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PARMA (IN)SICURA, le reazioni dopo la manifestazione di piazza

PARMA (IN)SICURA, le reazioni dopo la manifestazione di piazza

Come le braci che riposano nella cenere, siamo rimasti fermi e immobili per capire cosa succedesse dopo la manifestazione “Giù le mani da Parma”, il corteo partito dal quartiere San Leonardo e arrivato prima in Piazza Garibaldi e, poi, fino alla Prefettura.

Prima di proseguire va detto che nessuno de IlGiornalaccio.it partecipa all’organizzazione della manifestazione, non abbiamo contatti diretti e, di conseguenza non possiamo sapere se vi siano adesioni partitiche o meno.

Abbiamo pensato di analizzare le risposte e le reazioni emerse dopo i due eventi: il flashmob in piazza (partecipato da Fratelli d’Italia tramite il consigliere comunale Priamo Bocchi) e “Giù le mani da Parma”.

La vera reazione è una nuova manifestazione che sarà, a quanto pare, ancora più importante per partecipazione a conferma che il tanto citato “ascolto” dei politici, evidentemente, non è andato a buon fine.

 

Le reazioni della gente

  • “C’è stato un incontro della giunta con i residenti in oltretorrente. I partecipanti riferiscono che i temi sono stati: i reati sono diminuiti rispetto agli anni passati, i problemi ci sono ma stiamo lavorando ecc. ecc. ecc. Si è parlato del vigile di quartiere ma nessuno l’ha mai visto. La morale è che i genitori sono costretti a portare a scuola gli adolescenti se non vogliono che prendano botte e vengano derubati”.
    Si commenta da sé
  • “la colpa è della sinistra che concede troppo”.
    Difficile controbattere alla verità se non con menzogne.
  • fino a poco tempo fa ci sentivamo tranquilli e sicuri, pensavamo a casa nostra poi abbiamo scoperto che siamo ospiti”.
    È forse il commento che meglio riassume il sentimento di fondo 
  • “non potete continuare a dare la colpa ai sindaci”.
    Mica ci vado io al Comitato di Sicurezza e Territorio a cui partecipano Prefetto, Questore, i sindaci e altri enti. I sindaci partecipano e possono fare segnalazioni, se non c’è un seguito basta dirlo
  • “la colpa è del Governo”.
    Non si sa per quale motivo, forse chi ha commentato sa qualcosa che noi non sappiamo ma ha preferito l’omertà. Anche se piove è colpa del Governo, pure se il caffè si raffredda. Però di quella parte politica che da decenni parla di più inclusione, nessuno dice nulla.
  • Poi ci sono i commenti più accesi, caldi, un po’ ingiuriosi che abbiamo omesso per ovvi motivi ma che, comunque, raccontano un malcontento, un problema, una situazione che sta arrivando al limite. Se non ci fosse il problema i leoni da tastiera starebbero a spazzolare il gatto con tanta calma.

I politici

Riassumiamo qui in estrema sintesi le reazioni dei politici

Michele Guerra, sindaco

“C’è un problema sicurezza e c’è un problema povertà. Le due cose viaggiano in parallelo”.
Lei, sindaco, è sempre il primo a far notare che Parma è fra le prima città in Italia sotto tanti punti di vista, anche la ricchezza. Improvvisamente è povera? In parte ha ragione, come ha ragione ad attivare servizi sociali ma occorre attivare anche servizi sicurezza perché chi rispetta le leggi deve essere tutelato e non il contrario.

“Due tematiche che vanno affrontate in parallelo – riferendosi a sicurezza e povertà – se devo fare l’elenco dei problemi che arrivano sul tavolo del sindaco, questi sono i temi principali”.
Ci faccia sapere su quale tavolo, per favore, così prendiamo i fogli che vengono messi sotto alla pila e li mettiamo sopra, noterà che sopra c’è scritto Sicurezza.

“Presidio e controllo, da parte delle forze dell’ordine, c’è una responsabilità più ampia della nostra perché hanno mezzi e formazione più efficace rispetto alla nostra della polizia locale che comunque deve fare la sua parte e la farà. Credo che il Comune debba intervenire a monte dove la povertà e fragilità sociale si creano, che a valle diventano sicurezza, per questo investiamo su politiche di welfare. Per questo non possono essere tagliate”.
Però non ho capito se è Antani o Sprematurata, la supercazzola intendo. C’è la Polizia di Stato e poi c’è la polizia locale, sono due cose diverse, certo.
Quel che si vorrebbe sapere è: ha presentato segnalazioni riguardanti la sicurezza al Comitato Sicurezza e Territorio oppure no?
Ha ottenuto risposte? Se non ha ottenuto risposte, ha fatto altro? …per esempio scrivere al Governo a volte può essere utile. È chiaro che se scrive il sindaco di una città importante dell’Emilia è ovviamente diverso che se lo scrivessi io. A me, chi mi ascolta? Non mi ascolta nemmeno lei altrimenti lo avrebbe già fatto.

Sandro Campanini, capogruppo maggioranza 

“Lotta allo spaccio, l’impegno della città c’è”.
Forse, però non si vede proprio altrimenti non ci sarebbero comitati, proteste, social che scoppiano.

“Come Partito Democratico siamo sempre stati e sempre saremo dalla parte della legalità”.
No, altrimenti non ci sarebbe il problema. A meno che la legalità significhi libertà di spacci. Giusto per memoria la precedente amministrazione ha firmato per la legalizzazione delle droghe quindi non è stato fatto nulla contro lo spaccio per dimostrare che è il male e l’unica soluzione è la liberalizzazione. Incontentabile per non commettere reato.

“Riguardo a San Leonardo, purtroppo il problema dello spaccio ha radici lontane”.
Quindi significa che non si fa nulla? Pare che sia ancora contemplato nel codice penale, quindi è reato. Allora tutti possiamo commettere reati? Oppure possono farlo solo alcuni?????

Si chiede poi “come mai i clienti degli spacciatori siano sempre così tanti”.
La stessa affermazione del precedente sindaco. Non c’è bisogno di mandarcelo, questo ci va da solo.

Antonio Nouvenne, consigliere di maggioranza

“La sicurezza è una questione seria che non va affrontata per racimolare un pugno di voti compromettendo l’immagine della propria città o, come oggi costringendo inutilmente le forze dell’ordine a seguire una manifestazione annunciata”.
Le forze dell’ordine sono pagate con denaro pubblico quindi di tutti noi, utilizzarle o farle intervenire è un diritto. Protestare, è un diritto. La sovranità è del popolo (cit, Costituzione) e non dei sovranisti. È sicuro di essere di sinistra?

“… Ne è prova il fatto che non ci sia episodio di microcri- minalità a Parma che non si ri- solva con una segnalazione, una denuncia o un arresto”.
Se per ogni azione illecita o illegale ci fosse un arresto avremo due particolarità: carceri stra-piene (lo sono già di per sé) e annullamento del problema.

Federica Carpi, consigliere di maggioranza

“Non dobbiamo permettere che il dibattito sulla sicurezza diventi terreno di conflitto ideologico o di speculazione politica”.
Vero, allora perché fate speculazione politica? Il dibattito si fa almeno in due, si è accorta che il Comune non sta rispondendo?

“La sicurezza non è solo una questione di polizia e forze dell’ordine ma riguarda anche l’educazione, la cultura della legalità e la promozione della coesione sociale”.
La coesione sociale però non spaccia sotto alla sua finestra o ai suoi figli, pare di capire. Quale sarebbe la cultura della legalità? Che immigrati, truffatori, molestatori, picchiatori, spacciatori, borseggiatori e rompiscatole vari possano fare quel che vogliono mentre la brava gente deve solo abbassare la testa e non disturbare? Oppure che quando arriva una giornalista a fare domande la si accoglie a padellate? …e pensare che io accolgo con il caffè fumante, sono un’idiota.

Il programma elettorale

Nel programma elettorale del candidato sindaco Michele Guerra, poi eletto, la parola sicurezza compare 18 volte in 45 pagine.

Riportiamo alcuni passi lasciando in grassetto le parti come indicate nell’originale.

“Parma è al centro del nostro impegno e il progetto che proponiamo non è solo un elenco di cose da fare, ma è soprattutto l’idea di una società da costruire insieme che, partendo dalle fondamenta della nostra identità, sia capace di guardare al futuro coniugando sviluppo e sostenibilità ambientale, colmando disparità sociali, territoriali e di genere, immaginando una comunità solidale attenta ai beni comuni, che metta la cultura, la transizione ecologica, il lavoro, la sanità, la sicurezza e la vicinanza alle persone al primo posto“.
Vicinanza alle persone che è venuta meno quando sono iniziate le proteste, anziché avvicinarle si è chiusa la porta senza nemmeno un arrivederci.

“Promuoveremo ulteriormente il controllo di vicinato, con una nuova campagna di adesione e diffusione dei C.D.V. in tutti i quartieri e frazioni e lavorando ad un maggior coordinamento delle diverse associazioni vocate ad un controllo di sicurezza nei quartieri della città“.
Si contraddice, ora dice che solo gli organi superiori hanno possibilità di manovra riguardo alla sicurezza, in campagna elettorale invece parlava di associazioni (che non possono operare nel campo della sicurezza)

“…Riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico dal punto di vista sismico, energetico, antincendio e ambientale, puntando sulla sicurezza e sul benessere della comunità scolastica cittadina e rendendola sempre più inclusiva”.
Si è accorto che da qualche mese i ragazzi vengono bullizzati subito fuori dalla scuola, picchiati? I genitori devono accompagnarli a scuola per evitare il peggio

Nuove vie per il commercio. La pandemia ha colpito il settore del commercio e dell’artigianato, con particolare riferimento alla vendita al dettaglio e al commercio di prossimità, che è garanzia di sicurezza delle vie della nostra città, di coesione e di vivibilità, soprattutto nei singoli quartieri”.
È vero, ci state provando come Giunta. I negozi chiudono e siamo al paradosso: senza sicurezza le persone non vanno più in giro per acquisti. Non buttiamola sul solito “è colpa degli ecommerce e di Amazon”, sembrava una strada facile da percorrere invece non la è, non funziona e occorre mettere in campo molto altro.

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