PARMA (IN)SICURA Troupe aggredita, il Ponte dei Sospiri e reazioni
Abbiamo lasciato un paio di giorni per capire cosa potesse succedere dopo la visita a Parma della troupe di Fuori dal Coro, immediatamente aggredita al loro arrivo sul ponte Nord, divenuto il rifugio dei disperati tanto da meritare il soprannome di Ponte dei Sospiri.
Il ponte Nord è stato sgomberato nei giorni scorsi nel tentativo di aiutare chi ha costruito un rifugio d’emergenza ma tempo un giorno le tende di fortuna pare siano di nuovo lì.
L’aggressione
L’aggressione immediata è l’azione compiuta da chi non ha nulla da perdere. Giornalista e operatore video vengono aggrediti da un diversamente europeo che prende i due a padellate. Ok meglio ripeterlo: a padellate.
Perché con la padella, ci sono due diverse spiegazioni: la prima è che l’aggressore (aggressore, non lo si può chiamare in altro modo) se l’è trovata per le mani ma, soprattutto, non è un’arma e anche se il caso finisse in tribunale sarebbe trattato come reato di poco conto e quindi passerebbe in secondo piano. Se lo avesse fatto con un martello (oggetto atto a offendere) la cosa sarebbe ben diversa.
Si tratta comunque di un’azione ingiustificabile e inqualificabile. Forse la giornalista avrebbe potuto porre qualche domanda e la situazione sarebbe potuta andare a favore dei disperati del ponte.
Chi aggredisce per primo solitamente ha qualcosa di oscuro da difendere. Non avendo ulteriori dettagli sospendiamo il giudizio.
Chi dice che a Parma non c’è un problema sicurezza può continuare a negare il problema fregandosene come sempre degli altri, della città , della comunità . A Parma è legittimo essere aggrediti a padellate senza motivo.
LA CLIP DELLA PUNTATA DI FUORI DAL CORO
Le reazioni
Questo sarà un capitolo molto breve: nessuna.
Una troupe nazionale viene aggredita in pieno giorno a due passi dalla stazione ferroviaria, in centro città , e nessuno ha niente da dire. Nemmeno un messaggio di solidarietà , magari l’operatore è finito all’ospedale ma a nessuno importa nulla. Nè al primo cittadino né alle altre istituzioni.
Stiamo parlando di quelle istituzioni che presentano mozioni per dichiarare solidarietà alle donne iraniane, per spostare i banchi di sinistra a destra e quelli di destra a sinistra e altre che riguardano cose molto lontane di cui sappiamo molto poco. Forse non ci credete ma sono anche queste le mozioni che passano in Consiglio comunale a Parma.
Le uniche reazioni arrivano dalla Lega, come sono arrivate nelle scorse settimane da FdI. a denunciare il pericoloso fenomeno.
Il capogruppo di Maggioranza Sandro Campanini avrebbe affermato qualche giorno fa “L’ascolto dei cittadini – riportiamo dalla Gazzetta di Parma del 19 marzo 2025 – è uno dei principi fondamentali che guida l’azione di questa amministrazione, sia che si manifesti in modo pubblico che con istanze dirette o tramite i Laboratori di quartiere”.
In effetti Campanini ha ragione, parla di ascolto, mica ha detto che il Comune di Parma farà qualcosa sul tema. A onor di cronaca va anche detto che il sindaco ha alcuni poteri ma non è certo il Ministro degli Interni.
Due manifestazioni di proteste non sono bastate per “attivare” quell’ascolto.
Non ci siamo
Il sindaco qualche giorno fa ci è trincerato dietro a una frase affermando che al delinquenza nasce dalla povertà , motivo per cui i tentativi vanno nel senso di curare la povertà .
Non ci siamo, assolutamente.
Il sindaco, per suo mandato, ha alcuni poteri in merito alla sicurezza della città , controlla la polizia locale, può chiedere eventuali interventi dell’Esercito, in ausilio alle forze dell’ordine, può scrivere ai Ministeri competenti. Volendo può anche provare a contattare il Papa, se lo facessimo noi, nessuno di questi ci risponderebbe.
Se nessuno di questi ha risposto al sindaco, ce lo faccia sapere così possiamo farci un’idea.
Intanto il sindaco partecipa e dà gran spazio alla manifestazione pro Palestina. Come sempre si guarda a fatti lontani per non occuparsi dei problemi di casa propria.
Ora viene il peggio.
Ci siamo ancora meno quando si pensa alla povertà : questa via di minimizzare il fenomeno viene annullato e cancellato dalla cronaca quotidiana.
Un ladro di profumi esce senza pagare e aggredisce il vigilante, un altro ruba sette bottiglie di champagne al supermercato. Di casi simili ce ne sono tutti i giorni e molti non vengono nemmeno segnalati, forse.
Non pare trattarsi di povertà . Questi non hanno rubato una mela, un pezzo di pane, una bistecca o qualche ortaggio giusto per un pasto da minimo sindacale.
Sono furti fatti per il desiderio di rubare, per la necessità di fare soldi veri con cui acquistare stupefacenti. Gran parte della filmografia degli anni ’90 e metà dei 2000 dovrebbero fornire un modello di vita molto chiaro. Ma si sa, la storia non è mai servita per imparare altrimenti non ci sarebbero né guerre né violenza in generale.
Social e dintorni
Momenti e post sui social sono molto accesi, si attacca la mancanza di attenzione, di pene sicure, una parte dell’elettorato. La maggior parte degli interventi si dice pronta a soluzioni forti.
Giusto in estrema sintesi: la misura è già molto colma e il rischio che scocchi qualche scintilla e succeda qualcosa di sbagliato è ormai evidente.
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