PARMA, PARLA IL SINDACO “Basta narrazioni false: non siamo all’inferno”
Il problema di sicurezza è solo percezione, finalmente il sindaco di Parma racconta la vera verità. Ha ragione sindaco, a Parma non c’è un problema sicurezza il vero problema è chi non fa nulla per mantenere le persone un minimo al sicuro.
Il prefetto ha provato a emettere un’ordinanza per le Zone Rosse, un tentativo per far capire anche alle altre istituzioni cosa stesse realmente accadendo. A quella decisione sono seguite parole del tipo “più controlli, più …più ..più” ma nessuna reale conseguenza.
Basta leggere le pagine della cronaca della Gazzetta di Parma, che ovviamente non può riportare proprio tutti i fatti o servirebbe un libro ogni giorno.
Un esempio pratico è un accoltellato, nei giorni scorsi, in piazzale della Pace. Forse (vogliamo mantenere il condizionale) se ci fosse stata una pattuglia anche a piedi, i malintenzionati non sarebbero arrivati a tanto. Forse. Non essendoci proprio nessuno, forse, una lite è arrivata al coltello. Risultato: persone che hanno trovato un ragazzo accoltellato all’addome che perdeva sangue e ha poi aggredito il personale dell’ospedale.
Conservate queste pagine della Gazzetta di Parma di oggi, 24 aprile 2026, in cui si racconta un pezzo di storia.
Conservatele e ricordatevene quando inizierà la campagna elettorale. Usate quelle frasi come un mantra, nella vostra testa: “Non è l’inferno, non è l’inferno, non è l’inferno”.
Poi se vi entrano i ladri in casa, vi beccate un pugno in faccia o una coltellata da uno sconosciuto, vi rubano al supermercato oppure trovate un finestrino dell’auto rotto: non vi preoccupate, continuate a ripetere il mantra.
Riportiamo i titoli dello stesso giorno, sullo stesso giornale nelle stesse pagine:
- Piazzale Boito Residente «punito» per aver chiamato la polizia locale
«Gomme tagliate per vendetta» - Duc Le scagliò un pannello in plexiglass in fronte: 40enne condannato
«Deve mettere la mascherina» E lui aggredisce l’impiegata» - Pene fino a 4 anni e 8 mesi
Cocaina 24 ore su 24: nei guai i due pusher da migliaia di dosi all’anno e clienti sempre in crescita - Viale Mentana Un 46enne aggredisce i carabinieri: arrestato
Madre barricata in casa: «Vi prego, non fatelo entrare» - Polizia
Nelle valigie una «cantina»: denunciati - Manovre pericolose ad alta velocità per sfuggire alla polizia: scatta l’inseguimento, auto bloccata all’altezza di Ponte Italia (DAL SITO WEB)
Denunciati tre giovani. Il conducente, un 24enne di origine indiana, era ubriaco: patente ritirata e pioggia di multe - Fuori servizio ma pronti a intervenire: due agenti della Polizia locale di Parma bloccano “topo” d’auto seriale (DAL SITO WEB)
La videosorveglianza lo collega a una serie di furti avvenuti sui mezzi in sosta
Di seguito un riassunto dell’intervista su due pagine al sindaco di Parma pubblicato oggi:
PARLA IL SINDACO “Basta narrazioni false: non siamo all’inferno”
A Parma la sicurezza resta una priorità amministrativa e politica, ma il sindaco Michele Guerra invita a evitare semplificazioni e scontri ideologici. Il tema, sottolinea, non può essere trasformato in uno strumento di propaganda: richiede invece collaborazione tra istituzioni e interventi concreti, in un quadro che va ben oltre i confini locali.
Seduto in un bar del quartiere Oltretorrente, spesso indicato come uno dei più delicati sul fronte dell’ordine pubblico, il primo cittadino ha delineato una visione dinamica della sicurezza urbana. Ha spiegato che non esistono quartieri “più pericolosi” in senso assoluto, ma aree che attraversano fasi di maggiore criticità legate a specifiche presenze o situazioni. Proprio per questo, ha evidenziato come il lavoro del Comitato per l’ordine e la sicurezza, coordinato dalla Prefettura, si basi su interventi flessibili: controlli mirati, redistribuzione delle pattuglie e collaborazione tra forze dell’ordine e esercito. Secondo Guerra, l’efficacia di questo approccio è dimostrata dal fatto che gli episodi di criminalità registrati hanno portato all’identificazione, e quando necessario all’arresto, dei responsabili.
Un punto su cui il sindaco insiste riguarda il ruolo della polizia locale, respingendo le critiche di chi la considera impegnata soprattutto in attività sanzionatorie. Gli agenti, ha chiarito, partecipano attivamente alla gestione della sicurezza, intervenendo anche in situazioni critiche come risse e disordini, in coordinamento con le altre forze presenti sul territorio. Tuttavia, ha riconosciuto che un presidio costante di ogni strada non è realistico, mentre l’attuale sistema integrato starebbe comunque producendo risultati positivi.
Alle accuse delle opposizioni di aver sottovalutato il problema, Guerra risponde richiamando gli investimenti effettuati: nuove assunzioni nella polizia locale, oggi il settore comunale con più ingressi, l’estensione del servizio notturno, l’introduzione di agenti di quartiere e street tutor, oltre a un significativo potenziamento della videosorveglianza. Si tratta, ha sottolineato, di interventi sostenuti da risorse per milioni di euro, incompatibili con qualsiasi ipotesi di sottovalutazione.
Il sindaco rifiuta anche l’idea che la sicurezza sia soltanto una “percezione”, pur riconoscendo la legittimità del termine. Ritiene però dannosa una narrazione eccessiva che dipinge Parma come una città fuori controllo. Una rappresentazione, secondo lui, non solo inesatta ma anche controproducente, perché alimenta uno scontro politico sterile e impedisce di fornire risposte efficaci ai cittadini. Il tema, ha ricordato, ha una dimensione nazionale e richiede risorse adeguate: i sindaci italiani, attraverso l’Anci, hanno chiesto un investimento strutturale significativo per affrontarlo in modo organico.
Tra le preoccupazioni principali emerge il fenomeno dell’aggressività giovanile, spesso etichettato mediaticamente come “baby gang”. Guerra lo considera il segnale più allarmante, perché riflette un disagio profondo delle nuove generazioni. Episodi di violenza, talvolta accompagnati dall’uso di armi come coltelli, indicano una deriva che non può essere affrontata solo con controlli, pur necessari e già intensificati soprattutto nelle aree scolastiche. Serve, secondo il sindaco, un intervento educativo che coinvolga famiglie e scuole.
Il tema della sicurezza, inoltre, viene collegato a quello delle disuguaglianze sociali. Guerra evidenzia come l’aumento delle differenze economiche contribuisca a rendere la società più fragile e potenzialmente più violenta. Per questo, parlare di sicurezza significa anche affrontare povertà ed emarginazione. L’amministrazione comunale, pur non potendo intervenire direttamente sulle politiche salariali, sta lavorando soprattutto sul fronte abitativo per ridurre le situazioni di disagio.
Un altro nodo riguarda la gestione dei flussi migratori. Il sindaco riconosce che l’aumento della popolazione straniera ha un impatto sulle dinamiche urbane, ma respinge posizioni estreme come la cosiddetta “remigrazione totale”. Allo stesso tempo, sottolinea che il fenomeno è complesso e che la sua gestione, sempre più difficile, ricade in gran parte sulle città.
Nel confronto quotidiano con i cittadini vittime di reati, Guerra coglie un sentimento diffuso fatto di sofferenza e richiesta di sicurezza, ma anche di equilibrio e capacità di analisi. Da qui l’appello finale a un approccio unitario: solo evitando di esasperare le paure, conclude, si può impedire lo svuotamento degli spazi pubblici e garantire una risposta efficace contro chi delinque.
- pag 8 – Gazzetta di Parma – 24042026
- pag 9 – Gazzetta di Parma – 24042026
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