Politica & degrado: l’Oltretorrente dimenticato
Oltretorrente tra imbrattamenti e abbandono: “Via Bixio simbolo del degrado urbano”
Uno sguardo a un pezzo di città che soffre di gravi problemi. Il primo è la falsa attenzione dei politici locali molto bravi a scrivere nel programma elettorale le parole “sicurezza”, “inclusione”, “nessuno sarà lasciato indietro” ma, in realtà si fa l’esatto contrario.
Il deserto della polizia locale
L’immagine che proponiamo è quella dell’ufficio di polizia locale presente in Strada Nino Bixio a Parma da molti anni. Biciclette all’interno, computer, scrivanie, condizionatore per l’estate, rampa per chi non riesce a fare le scale.
Tutto in ordine, peccato che non ci sia mai stato nessuno in quell’ufficio. Mai. Non ci sono agenti che passeggiano lungo la strada o nelle laterali, come accadeva un tempo quando si chiamavano Vigili Urbani.
Ultimo particolare: quei locali sono in affitto da tanti anni, affitto pagato con i nostri soldi. La gente paga ma col piffero che ottiene il servizio, un punto di riferimento. Una presenza costante sarebbe utile spesso ora che le persone sono sempre più sole, la società si sta sfilacciando, ci sono problemi di sicurezza e solitudine. Invece niente, dopo le belle parole non resta che il vuoto, il deserto di quel locale che fa male solo a vederlo. E ancora più male fa il senso di vuoto e insicurezza che ci attornia e che fa capire come i politici attuali non siano in grado di garantire assolutamente nulla.
Via Bixio e i graffitari
L’ondata di graffiti e scritte vandaliche non risparmia neanche il cuore dell’Oltretorrente: via Bixio e le strade limitrofe sono ormai ricoperte da segni indecifrabili, scarabocchi e tag che deturpano muri, portoni e serrande, secondo residenti e associazioni di quartiere. Il fenomeno, segnalato con sempre maggiore insistenza negli ultimi mesi, si inserisce in una serie di episodi analoghi registrati nell’ultimo biennio nel centro storico e nei quartieri urbani. Nel gennaio 2025 un writer seriale soprannominato “Bare” aveva già preso di mira zone come via Farini, firmando graffiti sul Tribunale e nelle vie vicine, con la cronaca locale che descriveva la città «in balia dei graffitari» e simboli anarchici sulle facciate dei palazzi.
In passato la Polizia Locale ha anche denunciato giovani sorpresi a imbrattare il sottopasso ciclopedonale di via Caduti di Nassirya e altri punti del centro, con indagini proseguite su più episodi di vandalismo urbano.
Secondo l’associazione L’Oltretorrente rinasce, via Bixio è «la strada delle scritte selvagge», con una ventina di imbrattamenti concentrati in poche centinaia di metri. L’associazione ritiene che la scena di muri, portoni e serrande scarabocchiati racconti «meglio di qualunque statistica» il costante declino di una parte storica e centrale della città.
Emanuele Rastelli, presidente dell’associazione, ha descritto come evidente l’abbandono delle superfici urbane, ormai sistematicamente imbrattate “senza controlli e senza interventi di ripristino”. Ha osservato che anche i negozi chiusi da anni vengono trasformati in superfici “libere” per writer improvvisati, innescando una spirale che trasforma una delle strade più amate dai parmigiani in quella che definisce “una galleria del degrado”.
Rastelli ha sottolineato che il problema non è soltanto estetico: le scritte – secondo la sua lettura – sono la conseguenza di un quartiere trascurato, privo di un progetto serio di riqualificazione, pulizia e rilancio commerciale.
L’importante sono le microplastiche
Le critiche dell’associazione si estendono anche alle scelte dell’amministrazione comunale, che ha emanato ordinanze contro gli imbrattamenti e la dispersione di microplastiche. Rastelli ha ritenuto che tali misure sembrino pensate “esclusivamente per eventi sporadici” come feste di fine anno scolastico o Carnevale, mentre a suo giudizio le vere emergenze restano le scritte vandaliche che affliggono quotidianamente le strade.