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PARMA: più “furbetti del rudo”, meno sicurezza

PARMA: più “furbetti del rudo”, meno sicurezza

Qualcuno se n’è accorto, qualcuno ha detto qualcosa e non sono politici, né la politica. Per l’Amministrazione comunale è molto più facile pensare a chi espone il sacco giallo nel giorno sbagliato o indagare su qualche anziano che sbaglia a mettere la carta nella plastica, piuttosto che occuparsi della sicurezza dei propri cittadini, inteso che il Comune ha comunque un potere molto limitato ma può comunque indirizzare la polizia locale a effettuare controlli e “passaggi” per tenere sotto controllo aree a rischio.

 

Il comitato “Parma in centro” critica il piano anti-rifiuti del Comune

 

Il comitato cittadino “Parma in centro” ha duramente criticato l’ultimo piano messo in campo dall’amministrazione comunale per contrastare l’abbandono improprio dei rifiuti nel centro storico. Secondo il gruppo, le nuove misure, descritte come “un piano degno del Kgb”, sarebbero più utili se destinate alla sicurezza urbana, in particolare nelle aree sensibili e davanti alle scuole.

Le criticità del sistema attuale

Il comitato ha sottolineato come molti cittadini non espongano il corretto bidoncino ma sacchi, non per negligenza, ma per difficoltà oggettive ad adeguarsi al sistema attuale. Hanno definito il sistema di raccolta “barbaro”, poiché non risponderebbe alle esigenze del centro storico, oggi abitato in gran parte da studenti fuori sede, lavoratori non residenti, turisti in bed & breakfast, persone anziane e non residenti permanenti.

Secondo la nota, molte abitazioni del centro non dispongono di spazi sufficienti per conservare i rifiuti fino al giorno del ritiro. Il bidoncino dell’indifferenziato sarebbe inoltre considerato un ingombro eccessivo per abitazioni piccole o prive di spazi comuni. A ciò si aggiunge la necessità di lavare il bidone dopo ogni utilizzo, un’ulteriore complicazione per molti cittadini.

Telecamere e spese inutili

Il comitato ha anche criticato l’uso delle nuove telecamere e delle cosiddette “telecamere trappola”, ritenendo che rappresentino uno spreco di denaro pubblico senza reale efficacia nella risoluzione del degrado urbano. Hanno evidenziato come, tre giorni a settimana, i rifiuti si accumulino sui marciapiedi del centro fino al ritiro, sporcando le strade. I bidoncini, inoltre, resterebbero sporchi e in disordine sul suolo pubblico fino al mattino seguente.

È stato inoltre segnalato che le mini-ecostation sono spesso inutilizzabili perché sempre piene, rendendo impossibile il conferimento dei rifiuti anche per chi vorrebbe rispettare le regole.

Appello per un cambio di rotta

Il comitato ha concluso affermando che le persone inadempienti non sarebbero da considerare come “barbari”, bensì cittadini impossibilitati ad adeguarsi al sistema. Hanno auspicato un approccio diverso da parte dell’amministrazione, invitando a sperimentare metodi più sostenibili e meno punitivi.

Se Parma intende davvero diventare una città turistica, hanno affermato, occorre cambiare sistema, non introdurre misure repressive e rieducative.

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