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Più che “Green” siamo dei pirla, ecco come le aziende fanno energia

Più che “Green” siamo dei pirla, ecco come le aziende fanno energia

 

In questi giorni la politica si spertica a dire le solite cose prive di fondamento, riguardo all’euro 5 che può essere proibito, lanciando grandi slogan che non lasciano nemmeno il tempo che trovano. Anzi, non interessano ormai nessuno.

Intanto c’è chi inquina più di prima, visto il costo dell’energia elettrica ricorre a gruppi elettrogeni (più o meno diesel Euro 0) che funzionano giorno e notte e inquinano forse quanto una petroliera.

Purtroppo dovrete leggere un po’ di cose prima di arrivare alla novità che vi farà inc*****e non poco!

 

Facciamo chiarezza allo stop agli Euro 5

A partire dal primo ottobre 2025, infatti, le vetture diesel con standard di emissioni Euro 5, cioè quelle immatricolate tra il 2009 e il 2015, non potranno più circolare liberamente nei comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti.

Intanto va detto che inquina solo il nord Italia, centro e sud invece sono santi. Diciamola meglio: se uno è residente a Roma e lavora a Milano e possiede un auto Euro 3, potrà arrivare fino alle porte della città come se non inquinasse. Eppure i circa 700 chilometri che dividono le due città se percorsi in autostrada spargono agenti inquinanti e polveri più di un Euro 6 ma, evidentemente, non gliene importa nulla a nessuno.

I “poveri” non inquinano, cioè coloro che sono sotto ai 19 mila euro all’anno (poco importa se poi lavorano in nero e hanno la mercedes euro 4), potranno continuare a circolare come se nulla fosse.

 

L’Europa bastona ma non offre alternative

La procedura d’infrazione europea, per il superamento dei valori di inquinamento atmosferico, interesserà le fasce orarie 8:30-18:30 nei giorni feriali dal 1 ottobre 2015 fino al 15 aprile 2026.

Anche Napoli ha troppi sforamenti ma a pagare è la valle del Po e regioni limitrofe.

 

Le Regioni procedono in ordine sparso

In Lombardia le restrizioni saranno permanenti tutto l’anno, attive nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30.

Piemonte ed Emilia-Romagna hanno optato per un divieto stagionale, dalle 8:30 alle 18:30.

Il Veneto ha scelto la linea più severa, introducendo un blocco totale alla circolazione, sette giorni su sette, 24 ore su 24.

Le sanzioni partono da 168 euro e, in caso di recidiva, possono arrivare fino alla sospensione della patente.

I controlli riguarderanno anche i veicoli con targa estera.

 

La politica fa quel che vuole ma anche meno

L’unica a intervenire nel merito, occorre dirlo, è stata la Lega che ha chiesto di procrastinare la manovra di un anno per non lasciare le famiglie senza auto e dare il tempo per gli adeguamenti del caso.

C’è di peggio perché Piemonte, Lombardia e Veneto hanno sottoscritto la proposta. L’Emilia-Romagna (guai a dar ragione alla Lega) non firma e procederà dritta a bloccare gli Euro 5 quindi anche la maggior parte degli autobus attualmente in circolazione.

Ma il Pd, come sempre, è scomposto, il sindaco di Roma ha chiesto una deroga alla Regione, non capendo che non è l’ente responsabile ma fa nulla, si sa che alla guida di Roma c’è chi c’è. Una manovra solo per mostrare che il centrodestra non può fare nulla. Meglio ripeterlo: non è competenza regionale offrire deroghe, le Regioni devono procedere il mandato europeo.

In ambito parmigiano Andrea Massari, ex presidente della Provincia oggi consigliere regionale, dice che deve essere il governo a intervenire: “Il governo preveda misure di sostegno economico ai possessori veicoli Euro 5, per scongiurare danni economici a famiglie e imprese in seguito all’introduzione di nuove limitazioni alla circolazione. La transizione ecologica non si trasformi in un onere insostenibile solo per alcune fasce sociali” (Gazzetta di Parma, venerdì 20 giugno, pagina 17).

Ecco l’esempio di uno che non ha capito nulla e faceva bene a stare zitto per non fare brutta figura a cui rispondiamo noi visto che il centrodestra pare più zitto di una gallina morta.

La procedura d’infrazione non è stata aperta ieri ma quando era in voga il governo Letta, poi notificata a Gentiloni, al governo Renzi fino a Giuseppe “Giuseppi” Conte. Perché tutti questi governi di sinistra, come il consigliere regionale, non sono intervenuti prima?

Ora è tardi, la pillola mortale è nell’aria bisognava intervenire prima ma si sa che il Pd fa sempre così: non fa nulla per dare poi la colpa agli altri.

Perché, consigliere regionale Massari, anziché chiedere che venga lanciato il salvagente come estrema ratio, non pensa a qualcosa? Consigliere lei è consigliere in regione, ha il potere e il dovere di fare qualcosa: far cambiare idea al presidente e fargli firmare la richiesta all’Europa, intervenire direttamente con l’Europa e chissà che altro. Dimostri quel che vale, siamo sicuri che potrà fare qualcosa.

 

Le famiglie medie quelle più bastonate

Purtroppo bisogna dirlo: chi dovrà lasciare a casa l’auto allo stato attuale? Le famiglie con figli, con un reddito medio-basso che non possono permettersi il macchinone nuovo, le ferie in posti lussuosi, abiti che costano quanto una casa. Quelle famiglie che hanno “investito” in un’auto Euro 5 anni fa quando il diesel costava meno, comprando magari la miglior auto possibile al minor prezzo, magari facendo qualche sacrificio, magari anche un finanziamento con la banca. È inutile ma l’auto serve, per chi lavora, per portare in giro i figli, per studiare, per assistere i malati, per la spesa, la vita sociale e chissà quant’altro.

A queste famiglie passeranno davanti auto scassate che fumano come ciminiere, coloro che potranno infischiarsene dei blocchi. Quelli che hanno comprato l’auto che potevano, quella che sta insieme non si sa come, quella che inquina quanto un’acciaieria.

 

Cornuti e mazziati: piccole aziende producono energia con i generatori

L’energia elettrica è già costosa e andrà alle stelle vista la richiesta dei veicoli elettrici dovuto a un nuovo mercato che si è aperto negli ultimi tempi. Non c’è abbastanza elettricità così le piccole aziende hanno iniziato a produrla da sole.

L’esempio è di Parma dove una piccola-piccolissima azienda tiene acceso giorno e notte un grande gruppo elettrogeno alimentato a diesel, senza nessuna precauzione. Gli scarichi sono diretti verso un parcheggio dove passano le persone, basta passare di lì per stare male per la polvere e gli inquinanti.

A pochi metri di distanza dallo scarico dei fumi, dalla marmitta, c’è l’ingresso di un’attività commerciale che non sarà certo felice ma, probabilmente, non potrà fare nulla.

Ovviamente nessuno vede nulla: sono mesi che la cosa va avanti. Eppure è giusto a un centinaio di metri dal comando della Polizia Locale, in un’area frequentata dove ci sono anche altre attività e uffici di una certa importanza.

Si aspetterà magari il primo ottobre per fargli la multa. Ma la nostra salute non era la priorità assoluta? Parma Carbon Neutral e tutte le sigle simili su cui si sta basando tutta una campagna elettorale che sta coinvolgendo solo quelli cool, quelli più fighi che non avendo nulla da dire si attaccano agli slogan Green

 

AGGIORNAMENTO (da Gazzetta di Parma, 23 giugno)

 

La Lega Chiede Chiarezza alla Regione Emilia-Romagna

Interrogazione alla Giunta su una linea politica poco chiara

Martedì in aula verrà presentata un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale, guidata da Stefano Bonaccini e con assessore competente Irene Priolo, quale sia la linea ufficiale della Regione Emilia-Romagna in merito al blocco dei veicoli diesel Euro 5, previsto a partire dal 1° ottobre 2025.

Secondo il consigliere regionale della Lega, Tommaso Fiazza, le dichiarazioni recenti da parte di esponenti della maggioranza dimostrerebbero una mancanza di coerenza e visione unitaria su questo tema. Per questo motivo, la Lega ha chiesto che la Regione chiarisca se intenda sostenere l’approvazione dell’emendamento Cavandoli-Molinari — proposto per rinviare il blocco dei diesel, come già deciso dalla Lombardia — oppure se preferisca appoggiare misure ritenute penalizzanti, imposte dall’Unione Europea e considerate lontane dalla realtà quotidiana dei cittadini.

Le proposte della Lega: rinviare il blocco e tutelare i cittadini

Fiazza ha ribadito che le proposte del suo partito sono improntate alla concretezza: l’obiettivo è rinviare il blocco dei diesel Euro 5 e investire in misure alternative per migliorare la qualità dell’aria, senza però penalizzare chi ogni giorno utilizza l’auto per motivi di lavoro, per accompagnare i figli a scuola o semplicemente perché non ha alternative sostenibili.

Secondo il consigliere, è facile per chi gode di stipendi elevati e benefit, spesso legati a incarichi istituzionali, parlare di incentivi alla rottamazione o alla sostituzione dell’auto. Tuttavia, ha sottolineato come questa narrazione non tenga conto di chi possiede un’auto recente ma non ha la possibilità economica di affrontare l’acquisto di un nuovo veicolo, nemmeno con un incentivo parziale. Il costo della nuova auto ricade infatti in gran parte sul cittadino, che nel frattempo si trova anche a fronteggiare un aumento della pressione fiscale a livello regionale.

 

 

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