PARMA (IN)SICURA TOUR: I residenti all’attacco, il Comune nicchia
Sono passati pochi giorni da quando il Comune ha presentato il progetto di restyling (abbiamo pronto un articolo ma c’è chi è stato più veloce di noi). Oggi, 5 agosto 2026 su Gazzetta di Parma, i residenti lamentano insicurezza e degrado, soprattutto nessuna risposta alle richieste fatte al Comune.
Quali novità? Dove sta la notizia? Avete ragione, non c’è novità, non c’è notizia. La storia va avanti ormai da dieci anni. L’assessore alla Legalità (indagato per aver bloccato i treni ma crediamo andrà prosciolto) continua a dire che l’amministrazione si attiverà, farà qualcosa, ci penserà. Ma tutto al tempo futuro dimenticando di non aver fatto nulla nel passato.
Si guarda alla campagna elettorale, allo stipendio (circa 6mila euro per un assessore, molti di più per sindaco e presidente del consiglio), allo scranno, all’arrembaggio sociale, al consenso.
IlGiornalaccio lo scrive da tempo (c’è chi ribatte con sciocchezze di dimensione galattica), c’è un problema sicurezza e soprattutto di non ascolto. Il Comune fa spallucce mentre tutti corrono ad assistere all’arrivo della segretaria del partito di maggioranza in consiglio comunale dimenticando di dover votare (lo stesso giorno, tanto da rischiare di far cadere il numero legale) il Pug ovvero l’atto più importante dei 5 anni per un’amministrazione comunale.
Diciamolo meglio: il Comune oltre che infischiarsene dei problemi della città, se ne infischia anche del Piano Urbanistico Generale ovvero il piano che determina lo sviluppo della città per i prossimi anni. Però guai a presentarsi a un taglio del nastro con la camicia stirata male o le scarpe sporche, si fa brutta figura quando scattano al foto ufficiale.
Se non aveste capito: tutta “finta” immagine. Se fosse tutta immagine, qualche risposta ogni tanto (anche sbagliata) ci sarebbe.
Intanto la città soccomberà ancora alle prossime elezioni, preda della scarsità di alternative che, a questo punto, dovrebbero essere già emerse.
Stazione, i residenti denunciano degrado e insicurezza: “Il restyling da solo non basta”
La situazione nell’area della stazione ferroviaria continua ad alimentare proteste e segnalazioni. Sui social si moltiplicano fotografie e testimonianze di cittadini e commercianti che descrivono piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa come una zona segnata da degrado, spaccio, prostituzione e presenza costante di tossicodipendenti.
A rilanciare l’allarme è una residente di viale Bottego, che ha indirizzato una lettera al sindaco sostenendo che il previsto intervento di riqualificazione urbanistica, pur positivo, non possa rappresentare la soluzione ai problemi di sicurezza che da tempo interessano il quartiere. Secondo la cittadina, lo spaccio si svolgerebbe quotidianamente sotto gli occhi di residenti, viaggiatori e operatori presenti nella zona, mentre lo stato di incuria contribuirebbe ad alimentare la percezione di assenza di controllo.
La residente ricorda inoltre che già lo scorso maggio gli abitanti del quadrilatero della stazione avevano presentato un esposto alle istituzioni, senza però ottenere, a loro giudizio, risposte concrete. A suo avviso, limitarsi al restyling dell’area significherebbe intervenire soltanto sull’aspetto estetico del quartiere, mentre la sicurezza richiederebbe un lavoro più ampio e continuativo, fondato su controlli, manutenzione e interventi strutturali.
Nell’esposto, inviato al sindaco, al prefetto e alle forze dell’ordine e sottoscritto da residenti, commercianti e amministratori di condominio, vengono elencate numerose criticità. Tra queste figurano la presenza stabile di spacciatori e tossicodipendenti, bivacchi, rifiuti abbandonati, deiezioni, episodi di prostituzione nella zona tra via Trento e via Monte Altissimo, schiamazzi, liti e atti vandalici con scritte sui muri e sulle saracinesche. Secondo i firmatari, queste situazioni renderebbero difficile anche il semplice accesso alle proprie abitazioni o ai parcheggi.
Per cercare di limitare il fenomeno, gli stessi residenti spiegano di aver sostenuto direttamente alcune spese, installando telecamere di videosorveglianza sotto i portici e mettendole gratuitamente a disposizione del Comune. Inoltre, riferiscono di aver finanziato un servizio di vigilanza privata, lamentando anche episodi di intrusioni negli spazi condominiali, utilizzati, secondo quanto denunciato, come servizi igienici di fortuna.
Tra le richieste avanzate alle istituzioni figurano l’istituzione di un presidio fisso nell’area dei portici tra viale Bottego e piazzale Dalla Chiesa, un rafforzamento dei pattugliamenti delle forze dell’ordine, il potenziamento dell’illuminazione pubblica e interventi straordinari di pulizia.
La residente precisa infine che, dopo la presentazione dell’esposto, l’unico riscontro ricevuto è stato un incontro promosso dal questore, che ha convocato i cittadini per un confronto sulla situazione del quartiere. Una disponibilità che gli abitanti hanno apprezzato, ribadendo però la necessità di interventi concreti per restituire sicurezza e decoro a una delle principali porte d’accesso alla città.