PARMA (IN)SICURA: il regolamento della notte da supercazzola prematurata
Un po’ come se fosse Antani ma la sbiliguda colpisce il regolamento per la notte
Ci sono due momenti importati nella vicenda della scrittura del regolamento per i locali notturni di Parma.
- il Comune di Parma ha assegnato a una società esterno il compito di effettuare uno studio, pagando 30mila euro per una società che, di fatto, non lavorerebbe nel settore e, soprattutto, sarebbe stata registrata solo pochi giorni prima dell’assegnazione, stando. quanto emerso dal dibattito politico
- il Comune di Parma lancia un questionario per ricevere indicazioni da clienti ed esercenti della notte
È un po’ come pagare il commercialista e poi lo stesso ti dice di elaborare i tuoi pagamenti, compilare la dichiarazione dei redditi ed effettuare tutti i controlli del caso. A che mi serve il commercialista in quel caso se devo fare tutto da solo?
L’esempio calza a pennello, già che ci siamo è entrata anche una banca a sostenere l’iniziativa anche se non è molto chiaro il motivo.
Il bracciodiferro
Ora la palla passa, in pratica, alle parti costituendo quel braccio di ferro che in realtà il regolamento dovrebbe evitare.
Da un lato ci sono gli esercenti, coloro che guadagnano a vendere cocktail e divertimento, luoghi di incontro e aggregazione che non sono ovviamente contro la legge.
Dall’altra parte ci sono invece gli abitanti delle zone coinvolte (via Farini, via D’Azeglio e altre) che oltre al fracasso notturno hanno il rpblema della sporcizia, dell’incuria e dei danni che continuano a subire senza che nessuno dica nulla.
Ora le due formazioni dovranno affrontarsi non come su un campo da calcio ma come su un campo da battaglia dove quel che più conta sono il numero degli intervenuti e l’armamento.
Vincerà quindi chi riuscirà a portare più voti. Cioè, spieghiamo meglio, se il questionario viene compilato in maggior parte dal popolo della notte, non è difficile che possa prevedere la possibilità di alzare la musica fino a livelli che permettano di sentirla da Marte, orario 24 su 24, no limiti se non il basso impatto ambientale, giusto per inserirci una parola Green e anche un po’ cool nel tentativo di fare quelli alla moda e non mostrare di voler andare contro al sistema.
Se, invece, gli abitanti riusciranno a coalizzarsi in una formazione da centuria romana, magari chiamando a partecipare anche i parenti che abitano a centinaia di chilometri, il nuovo regolamento potrebbe prevedere luci abbassate anche di notte fino al massimo una candela per ogni locale, musica bisbigliata, sistemi di contenimento del chiacchiericcio, pavimentazioni fonoassorbenti, lavaggi della strada ogni 15 minuti e polizia in tenuta anti sommossa.
La situazione sembra irreale ma, purtroppo, è così. Ora, se avete il coraggio, vi proponiamo di seguito anche il comunicato del Comune di Parma
Al via il questionario per ripensare insieme la vita notturna di Parma
L’indagine è pensata non solo per lavoratori e fruitori della notte, ma anche per i residenti, fondamentali nella costruzione di un equilibrio tra vitalità notturna e diritto al riposo.
L’attenzione alla qualità del sonno e alla convivenza tra usi differenti della notte è infatti uno degli assi centrali del progetto. L’obiettivo è infatti quello di disegnare, a partire dai dati raccolti, un Piano della Notte capace di bilanciare interessi diversi: quelli delle attività economiche, di chi cerca occasioni di socialità, ma anche di chi chiede vivibilità, sicurezza e rispetto del riposo.
“La vita notturna rappresenta una parte fondamentale della qualità urbana: è lo specchio della vivacità culturale, della coesione sociale e della capacità di una città di essere accogliente in ogni ora del giorno. Con il Piano della Notte vogliamo costruire insieme un nuovo equilibrio tra diritti, bisogni e opportunità, affinché la notte diventi uno spazio davvero condiviso. Il questionario che lanciamo oggi è uno strumento prezioso di ascolto e partecipazione: invitiamo tutte e tutti a compilarlo, perché ogni voce conta nel disegnare una Parma più viva, sostenibile e inclusiva, ma al contempo rispettosa della tranquillità e del diritto al riposo” commenta Chiara Vernizzi, Assessora alla Rigenerazione Urbana.
“La notte è uno spazio vivo e complesso, che coinvolge bisogni diversi e spesso in conflitto” dichiara Valeria Di Cosmo, Presidente di Laboranotte. “Vogliamo che tutti possano esprimersi: chi lavora, chi si diverte, ma anche chi semplicemente vuole dormire. Solo ascoltando tutte queste voci si possono immaginare politiche notturne equilibrate ed efficaci”. Il questionario richiede pochi minuti per la compilazione, è anonimo e può essere compilato da qualsiasi dispositivo. Le risposte raccolte saranno analizzate da un team multidisciplinare e costituiranno la base per la progettazione partecipata del Piano, che coinvolgerà cittadine, cittadini, operatori e istituzioni nei prossimi mesi.
L’Amministrazione Comunale considera fondamentale il coinvolgimento attivo della cittadinanza al fine di elaborare un Piano della Notte che risponda in modo efficace e puntuale alle esigenze dei residenti e dei frequentatori della città, garantendo così un ambiente notturno sano, sicuro e inclusivo.
P.S. Ricordiamo che la supercazzola è una citazione dotta tratta da Amici Miei (se non sapete cos’è, googolatevelo)
“Antani, come se fosse Antani, anche per il direttore, la supercazzola con scappellamento! – Come? – A destra, per due! Mi scusi dei tre telefoni qual è come se fosse tarapia tapioco che avverto la supercazzola?” (Cit. Raffaello Mascetti, Amici Miei)