PARMA, l’amministrazione: “commercio e turismo in aumento”
Questa amministrazione non ci fa mancare nulla in quanto a possibili risate. Di fronte a un centro storico sempre più “vuoto”, isolato, in cui i negozi sfitti ormai non si contano più, arriva a dire che il commercio sta migliorando.
L’opinione cittadina è totalmente all’opposto, si dà la colpa ai grandi magazzini e agli ecommerce ma basta percorrere qualche centinaio di metri per accorgersi che almeno il 50% delle attività è chiusa, i locali sono in affitto o in vendita.
Una situazione che ha fatto lanciare un grido d’allarme anche a Fidenza dove il centro si sta spopolando.
Ecco quanto apparso oggi, 13 settembre 2025, su Gazzetta di Parma:
“Ci sono molti buoni indicatori, e riconoscimenti, che ci fanno pensare a una certa vitalità di Parma nel settore del commercio e del turismo. Dati che confermano nei fatti che la stucchevole narrazione di una città in declino è errata”.
“I numeri, positivi, delle aperture di vetrine in città, certificati dai recenti studi, dimostrano il progressivo rafforzamento del nostro tessuto economico in contro-tendenza con il dato nazionale ma anche con gli anni precedenti”.
Antonio Nouvenne (Prospettiva)
Il capogruppo di maggioranza, la persona forse più vicina al sindaco, fa arrivare questo messaggi. Se così fosse significherebbe che ci sono quindi più soldi per sicurezza e per aiutare persone in difficoltà. Magari anche per abbassare l’Irpef che, come ha svelato un recente studio, a Parma è fra le più alte d’Italia.
Forse Nouvenne vuole contendersi il premio per la miglior “Butade” con l’altro capogruppo Sandro Campanini che ha offerto spunti sulla sicurezza, negando più volte il problema e dicendo fondamentalmente che tutti i cittadini che manifestano per sensibilizzare la città verso il problema sicurezza, sono stupidi.
“A tutto questo si aggiunge un generale apprezzamento da parte delle associazioni di categoria sulle politiche dell’Amministrazione locale, come ad esempio per il nuovo hub del commercio del centro città, o l’avvio di una nuova Dmo turistica per la promozione del territorio locale, esempi che avvalorano come i buoni risultati arrivino quando tutta la città lavora e rema nella medesima direzione. Non ci nascondiamo dietro ai problemi conseguenti alla mutazione della domanda di commercio e turismo, per i quali bisogna continuare a lavorare con le associazioni di categoria per adeguare l’offerta, così come ci sono ancora luoghi della città che meritano progetti per evitare abbandono e degrado».
Antonio Nouvenne (Prospettiva)
Belle parole, forse, che stanno a indicare che i commercianti continueranno forse a votare questa amministrazione in attesa che succeda qualcosa o del miglioramento?
Le attività più longeve stanno vendendo, hanno venduto oppure hanno semplicemente chiuso.
Un esempio per tutti il negozio di abbigliamento “La concorrenza” in via Mazzini. Era aperto dai tempi della guerra, recentemente aveva ristrutturato i locali e creato una nuova immagine, vendeva capi di pregio ma da un giorno all’altro ha venduto tutto, chiuso, ristrutturato e ora c’è una bella catena di abbigliamento sportivo.
Quel locale, così centrale, non è rimasto vuoto. Almeno quello. Ma non basta.
Per capire meglio come vanno le cose basta fare una passeggiata in galleria Bassa dei Magnani, in via Nino Bixio, via della Repubblica, via Massimo D’Azeglio, via Giuseppe Garibaldi, via Carlo Farini. Ma anche viale Tanara, viale Fratti, viale Bottego e Viale Mentana per non citarne ulteriormente altri.
Si è appena chiusa una manifestazione per tentare di ravvivare via Verdi, forse allora era inutile se il commercio sta migliorando.
Davvero esiste un “hub” del commercio? Chi se ne accorge? Chi investe?
E il Dmo? È veramente una supercazzola sprematurata a sinistra? Oppure è Antani?
Restano purtroppo parole vuote di un’amministrazione che ha molte parole prese a casa da un vocabolario immaginario ma non ha nulla da dire.