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PARMA (IN)SICURA perché i politici tacciono?

PARMA (IN)SICURA perché i politici tacciono?

La situazione è chiara da tempo, per chi ogni giorno compra il pane, fa i conti con le bollette, vive e abita le strade della città. Anche per chi non risiede in città.

Su Gazzetta di Parma di oggi, 6 settembre 2026, ci son otre notizie che inquadrano la situazione.

La prima l’abbiamo già riportata (LEGGILA QUI) in un precedente articolo che alleghiamo anche in coda.

Parco Ducale al setaccio: scovate 500 dosi di droga

Questo è il titolo della Gazzetta e lascia subito capire cosa sia successo e su cui occorre porsi la domanda chiave:

se negli ultimi 10-12 anni fossero stati fatti controlli, passaggi più frequenti e mirati da parte della polizia locale, saremmo ora nelle stesse condizioni?

Al riguardo alleghiamo qui sotto anche un’altra notizia (per leggere cliccare sul titolo poco sotto) giusto di un paio di giorni fa in cui un 81enne ha rimediato una frattura alla mascella e allo zigomo in seguito a una rapina per chi spiccioli, dopo essere stato preso a pugni.

ZIGOMO E MASCELLA FRATTURATI ANZIANO PRESO A CALCI E PUGNI PER QUALCHE SOLDO

ZIGOMO E MASCELLA FRATTURATI ANZIANO PRESO A CALCI E PUGNI PER QUALCHE SOLDO

Un’anziano di 81 anni è stato aggredito e rapinato in pieno giorno nei pressi del Parco Ducale. L’uomo è stato colpito ripetutamente al volto mentre si trovava a terra, riportando gravi traumi alla mandibola, allo zigomo e all’occhio sinistro. È tuttora ricoverato all’ospedale Maggiore con una prognosi di 40 giorni.

Per l’aggressione la polizia ha arrestato un 32enne italiano, accusato di rapina aggravata. L’episodio è avvenuto mercoledì, intorno alle 14.30, lungo via Pasini, a poca distanza dall’ingresso del Parco Ducale. L’81enne era uscito per una passeggiata e si era diretto verso il parco, dove voleva vedere la fontana del Trianon. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo è stato avvicinato dal 32enne, che lo avrebbe aggredito senza lasciargli il tempo di reagire. Una serie di pugni lo ha fatto cadere a terra, provocandogli anche un violento colpo alla testa.

L’aggressione sarebbe poi proseguita quando l’anziano era già a terra, con diversi calci sferrati al volto. L’obiettivo sarebbe stato il denaro che l’uomo aveva con sé. Il bottino è risultato estremamente esiguo: appena cinque euro e un telefono cellulare destinato alle persone anziane, con schermo e tasti di grandi dimensioni. Il cellulare è stato successivamente recuperato dalla polizia nelle tasche del presunto rapinatore.

L’allarme è stato dato da alcune donne che si trovavano a passeggiare nella zona e hanno assistito alla scena o si sono accorte delle condizioni dell’anziano. La chiamata ha fatto scattare l’intervento dei soccorsi e delle Volanti della polizia. Gli agenti hanno raggiunto rapidamente la zona e avviato le ricerche dell’aggressore, riuscendo a individuarlo e bloccarlo a poca distanza. Il 32enne, cittadino italiano, sarebbe già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. L’81enne, nel frattempo, è stato affidato ai sanitari e trasportato d’urgenza al Maggiore.

Le conseguenze dell’aggressione sono state pesanti: i medici hanno riscontrato traumi importanti al volto, con lesioni alla mandibola e allo zigomo e un coinvolgimento dell’occhio sinistro. Non è esclusa la necessità di un intervento chirurgico da parte degli specialisti del reparto di Chirurgia maxillo-facciale. Il 32enne è stato trasferito in carcere con l’accusa di rapina aggravata.

Gli accertamenti della polizia dovranno ora consentire di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e tutti gli elementi che hanno portato all’arresto. Resta il dato più grave dell’episodio: un uomo di 81 anni è stato ridotto in gravi condizioni per un bottino di pochi euro e un telefono cellulare. L’aggressione è avvenuta alle 14.30, in una zona frequentata della città e a poche decine di metri dall’ingresso del parco, rendendo ancora più rilevante l’intervento tempestivo dei soccorritori e delle forze dell’ordine.

Nella pagina seguente della Gazzetta si trova un altro titolo

Arrestato il ladro delle spaccate in San Leonardo
Il 30enne è finito nel carcere di via Burla

Bene, giusto. Però è indice che qualcosa è accaduto, ci possono essere persone traumatizzate, questi sono anche i motivi per cui i negozi e attività in genere chiudono, quando tenere aperto diventa un rischio troppo forte.
Il centro è spopolato, nessuno ha mai chiesto a qualche negoziante storico perché chiudono? Quali sono i problemi?
No, giusto. Si chiedono solo voti “alla cieca”.

Sfogliando ancora si trova un articolo il cui titolo racconta già tanto (clicca sul titolo per leggere la notizia)

Allarme “Da inizio anno 700 reati: ecco la mappa”
Il 60% in centro storico

Stesso scenario, stessa domanda:

se negli ultimi 10-12 anni fossero stati fatti controlli, passaggi più frequenti e mirati da parte della polizia locale, saremmo ora nelle stesse condizioni?

ALLARME «DA INIZIO ANNO 700 REATI: ECCO LA MAPPA»

Spaccio a cielo aperto, rifiuti, bottiglie abbandonate, biciclette e monopattini lasciati ovunque. È il quadro che emerge nell’area della stazione ferroviaria e nei quartieri immediatamente circostanti, dove la questione della sicurezza torna al centro del dibattito cittadino.

Sono le 10.30 del mattino quando, nel piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa, le scene osservate restituiscono una situazione di evidente degrado. Sulle scale che conducono al sottopasso vengono segnalati episodi di consumo e cessione di stupefacenti, mentre a terra si accumulano bottiglie e rifiuti. Nel piazzale, tra l’immondizia, è comparso anche un materasso. Le rastrelliere sono utilizzate in modo disordinato e diverse biciclette si trovano a terra, insieme a monopattini abbandonati.

A confermare le difficoltà legate alla sicurezza dell’area c’è anche un episodio osservato sul posto: un giovane si avvicina a una bicicletta, smonta il sellino e si allontana portandolo con sé. Poco distante, un uomo apparentemente ubriaco percorre il piazzale continuando a bere da una bottiglia di vino.

La zona della stazione è tra quelle maggiormente evidenziate nella mappa degli episodi di criminalità presentata ieri. Secondo i dati illustrati dal consigliere regionale di Forza Italia e capogruppo in consiglio comunale, dall’inizio dell’anno a Parma sarebbero stati censiti circa 700 episodi, una cifra che potrebbe essere inferiore a quella reale a causa dei fatti non denunciati. La maggior parte degli episodi, secondo la stessa ricostruzione, si concentra nel centro storico, dove sarebbe avvenuto circa il 60 per cento dei casi. Un ulteriore 20 per cento riguarda invece l’area compresa tra la stazione, via Monte Altissimo e San Leonardo, con particolare attenzione a via Trento, via Palermo, via Venezia e al Parco del Naviglio. L’Oltretorrente raccoglierebbe circa il 15 per cento degli episodi, mentre il restante 5 per cento interesserebbe Lubiana, Montanara e l’area dell’ex Salamini.

Tra gli elementi citati nel corso dell’iniziativa figurano anche dieci minorenni denunciati nel solo mese di gennaio e sedici episodi di spaccata registrati tra gennaio e febbraio. Secondo il consigliere regionale, il problema non sarebbe riconducibile soltanto alla percezione di insicurezza, ma a una serie di criticità concrete. Tra le contestazioni rivolte all’amministrazione comunale vengono indicate la sostituzione di tre comandanti della polizia municipale dall’inizio del mandato, lo smantellamento del nucleo investigativo, il ruolo ritenuto insufficiente dei vigili di quartiere e l’assenza, a suo giudizio, di politiche adeguate di rigenerazione urbana. Dalla stessa area politica arriva anche la richiesta di riportare gli agenti di quartiere maggiormente nelle strade e di creare nuclei specializzati della polizia municipale, compresi reparti cinofili, con compiti legati sia alla sicurezza sia al decoro.

Sul tema intervengono anche altri esponenti e rappresentanti delle realtà civiche che hanno promosso l’iniziativa. Viene contestata in particolare la definizione di “percezione” dell’insicurezza, alla luce dei numerosi episodi segnalati. Un gruppo consiliare riferisce inoltre di aver raccolto circa mille firme per chiedere un piano di interventi sulla sicurezza, senza avere finora ottenuto, secondo quanto sostenuto, risposte ritenute sufficienti. A parlare sono anche alcune persone che lavorano quotidianamente nelle zone interessate.

Il presidente di Sos Parma, impegnato professionalmente nell’area della stazione, descrive una situazione nella quale l’ingresso del palazzo che ospita il suo ufficio sarebbe spesso occupato da persone che bivaccano. Un altro lavoratore, con attività in via Monte Altissimo, definisce la situazione ormai insostenibile, mentre una commerciante di via Trento chiede interventi specifici contro lo spaccio. Nel mirino finiscono anche i minimarket. Una rappresentante del gruppo Vignali Sindaco sostiene che alcuni esercizi commerciali della zona necessiterebbero di controlli più stringenti, in particolare sulla vendita di bevande alcoliche ai minorenni. A sostegno della propria denuncia racconta di avere trovato all’uscita di uno di questi negozi un ragazzino di 12 anni con numerose bottiglie nello zaino.

La richiesta di maggiori verifiche sui minimarket viene condivisa anche da un esponente di Missione Parma, che allarga il tema ai controlli sulle condizioni di sicurezza e sulla qualità alimentare degli esercizi commerciali. Il quadro delineato durante l’iniziativa mette così insieme due questioni strettamente legate: sicurezza e degrado urbano. L’area della stazione, insieme alle strade di San Leonardo e alla zona di via Monte Altissimo, viene indicata come uno dei punti sui quali concentrare maggiormente controlli, presenza sul territorio e interventi di riqualificazione. Al centro delle richieste avanzate dalle opposizioni e dalle realtà civiche restano quindi il rafforzamento della presenza della polizia municipale, il contrasto allo spaccio, maggiori controlli sugli esercizi commerciali e interventi sul degrado degli spazi pubblici. Con un obiettivo dichiarato: evitare che le criticità dell’area della stazione diventino una condizione ordinaria e consolidata.

In coda, infine riportiamo anche le pagine di Gazzetta di Parma in cui il sindaco di Parma afferma che la città non è un inferno.

Operazione di polizia, scovate 500 dosi di droga al parco Ducale

Aggredisce una donna e la polizia, 31enne tunisino: pluripregiudicato arrestato

PARMA (IN)SICURA: San Leonardo, notte “tranquilla” con quattro spaccate

PARMA, PARLA IL SINDACO “Basta narrazioni false: non siamo all’inferno”

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