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Parma, la politica arranca. La città muore

Parma, la politica arranca. La città muore

Il commento di oggi è un collage di notizie apparse sulla Gazzetta di Parma, 14 febbraio 2026. Potrà sembrare un percorso a ostacoli ma, a ben guardare, c’è un denominatore comune: i politici locale (attenzione, non la politica che è un’altra cosa) non hanno assolutamente nessun argomento utile o interessante. Nulla da dire, non un pensiero compiuto che possa interessare né al buon padre di famiglia né l’imprenditore rampante.

Quella che segue vuole essere una critica costruttiva, un richiamo a guardare alle cose importanti, concrete anche futuribili con un pizzico di astratto e un lume di cultura.

Se volete leggere il contenuto dell’articolo, occorre cliccare sul titolo

 

Il Project Financing che turba

Il Project Financing è stato dichiarato “fuori legge” dalla Corte Europea di Giustizia ma non ci sono ancora gli adeguamenti del legislatore nazionale. Prima di mettere tutto al bando forse sarebbe meglio attendere.
Federica Ubaldi parla di Project Financing, lo strumento che il padre Elvio utilizzò in gran quantità per avviare progetti e cambiamenti in città. Memoria corta o nulla da dire? 

Project financing, allarme di Civiltà Parmigiana: Rischi per Tardini, mense e cantieri strategici

La recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea sul project financing apre un fronte di incertezza che preoccupa la politica locale. La decisione, che mette in discussione i meccanismi di prelazione storicamente riconosciuti ai promotori, rischia di incidere anche su alcuni dei principali progetti in corso a Parma.

A lanciare l’allarme è Civiltà Parmigiana, che ha depositato un’interrogazione in Consiglio comunale per chiedere chiarimenti all’amministrazione. Secondo il gruppo, la nuova cornice giuridica potrebbe avere ripercussioni su opere e servizi strategici per la città, a partire dalla riqualificazione dello Stadio Tardini, passando per l’appalto della ristorazione scolastica, fino agli interventi che riguardano la piscina Ferrari e il comparto Wopa.

La capogruppo Maria Federica Ubaldi ha sollecitato il Comune ad agire con tempestività per mettere al sicuro i progetti ritenuti centrali per lo sviluppo cittadino. A suo avviso, sindaco e giunta devono tutelare la crescita di Parma, la riqualificazione dello stadio e la continuità dei servizi scolastici, evitando vuoti normativi o errori procedurali che potrebbero rallentare o compromettere gli interventi.

Sulla stessa linea Alessandro Milioli, membro del consiglio direttivo di Civiltà Parmigiana, che ha invitato l’amministrazione a dotarsi di uno “scudo giuridico” in grado di garantire certezza del diritto agli investitori e di proteggere le opere pubbliche da possibili ricorsi.

Il tema approderà ora in Consiglio comunale, dove si discuteranno le iniziative che il Comune intende adottare per fronteggiare gli effetti della sentenza europea e salvaguardare i cantieri considerati strategici per la città.

 

Corsaro: “Sbarchi in aumento Migranti, il Governo ha fallito”

Di questo articolo non proponiamo nemmeno un riassunto. Anziché occuparsi della città è sempre più facile guardare lontano, dove non si può intervenire. A parlare dovrebbe essere un’amministratrice locale (meglio ripetere: LOCALE) però se piove in Cina il governo è ladro e poi ci sono pure i problemi in Laos, Nicaragua, alle Aleutine e pure i pinguini delle Galapagos hanno problemi di stomaco.
Pensare e parlare di Parma, please! (visto che ti paghiamo pure lo stipendio)

 

Vignali? Quando era sindaco promuoveva opere inutili

Pensate per un attimo alle opere utili che ha promosso questa giunta, questo Consiglio Comunale e questo sindaco. Sono passati dieci secondi e ancora non vi è venuto in mente nulla se non: sicurezza, stadio, piscine, partecipazione a manifestazioni pro-pal, fuffa, sfarzo, cena dei mille, teatro nel caos, rapporti fin troppo amichevoli con Bologna e molto altro. 
Come darvi torto, mai una risposta chiara o un’idea in grado di risollevare la città e la sua comunità. 

Parlano i consiglieri Nouvenne (ricordate un suo progetto o una sua idea?) e Campanini. Quest’ultimo non ce ne voglia ma come capogruppo ha dato fiato alle cose più disparate di cui ci siamo occupati in passato e che lasciamo in fondo all’articolo giusto per far capire lo spessore. 

Nouvenne cita il Pasubio, divenuto poi la base operativa del precedente sindaco e dell’attuale. Un commento diverso sarebbe stato forse più elegante.

Campanini cita la nuova Ghiaia, divenuta il cuore della movida e del rilancio della città proposta sia dalla giunta Guerra che dall’Università. Scusate, non fate lì tutti gli incontri, aperitivi e appuntamenti? 
Parla anche del Teatro dei Dialetti (lavori fermi da 20 anni ma nessuno ah il coraggio di fare un “mea culpa”) e dell’ex Scalo Merci riguardo cui né questa giunta né la precedente sanno esattamente cosa fare. 

Insomma l’idea di base è: “meglio ronfare nulla per non sbagliare, non andare avanti, non guardare al futuro per non avere paura di quanto può accadere”. Ecco come muore una città, nella totale incapacità di reagire e di divenire nuova ogni giorno. 

Ex scalo merci, scontro in Consiglio: la maggioranza replica a Vignali e Chiastra

Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza alle critiche sollevate in Consiglio comunale dai consiglieri di minoranza Pietro Vignali e Virginia Chiastra, che avevano definito l’ex scalo merci un «problema irrisolto». Il dibattito politico si accende attorno a un’area da anni al centro di progetti e polemiche.

Tra le repliche più dure quella di Antonio Nouvenne, capogruppo di Prospettiva. Nouvenne ha dichiarato di non essere sorpreso né dalla tempistica né dai contenuti dell’intervento di Vignali, sostenendo che durante la sua amministrazione le priorità sarebbero state spesso orientate più all’apparenza che alla sostanza. Ha citato, come esempi di quell’impostazione, il Welfare community center, il Ponte Nord e il Pasubio, descrivendoli come simboli di una stagione amministrativa attenta ai tagli del nastro e alla visibilità mediatica più che a una visione condivisa con la città.

Secondo Nouvenne, molte di quelle opere sarebbero rimaste sulla carta o si sarebbero trasformate in contenitori vuoti, finendo in uno stato di degrado. Ha ricordato anche che lo stesso ex scalo merci, durante la giunta Vignali, era stato individuato come possibile sede della questura senza però ottenere il consenso di chi avrebbe dovuto occuparla.

Il capogruppo di Prospettiva ha poi contrapposto a quella fase l’operato dell’attuale amministrazione guidata da Michele Guerra, sostenendo che oggi i lavori partirebbero solo dopo un percorso condiviso e con la certezza di non investire risorse pubbliche in interventi destinati a fallire. Per l’ex scalo merci, ha annunciato, i lavori di riqualificazione inizieranno la prossima settimana e, parallelamente, sono già state presentate 16 proposte di rigenerazione urbana, tra cui verrà scelta la migliore per assicurare un futuro stabile all’area.

Sulla stessa linea anche Sandro Campanini, capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale. Campanini ha ricordato alcune opere realizzate durante l’amministrazione Vignali, come il Ponte Nord, la nuova Ghiaia, il Teatro dei dialetti e la stazione ferroviaria, giudicandole rispettivamente inutili, sbagliate, interrotte o difettose. A suo avviso, proprio l’ex scalo merci sarebbe stato lasciato senza interventi concreti, nonostante la complessità legata alla presenza di diverse proprietà.

Campanini ha sostenuto che l’amministrazione Guerra avrebbe invece dimostrato fin dall’inizio attenzione per quell’area e per altre opere incompiute ereditate dal passato. Ha annunciato che a breve partiranno i primi interventi di risanamento e i progetti di riqualificazione relativi alle porzioni di competenza comunale.

Infine, ha criticato l’uso del tema della povertà nel dibattito politico, osservando che l’ex scalo merci coinvolge anche persone in condizioni di grave difficoltà che, a suo dire, devono essere accompagnate in percorsi di uscita dal disagio piuttosto che diventare oggetto di polemica.

 

Sulla piscina Ferrari iter chiaro e corretto

Avete presente quelle pozzanghere che è meglio non pestare perché il colore dell’acqua è forse più marrone del normale? 
Ecco un esempio (l’altro potrebbe essere lo stadio ma ci sono anche il palasport, il campo per il football americano ecc ecc ecc ecc ecc).

Il capogruppo parla di “mesi” ben spesi per il progetto della piscina. “MESI”, meglio ripeterlo perché sappiamo che non ci potete credere. La piscina è chiusa da anni ed è stata chiusa ancor prima di avere un progetto, una soluzione alternativa, un’idea su come intervenire. 

Parliamo di anni, anni in cui atleti o semplici amanti del nuoto possono arrabattarsi sotto la doccia (la vasca da bagno non va più di moda) perché di impianti a Parma non ce ne sono. Però, Parma, sarà Città dei “Ciofani” 2027. Ma quali Giovani? Quelli che non possono nuotare, girare. pallavolo, pallacanestro, pallamano. Quelli che non sanno dove potranno seguire la squadra del cuore quando lo stadio sarà abbattuto. Non sanno nemmeno chi pagherà. 

Piscina Ferrari, Pinto replica a Ubaldi: “Nessun cambio di rotta, iter nella fase conclusiva”

Nuovo confronto politico sulla piscina Ferrari di via Zarotto. Dopo le dichiarazioni della consigliera Federica Ubaldi, arriva la replica del capogruppo di Effetto Parma, Oronzo Pinto, che contesta la ricostruzione fornita dall’esponente di opposizione. Pinto afferma che ancora una volta sarebbe stata rappresentata una situazione non corrispondente allo stato reale dei fatti. A suo giudizio, la consigliera non avrebbe compreso né il percorso amministrativo portato avanti negli ultimi mesi né il contenuto della determina richiamata nel suo intervento, nonostante i ripetuti aggiornamenti forniti in Consiglio comunale dall’assessore Marco Bosi. Il capogruppo di Effetto Parma ricorda che poche settimane fa, in seguito a un tavolo tecnico con i soggetti proponenti nell’ambito del partenariato pubblico-privato, l’amministrazione ha chiesto integrazioni alla documentazione presentata. L’obiettivo, spiega, è rendere sostenibile l’intervento sotto il profilo economico, dal momento che l’impegno di spesa inizialmente previsto superava il milione di euro e risultava quindi non compatibile. Le integrazioni dovranno essere presentate entro il 15 febbraio. Secondo Pinto non vi sarebbe alcun cambio di direzione né alcuna incertezza sul progetto. L’iter, sottolinea, procede secondo una procedura complessa che richiede competenze tecniche e amministrative specifiche, anche alla luce delle recenti modifiche normative in materia di partenariati pubblico-privati. In questo quadro si inserisce anche l’affidamento del supporto tecnico al Rup, citato dalla consigliera Ubaldi. Pinto chiarisce che si tratta di un incarico che riguarda procedure di più ampia rilevanza per l’ente e che non rappresenta un segnale di assenza di progettualità sull’impianto di via Zarotto. L’amministrazione, conclude, si troverebbe ora nella fase finale del percorso: una volta individuata la proposta ritenuta migliore, si potrà procedere alla gara e avviare la realizzazione di un impianto definito moderno e all’avanguardia.

Sicurezza, quelli che dicevano “percezione”

Gran parte di coloro che oggi commentano e attaccano, senza alcuna base, idea o pensiero, dicevano che a Parma non è mai esistito un problema sicurezza. “È solo percezione”, la frase più gettonata dalla maggioranza unita.
Il Comune non può fare più di tanto ma un politico dovrebbe sapere riconoscere un problema ma non questa maggioranza. 

Ecco i titoli solo di oggi della Gazzetta di Parma, sezione cronaca nera:

  • Guerra allo spaccio
    Bloccano il pusher dell’Oltretorrente E spunta un «tesoro» nel market etnico
    Sequestrati dai carabinieri 90mila euro nascosti nel negozio. Arrestato lo spacciatore
  • Marocchino, 35 anni, irregolare: arrestato
    Stazione, strattona e rapina uomo con le stampelle
    Fermato da una volante a Barriera Repubblica
  • Movimentato episodio ieri pomeriggio in un emporio di via D’Azeglio
    Spray urticante in faccia al commesso: bloccata ragazzina sorpresa a rubare

 

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