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Ponte Nord sarà abitabile, ecco il bando

Ponte Nord sarà abitabile, ecco il bando

Una notizia buona e una cattiva: il ponte Nord, vicino alla stazione ferroviaria, potrà essere usato d’ora in poi e parte quindi un bando alla ricerca di progetti. 

Occorre dire che il Comune di Parma in questo caso ha lavorato bene e dobbiamo anche fare i complimenti al sindaco Michele Guerra che ha saputo gestire la situazione, anche cercando accordi trasversali, fondamentali per la riuscita del progetto.

Solitamente lo critichiamo ma quando merita, è giusto dirlo. 

La brutta notizia: ci si aspettava che qualche progetto nel cassetto ci fosse, magari vecchio, invece nulla. Emerge, appunto, l’incapacità di dare il via e far nascere nuovi progetti anche molto importanti per la città tenuto conto che sarà il terzo ponte in Italia con attività, dopo Ponte Vecchio a Firenze e del Ponte di Rialto a Venezia.

 

Il futuro del Ponte Nord: bando da 6 milioni di euro

 

Il Ponte Nord di Parma è da tempo un simbolo di incompiutezza urbana. Nonostante la sua imponente struttura architettonica e la posizione strategica tra via Europa e via Reggio, per anni è rimasto privo di una funzione concreta, diventando terreno fertile per polemiche e abbandono. Dopo lo sgombero avvenuto nell’aprile 2025, finalmente qualcosa si muove: il Comune ha avviato un percorso per trovare idee concrete di riutilizzo grazie a un avviso pubblico finanziato con 6 milioni di euro dal Governo.

Il finanziamento: un gioco di squadra politica

Il finanziamento è il risultato di un lavoro trasversale a più forze politiche. I deputati parmigiani Fabio Pietrella (Fratelli d’Italia) e Laura Cavandoli (Lega), insieme alla parlamentare piacentina Paola De Micheli (Partito Democratico), hanno contribuito all’ottenimento delle risorse. Un esempio di collaborazione istituzionale su un tema che riguarda il futuro urbano della città.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale

Il sindaco Michele Guerra ha sottolineato l’importanza di questo progetto per la sua giunta, considerandolo una sfida fondamentale da portare a termine entro la fine del mandato. Ha chiarito che, con l’avviso pubblico, il Comune intende raccogliere proposte concrete di riqualificazione, e che finalmente – per la prima volta dalla sua costruzione – il Ponte Nord potrà assumere una funzione stabile e significativa per la città.

Guerra ha anche ricordato come, dalla sua inaugurazione nel 2012 (durante la prima amministrazione Pizzarotti), il ponte sia rimasto in uno stato di sostanziale inutilizzo, fatta eccezione per sporadici eventi come la cena verdiana del 23 ottobre 2016.

Il ruolo dell’ex senatore Maurizio Campari

Un passaggio decisivo è stato attribuito all’ex senatore della Lega, Maurizio Campari, al quale l’attuale sindaco ha riconosciuto il merito di aver reso possibile, attraverso un emendamento, l’utilizzo stabile del ponte. Questo intervento legislativo ha infatti aperto la strada al possibile inserimento del Ponte Nord tra i rari esempi di ponti abitati in Italia, accanto al Ponte di Rialto a Venezia e al Ponte Vecchio di Firenze.

Le cinque proposte per il futuro del Ponte Nord

Contestualmente all’apertura del bando, il Comune ha reso disponibile uno studio progettuale elaborato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Il documento esplora cinque scenari possibili per il riutilizzo dell’infrastruttura, tra cui:

    • la creazione di un Museo delle Acque
    • uno spazio destinato a servizi pubblici e attività di ricerca
    • l’allestimento di un centro per eventi
    • l’inserimento di funzioni direzionali
    • l’apertura a usi commerciali compatibili

Il sindaco ha espresso il desiderio che il ponte possa ospitare anche funzioni pubbliche, accessibili alla cittadinanza. Ha inoltre auspicato che le proposte raccolte siano in grado di rispondere a questa visione.

Il progetto del Ponte delle Acque: un precedente ancora valido

Non si parte da zero. Già nell’aprile 2022, sotto la seconda amministrazione Pizzarotti, era stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra Comune, Provincia, Regione e Autorità di bacino per la realizzazione del “Ponte delle Acque”, con l’obiettivo di trasferire in questa sede gli uffici dell’Autorità attualmente situati presso Barriera Garibaldi.

Quel progetto non è stato abbandonato, ma dovrà ora concorrere attraverso il bando pubblico insieme ad altre proposte. Un passaggio obbligato, secondo le nuove regole di trasparenza e competitività adottate dal Comune.

Quando la legge vietava la vita sui ponti

La possibilità di abitare o installare funzioni permanenti su un ponte non è sempre stata consentita. Fino a pochi anni fa, la normativa italiana vietava esplicitamente qualunque insediamento stabile sopra le strutture viarie fluviali, in nome della sicurezza idraulica e della tutela del paesaggio.

Questo limite, frutto di una visione rigidamente funzionalista delle infrastrutture, ha per lungo tempo impedito di immaginare ponti come luoghi vivi, capaci di ospitare cultura, servizi e relazioni sociali. Solo interventi legislativi specifici – come l’emendamento promosso da Maurizio Campari – hanno consentito deroghe mirate, aprendo una nuova stagione per l’architettura urbana italiana.

L’esperienza di Ponte Vecchio a Firenze e del Ponte di Rialto a Venezia erano eccezioni storiche, tollerate per il loro valore artistico e turistico. Oggi, grazie a un nuovo quadro normativo più flessibile, si possono immaginare altri esempi virtuosi, come quello che Parma cerca di realizzare con il Ponte Nord.

 

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