Psicologo per chi sta bene, paradosso del nuovo mondo
Caro vecchio mondo addio. Quello in cui il “dottore” serviva solo a chi non stava bene così come lo psicologo che visitava per lo più chi iniziava ad avere sintomi o, chi monitorato come nel caso delle scuole, poteva essere a rischio di crisi psicologica o iniziava a mostrare anche piccoli segni di disagio, magari dovuti a un momento transitorio.
Oggi invece, i creatori del nuovo mondo (forse fautori del nuovo umanesimo) propongono lo psicologo per tutti così da poter mettere mano alla psiche di tutti e avere così, forse, un esercito di “soldati” o di individui perfettamente allineati a un pensiero politico e morale.
Fra i tanti problemi che l’introduzione di una misura simile può portare va subito evidenziata la leva che questo può creare, ovvero che sapendo che lo psicologo ci aiuterà, sosterrà e riprogrammerà, ci si lasci andare totalmente senza avere più nessuna forza di reazione.
C’è da notare comunque che lo “psicologo per tutti” è una priorità per questa amministrazione, il cui sindaco dopo essere entrato in classifica gradimenti al secondo posto ambirà a posizioni vicine al Presidente del Consiglio, mentre la sicurezza dei cittadini che vivono, pagano le tasse, votano e rendono attiva la città, assolutamente non è una priorità.
Quindi psicologo batte sicurezza almeno 1-0, se il disegno di legge passerà il risultato sarà 50.000 (firme) a zero.
Ecco il riassunto della notizia apparsa sulla Gazzetta di Parma di oggi 15 luglio 2025:
“Diritto a stare bene”: una proposta di legge per una rete psicologica pubblica
Il benessere psicologico è al centro di una proposta di legge di iniziativa popolare chiamata “Diritto a stare bene”. L’idea parte dall’assunto che stare bene sia un diritto del futuro, da riconoscere a tutti, senza eccezioni.
Obiettivo della proposta è la creazione di una rete psicologica pubblica, gratuita e capillare, accessibile su tutto il territorio nazionale. Il benessere psicologico viene considerato un diritto fondamentale e un bene collettivo. Il progetto prevede interventi mirati in ambiti specifici come infanzia, adolescenza, genitorialità, mondo del lavoro, sport, strutture ospedaliere, disabilità, anziani, carceri e situazioni di emergenza.
Una mobilitazione per raccogliere 50.000 firme
Per portare la proposta in Parlamento – che avrà comunque piena autonomia decisionale – è necessario raccogliere 50.000 firme entro il 13 dicembre.
Nel frattempo, in tutta Italia si stanno organizzando eventi e iniziative per promuovere la proposta e sensibilizzare i cittadini sul tema. A Parma, ad esempio, il sindaco Michele Guerra ha ricevuto in municipio alcuni dei promotori: Francesco Maesano, giornalista del Tg1 e coordinatore della campagna, e il professor Paride Braibanti, psicologo e docente alla Sapienza di Roma e all’Università di Bergamo, che ha curato la stesura del testo di legge.
Le persone come risorsa inespressa
Durante l’incontro, Maesano ha spiegato che, a suo avviso, ogni area del mondo ha una risorsa economica: la Cina ha l’export, i paesi arabi il petrolio. Ma secondo lui anche l’Europa ha un tesoro, spesso trascurato: le persone e il loro potenziale. Ha evidenziato che l’Italia è il secondo paese europeo per numero di giovani che non studiano né lavorano e che questo è un segno evidente di dispersione scolastica.
Ha aggiunto che si investe molto nella formazione, ma si fallisce nel motivare e orientare i giovani. Per Maesano, l’unico vero investimento possibile per rilanciare il paese è quello sul capitale umano: studenti, lavoratori, cittadini.
Investire in psicologia conviene
Secondo i promotori, i risultati del Bonus Psicologo parlano chiaro: per ogni euro investito in supporto psicologico, ne tornano 11 in termini di ore lavorative recuperate. L’idea è quella di costruire una rete psicologica pubblica nazionale in grado di prevenire violenza ed esclusione sociale, abbattere i costi della sanità e, soprattutto, liberare il potenziale di crescita del paese.
Il supporto del sindaco di Parma
Anche il sindaco Michele Guerra si è detto pienamente d’accordo con il progetto, definendolo una risposta concreta a sfide contemporanee legate alla psiche, alle relazioni, all’identità e al disagio. Ha dichiarato che, con un sistema di supporto psicologico diffuso, la società potrebbe affrontare meglio le grandi transizioni in corso. Per questo motivo, ha annunciato che firmerà con convinzione l’appello.
Il ruolo chiave dei territori
Il professor Paride Braibanti ha posto l’accento sulla necessità di un ruolo attivo da parte dei sindaci, in quanto responsabili della salute pubblica. Ha sottolineato come in Italia manchi spesso una reale connessione tra medicina e servizi sociali sul territorio. Secondo Braibanti, è fondamentale pensare a una psicologia di prossimità, che agisca nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana, per aiutare le persone a prendersi cura di sé in modo consapevole e duraturo.