro (Pd) ha sia un profilo che una pagina per l’attività politica: diversi articoli di giornale di politica, diversi post su Sanremo (giusto, si occupa di musica) mentre sulla pagina ci sono molte condivisioni di associazioni ma nient’altro: non una critica o un pensiero compiuto. Qualche commento.
Giulio Guatelli (Pd) ha un profilo pieno di celebrazioni, appunti politici, commenti, post interessanti. Bravo. C’è anche spazio per il cimitero sudafricano di Castiglione dei Pepoli ma riguardo ai fatti del 10 febbraio, nemmeno una riga.
Federica Carpi (Pd) ha un profilo e pochi post, dal 2023 a oggi si vede la sua nomina a delegata del sindaco e la nomina a Città dei Giovani 2027 ma nient’altro. Ha anche un account instagram con pochi post di cui uno riguarda i fatti del 10 febbraio, uno sproloquietto senza capo né coda che la butta in tasca al governo e devia poi a parlare dell’Albania. Diciamo: “non pervenuto”.
Conclusioni
A questi signori, rappresentanti di quello stesso popolo a cui spetta la sovranità, dei 38 lavoratori che rischiano il posto o dei problemi dei comuni mortali che sputano sangue fra figli, lavoro, suocere e chissà che altro …non gliene importa proprio nulla.
Diciamolo ancora una volta, non si tratta di un attacco a queste persone, solo dell’operato politico con il rispetto dovuto.
Importa loro solo intervenire immediatamente appena si prova a dire che, forse, Parma non è più proprio così sicura.
A chiunque volesse approfondire magari capendo cosa succede in città in una sola settimana (nemmeno la più “calda”), lasciamo due articoli con la lista dei titoli dei fatti accaduti. Buona lettura