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POLITICAL TOUR …verso il 2027

POLITICAL TOUR …verso il 2027

Un tempo nel mese di agosto si leggevano le avventure del pesce siluro nel laghetto del Parco Ducale. Non essendoci più da anni (per risistemare 4 sassi sono serviti circa 3 anni) ci tocca buttarci sulla politica che offre ottimi spunti. Potrà sembrare fantapolitica ma il cammino verso le prossime amministrative richiede uno sforzo mentale importante, specie vista della stasi del periodo.

Cerchiamo di suddividere l’argomento in piccoli capitoli ma avvisiamo subito che affrontare l’argomento è molto difficile, proviamo a darne la lettura più semplice possibile.

 

I cicli storici

Una breve considerazione: solitamente le amministrazioni comunali soffrono o si avvantaggiano di cicli storici più o meno sempre uguali nella moderna organizzazione. Un tempo era possibile avere sindaci di lungo corso che conoscevano il paese o la città, conoscevano le leggi e le modalità amministrative e, soprattutto, potevano creare progetti e prospettive reali anche se a volte non in grado di accontentare tutti.

Dopo 10 o 15 anni di consigliatura, avviene l’avvicendamento. Parma in questo senso è un po’ fuori tema, solitamente i cicli mutano ogni due turni del sindaco ma in questo caso si è arrivati al terzo.

Ogni due-tre cicli di buon governo, ne seguono due-tre di stasi. A pensarci è piuttosto automatico: un sindaco che ha ottimi progetti e lungimiranza per la città spende denaro pubblico, ottiene successo da un lato ma si crea per questo anche nemici. Così viene eletto un sindaco di segno opposto, con idee e progetti diversi che, il più delle volte, fa della stasi il simbolo della sua politica. Per dirla in modo semplice: vive di quanto fatto prima e amministra i cambiamenti già avvenuti.

Viceversa dopo due-tre cicli di stasi l’elettorato elegge un personaggio più forte con progetti più seri e concreti. Pare ovvio che stiamo facendo un discorso fuori dal partitismo e dall’individualismo.

Esempio: dopo 2-3 cicli (Ubaldi-Vignali) le elezioni sono andate nel senso opposto. La politica pretendete non può essere presa a esempio perché troppo diversa da quella attuale.

 

Il subbuglio

L’intero consiglio comunale è in subbuglio, i consiglieri del partito di maggioranza sono alla caccia di un appiglio per la riconferma ma, prima ancora, per la ricandidatura.

Campanini, Torreggiani, Corsaro e Guatelli avrebbero già assicurato la ricandidatura anche se quest’ultimo potrebbe cambiare idea. In secondo piano Carrillo e Tazzi, quest’ultima per un collegamento di cui si parlerà più avanti

Oluboyo e Boschini potrebbero invece tentare la corsa alla Camera, lo stesso tentativo che vorrebbe fare il vicesindaco Lorenzo Lavagetto. 

Dall’altra parte della barricata potrebbero ripresentarsi Aiello, Bettati, Chiastra (forse con dinamiche diverse), Seletti e Tramuta. In questo caso ci sarebbero però diversi nuovi ingressi, fra i primi nomi: Amadasi, Caselli, Viglioli e diversi altri.

Brandini, Costi, Ubaldi e Ottolini per l’opposizione, e Carpi, Giovannacci, Nouvenne, Pinto e Spadi per la maggioranza, puntano invece a ottenere un posto più alto e importante come da assessore, a seconda dei risultati elettorali.

 

I candidati sindaco

Va anticipato che i cicli storici si possono verificare in presenza di un’alternativa al precedente assetto di governo locale. Entriamo quindi nel vivo del political tour perché, bando alle ciance, tutti vogliono sapere chi saranno i prossimi candidati  sindaci e quali gli schieramenti. Ovvio, si tratta di previsioni quando mancano 8 o 10 mesi al voto.Più tardi spiegheremo meglio.

Su diversi di questi grava ancora la condizione della legge elettorale non ancora perfettamente definita così che diversi vorranno attendere per capire le reali possibilità di successo.

 

Michele Guerra

I motivi per cui l’attuale sindaco si potrebbe ricandidare sono ovvi: ottima possibilità di successo (per non dire certezza) stando al panorama attuale (24 agosto 2026), posizione civica con appoggio di vari partiti, età anagrafica in grado di permettergli una lunga carriera.

Il partito di maggioranza in consiglio comunale lo vorrebbe però candidare alla Camera, si dovrà vedere chi vince se il sindaco (che punta a vincere facile, più a un secondo mandato) o il partito (che punta, come nel calcio, a mettere in campo un giocatore fresco così da puntare alla vittoria).

Con ogni probabilità si ricandiderà a sindaco, a meno di scossoni (nelle prossime righe) vincerà all’incirca con la stessa percentuale del 2022 quando totalizzò al ballottaggio il 66,2% (contro il 33,8% di Vignali) con 37.319 voti su 56.381 voti validi.

Il posto da vicesindaco potrebbe andare a Michele Alinovi, lo stesso a cui ambisce anche Marco Bosi.

Fra i consiglieri “premiati”, in caso di vittoria, con un incarico da assessore ci sono Boschini e Oluboyo in caso di sconfitta o non candidatura alla Camera, Carpi, Brandini e Ottolini. Quest’ultimo avrebbe già contrattato il suo posto, in caso di riconferma delle percentuali delle elezioni precedenti, dopo due vicende chiave.
La prima è la ciclabile Parma-Collecchio per cui si sarebbero dovute tagliare un centinaio di alberi (alla faccia dell’ideologia Verde), votazione espulsa dall’ordine del giorno e votata poi in un momento in cui nessuno si è accorto di nulla così comitati e cittadini (alla faccia della trasparenza) non hanno avuto modo di replicare o esercitare qualche protesta.
La seconda è aver sostenuto il numero legale del consiglio comunale al momento della votazione per il Pug quando gli esponenti del partito di maggioranza in consiglio (Pd) sono andati a fare un selfie con la segretaria di partito piuttosto che votare l’atto più importante per la città e per un’amministrazione che determina la possibilità di sviluppo dei prossimi 30 anni.
D’altronde non ci si poteva aspettare altro da chi proviene da una coalizione come Avs che ha all’Europarlamento una che ha picchiato selvaggiamente un uomo accusato di essere fascista (ma non dimostrato) e che si è poi sottratta al processo.
Ottolini, ora all’opposizione, ha tolto le castagne dal fuoco alla maggioranza. Sarebbe intervenuto pesantemente anche Nicola Dall’Oglio che potrebbe essere nominato vicesindaco.

 

Pietro Vignali

Le voci lo danno in partenza per Roma, con un incarico di partito magari come sottosegretario ma qui pizzico allo stomaco probabilmente lo sente anche lui. Sa bene che il ciclo storico potrebbe essere a suo favore, l’intenzione di tornare alla guida della città la dimostra pressoché ogni giorno.

Il vero problema è però la coalizione. Dopo essersi presentato come civico è stato eletto in Regione con Forza Italia di cui è divenuto il capogruppo e segretario regionale. Manovra che spaventa i civici, motivo per cui la bandiera di Forza Italia non è entrata in consiglio comunale anche se avrebbe dovuto.

Fratelli d’Italia e Lega guardano con sospetto, forse più con insicurezza. Un nuovo tentativo alla candidatura, secondo i partiti, non sarebbe ben visto e non avrebbe esito positivo. Suona un po’ come “meglio tenersi alla larga” ma al momento non emerge nessun reale candidato. Nel caso ci fosse sarebbe già dovuto emergere per avviare una campagna elettorale che dovrebbe essere lunga e attenta. Nel caso fosse corta sarebbe costosa, difficile, servirebbe un giovane perché troppo impegnativa (forse all’orlo del collasso) e rischierebbe di creare grande confusione, tanto da avvantaggiare l’avversario Michele Guerra.

La posizione di Vignali è comunque importante: ha ottenuto 15.666 voti al primo turno che sono divenuti 19.062 al ballottaggio, sconfessando l’assioma per cui il centrodestra preferisce andare al mare piuttosto che a votare al secondo turno.

Un bel pacchetto di voti che fa gola a tanti, senza dimenticare le 7870 preferenze ottenute in Regione.

I prossimi tempi potrebbero portare più certezze ma il colpo di scena potrebbe arrivare nelle prossime righe.

 

Federica Maria Ubaldi

Ha tenuto in scacco diversi partiti e ancora non si sa bene quali siano le intenzioni. Effettivamente ci sono troppe incognite. La sua idea è stata di proporsi come candidata, forte dell’appoggio di Civiltà Parmigiana e degli elettori del padre Elvio e di chiunque abbia visto nel due volte sindaco un amministratore con una buona visione di sviluppo della città.

Le forze politiche però non sono coese, non c’è ancora stata al momento quella scintilla che permetta di uscire dall’impasse. Le manca l’impatto con il pubblico, la capacità di tenere il dialogo, di essere leader. Valuta le opportunità mentre un candidato dovrebbe crearle o, addirittura, annullarle.

Potrebbe raccogliere l’appoggio di Lega e Fratelli d’Italia a cui si aggiunge il blocco di elettori che ha seguito Dario Costi. Giusto per la memoria ha ottenuto 9.944 voti alle precedenti elezioni, il suo consenso sarebbe in calo ma comunque presente. Il problema emerge dal punto di vista politico-partitico: Costi, per sue dirette affermazioni, è tesserato Pd, particolare che a molti non avrebbe proprio giù, pur essendo la sua visione molto diversa dal partito.

Posizione non ancora chiara e in attesa di chiarimenti, conferme, incontri. Insomma si rischia di perdere troppo tempo e di inseguire quell’opportunità che non arriva mai perché in politica, come in questo caso, spesso c’è bisogno di accelerazioni.

 

Nicola Cesari

Attualmente sindaco di Sorbolo Mezzani è il primo “outsider”. Si è caratterizzato come leader, un po’ come sindaco-sceriffo e con ottime visioni di progettualità per il futuro. Tutte qualità che servirebbero alla città e che attraggono gli elettori senza stare troppo a guardare il partito.

A Sorbolo Mezzani sta lavorando molto bene, è forse il primo cittadino più forte insieme a Fabio Fecci e pochi altri.

La sua fama lo precede tanto che molte persone lo vorrebbero a Parma come candidato per le prossime elezioni. La stessa corte gli stanno facendo i partiti.

È da sempre del Pd, di cui è stato segretario provinciale, ma in rotta con il Pd. È iscritto al partito LiberalDemocratico di Marattin dopo una lunga militanza con Matteo Renzi.

Il paradosso è che su Cesari potrebbero convergere partiti di segno opposto, particolarità che potrebbe “rompere” l’elettorato. nel caso scendesse in campo lo farebbe come civico mantenendo il simbolo del partito (altro paradosso).

La sua è forse la candidatura più discussa, ambita e ricercata. Tutto sta a vedere se partiti, gruppi e movimenti troveranno gli accordi.

Se si candidasse senza l’appoggio di partiti, rischierebbe di vincere a mani basse!

Azzardiamo un pronostico: potrebbe raggiungere fra i 39.000 e i 42.000 voti.

Fuoricampo e homerun al primo lancio, non ci sarebbe più storia e forse sarebbe un toccasana per la città che avrebbe l’opportunità di ripartire. Solo nel caso in cui i partiti non vogliano affondare troppo le mani nella marmellata elettorale.
Nel caso in cui vinca con l’appoggio dei partiti si rischiano elezioni anticipate dopo un paio di anni dall’elezione.

 

Cesare Azzali

L’outsider che non ci si aspettava. Uomo di grande cultura, stratega, ex docente universitario di diritto dalle grandi capacità. La sua figura metterebbe d’accordo molti partiti in un colpo solo. Forse non piacerebbe a un certo elettorato che si può definire di Sinistra-sinistra. Ma il pacchetto voti in gioco è veramente impressionante.

Nel caso decidesse di scendere in campo i partiti di coalizione di Governo troverebbero subito una quadra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega). A questi si aggiungerebbero alcuni “satelliti” e civici come Costi (di cui abbiamo appena parlato), Futuro Nazionale (di cui non abbiamo ancora parlato) e Azione.

“Deus ex machina” si potrebbe dire: il colpo di scena che risolve mille problemi e mette tutti, o quasi, d’accordo.

La sua candidatura assorbirebbe anche una buona parte del Pd che, a quel punto, sarebbe in grave difficoltà.

Ma al colpo di scena si potrebbero unire ulteriori colpi di scena così da assestare un “pair-impair passe-manque rouge-noir” che nel gergo della roulette che si vince in ogni caso.

Il posto da vicesindaco, a seconda delle preferenze e del peso politico ottenuto, potrebbe essere offerto ai tre precedenti candidati ovvero a Pietro Vignali, Federica Ubaldi o Nicola Cesari. Il loro apporto farebbe crescere notevolmente la posizione del candidato sindaco che sarebbe ulteriormente sorretta, come detto dai partiti.

Forse non ci crederete ma prendendo i dati del primo turno del 2022 Azzali otterrebbe, sulla carta, fra il 53,61% e il 55,5% dei voti. A questo dato bisognerebbe inoltre considerare il trend del periodo che dà Fratelli d’Italia in rafforzo di consenso. Alcune di queste variabili potrebbero incrementare ulteriormente la percentuale perlomeno al primo turno o, comunque, avvicinarla al valore più alto.

In termini più semplici, ma anche più amministrativi, sarebbe vittoria al primo turno.

La quota che potrebbe accaparrarsi Michele Guerra in questo caso è compresa fra il 26% e il 38,35% potrebbe aumentare ulteriormente visto che, come da prassi, il sindaco uscente solitamente parte da una posizione comunque più alta di gradimento.

 

Gli assi nella manica

Attenzione, prima di procedere nella lettura controllate la batteria del pacemaker, decliniamo fin da ora ogni responsabilità.

Federico Pizzarotti potrebbe mettersi in corsa con Michele Guerra, giocandosi la partita elezioni per raggiungere un posto da vicesindaco. L’alternativa sarebbe una chiamata diretta da parte di Guerra in caso di vittoria.
L’ex sindaco potrebbe avere la giusta influenza per rinverdire il consenso di Guerra, forse non sufficiente nel caso si candidi Azzali.

Leonardo Spadi ovvero l’attendente dell’ex sindaco citato poco sopra. Ha il fiuto per gli accordi politici, potrebbe essere lo spin doctor in grado di creare presupposti per raccogliere consenso.
Manca però di consistenza politica attiva che realizza cose e personale. Funziona, non si ferma davanti a nulla e incarna lo spirito del M5S che dice “non sono un politico” mentre percepisce uno stipendio da politico come mansione preminente.

Daniele Friggeri sarebbe pronto alla campagna elettorale con il Pd a sostegno di Guerra. È sindaco di Montechiarugolo al secondo mandato e vicepresidente della Provincia, in entrambi i casi non brilla e non stona. Uomo per tutte le stagioni, fa la sua parte amministrativa ma niente di più. Non un leader, non un progettista per il futuro ma un politico più bravo a tenere le cose come già stanno piuttosto che rinnovare.
Ha dimostrato interesse quando è emerso il progetto di un grande campo fotovoltaico ma senza strafare, ora sarebbe a favore del biometano.
Alla voce “ascolto” è pari all’attuale sindaco: grandi proclami ma poi all’atto dei fatti, niente di niente.
Dopo un giro da assessore potrebbe essere pronto per approdare alla Regione o alla Camera, il prossimo è quindi il passo più importante. Ha un peso politico interno al partito ma, di fatto, il suo reale peso in voti sarà tutto da valutare.

Devid Brozzi potrebbe essere invece la marcia in più per una coalizione di centrodestra. Candidato a favore di Vignali nel 2022 ha raggiunto ottimo consenso con le manifestazioni “Giù le mani da Parma” per la sensibilizzazione alla sicurezza e tramite la pagina Facebook “Sos Parma” che ha superato i 12.000 follower. La pagina si occupa di degrado, sicurezza e attenzione ai valori anche della famiglia.
Fenomeno interessante: va considerato che non tutti gli utenti magari non vogliono mettere il like alla pagina per non volere apparire. È facile presumere che la pagina Facebook è seguita da una popolazione (anche di sinistra) che varia fra le 24.000 e le 43.200 persone. Se solo la metà dei 12.000 lo votasse, potrebbe entrare in giunta in caso di vittoria della coalizione. Se lo votasse almeno la metà dei simpatizzanti, supererebbe le 20.000 preferenze. Numeri da capogiro.

Matilde Viglioli giovane, molto attiva sui social, molto orientata a entrare in politica potrebbe essere una buona risorsa o il flop più clamoroso. Molto dipenderà dagli assetti politici che si verranno a creare.
Per avere presa sugli elettori di una certa fascia occorrono preparazione e argomenti. Gli slogan sono interessanti e ben posti ma sono attualmente un sistema che ancora non funziona (forse ci sbaglieremo), lo dimostrano i risultati della Lega nel corso del tempo.

Chiara Caselli potrebbe essere il “diesel” che non ci si aspetta. Un motore che gira lento ma costante, non si fa vedere troppo ma lavora per ottenere consenso. Si è messa a capo del comitato Pablo, per le proteste contro lo spostamento della Casa di Comunità del Pablo spostando un po’ la mira e senza avere troppa concentrazione sui temi.
Il tempo è a suo favore, ha iniziato da diversi mesi e se proseguirà nella stessa direzione almeno ingresso in consiglio comunale ci potrebbe stare. Magari anche qualcosa di più, nel caso vinca la coalizione legata a Vignali o simili.

 

Autunno infuocato ed elezioni

Chi si attendeva una campagna elettorale tranquilla, forse ha sbagliato. Di fatto non si vedranno grandi movimenti. L’estate ha portato la nascita di alcuni assetti anche se ci sarà ancora molto da fare.

Le prossime elezioni amministrative a Parma potrebbero tenersi ad aprile ma è più facile presumere che si slitterà a giugno. Il 2027 sarà anche l’anno delle politiche, stando agli ultimi sviluppi il ritorno alle urne potrebbe essere anticipato così che in aprile si voterebbe per il Governo mentre in un secondo momento per le amministrative.
La tendenza sarebbe quella di non avere un election day per non confondere il pubblico e non compromettere il risultato politico. Con quale legge elettorale si andrà alle urne è invece un altro discorso di cui solo il prossimo futuro potrà dirci di più.

Questa è una nuova puntata di Political Tour a cui ne seguiranno altre. L’autunno vedrà il dibattito politico in modo sopito mentre, fra gli addetti ai lavori, incontri e scontri saranno invece all’ordine del giorno.

Arrivederci alle prossime puntate.

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