PARMA (IN)SICURA i residenti si lamentano, la polizia locale fa altro
“Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito” è una delle frasi che si potrebbe trovare sui social o nei Baci Perugina. mai frase fu più vera, stando a quanto apparso su Gazzetta di Parma di ieri 2settembre 2026.
Appaiono due articoli “dissonanti” in cui il primo racconta l’allarme lanciato dai residenti della zona stazione, sempre più in mano a malintenzionati e balordi. Il secondo parla invece delle azioni di polizia locale contro gli abusi sugli affitti.
Va detto fin da subito che i controlli sui contratti sono una manna dal cielo, permettono di evitare che pluripregiudicati in libertà, malintenzionati con il foglio di via e mille altre tipologie di balordi possano sparire nel nulla.
Ci sono poi gli appartamenti pollaio, una persona si intesta il contratto poi vivono in 10 o 15 in 50 metri quadrati eludendo tutta una serie di principi, costi, tasse e molto altro. Anche dal punto di vista della sicurezza.
Il cortocircuito è che i controlli occorrevano prima, prima di perdere il controllo della città. Chi vive in un appartamento pollaio non può essere cacciato così facilmente, non viene rimpatriato o incenerito.
Servirebbero sia i controlli sugli affitti, se fossero partiti 10 anni fa non saremmo in queste condizioni, che i controlli in strade e piazze.
Chiariamolo ancora una volta, il problema non sono certo gli addetti di polizia locale ma chi governa e dà loro ordini.
I momenti peggiori? Si dice che questa operazione è una novità. A nessuno era mai venuto in mente prima di fare controlli. E se fossero stati fatti perché allora pubblicizzarli ora sul giornale e non prima?
Si parla anche di rispetto delle regole, quelle regole che non sono mai state fatte rispettare in alcun modo tanto che ora la situazione è sfuggita di mano. Da tempo, troppo tempo tanto che italiani e parmigiani hanno paura e vengono spesso intimiditi nella fredda reazione di un’amministrazione che invece dovrebbe almeno dire qualcosa.
L’altro momento peggiore che, alla fine, si cerca di far cassa, si recupera la Tari mascherando l’operazione da mossa per la sicurezza. È vero, come abbiamo scritto serve e funziona. Nemmeno tanto sotto sotto, si decanta anche il recupero di soldi (vero, sono della comunità) ed emerge ancora una volta una visione molto indefinita della città e della sua sicurezza.
Di seguito i due articoli
Degrado in zona stazione
I residenti “Nessuno fa niente”
Sicurezza, i residenti della zona stazione tornano a chiedere interventi: “La situazione non è cambiata”
Vetri delle auto infranti, furti, spaccio e consumo di droga alla luce del sole. Ma anche bivacchi, rifiuti, vandalismi e problemi di sicurezza negli spazi pubblici e nei condomini. Le segnalazioni provenienti dal quartiere San Leonardo e dall’area della stazione ferroviaria continuano, mentre residenti e commercianti tornano a chiedere interventi concreti alle istituzioni.
Nel mirino ci sono in particolare piazzale Dalla Chiesa, viale Vittorio Bottego e l’area dei portici, dove secondo le testimonianze raccolte continuano a verificarsi episodi legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. I cittadini segnalano inoltre la presenza di persone in condizioni di forte marginalità e di situazioni che, a loro giudizio, incidono pesantemente sulla vivibilità della zona.
Già lo scorso maggio residenti e commercianti avevano presentato un esposto alle autorità per chiedere un intervento urgente. Tra le richieste figuravano maggiori pattugliamenti, un presidio fisso, una migliore illuminazione e interventi di pulizia e sanificazione. A distanza di mesi, però, gli autori dell’esposto sostengono di non aver riscontrato cambiamenti significativi.
Nella lettera inviata nuovamente alla Gazzetta di Parma, residenti e commercianti ricordano di aver segnalato una serie di criticità che comprendono spaccio e consumo di droga, bivacchi, degrado, rifiuti, vandalismi e condizioni igieniche ritenute inaccettabili. Una situazione che, secondo i cittadini, avrebbe spinto alcuni condomini a sostenere direttamente le spese per installare telecamere, sistemi anti-intrusione e persino un servizio di vigilanza notturna.
Particolarmente problematica viene descritta la situazione in corrispondenza degli ingressi di alcuni condomini, dove la presenza di persone che consumano o spacciano sostanze renderebbe difficoltoso l’accesso agli edifici. I commercianti segnalano inoltre la necessità di provvedere quotidianamente alla raccolta dei rifiuti lasciati durante la notte.
La questione riguarda anche l’immagine della città. Piazzale Dalla Chiesa rappresenta infatti uno dei primi punti di passaggio per chi arriva a Parma in treno e, secondo i residenti, le condizioni dell’area rischiano di offrire ai visitatori un’immagine molto distante da quella che la città vorrebbe presentare.
Nel frattempo, anche il tema della sicurezza nel quartiere San Leonardo continua a essere segnalato. Qui vengono denunciati con frequenza episodi di danneggiamento delle auto, furti e presenza di spacciatori, in particolare nell’area del Wopa. A questo si aggiungono le situazioni di forte marginalità legate al consumo di sostanze stupefacenti.
Le problematiche della zona sono state inoltre portate all’attenzione del Consiglio comunale attraverso un’interrogazione. I residenti ricordano nella loro lettera che, nonostante le segnalazioni, l’esposto e l’intervento della politica, non avrebbero ancora ricevuto una risposta capace di affrontare in modo risolutivo le criticità indicate.
La nuova presa di posizione arriva anche dopo alcune recenti dichiarazioni sul tema della sicurezza. I cittadini precisano di non voler alimentare una polemica politica e rivendicano invece il diritto a raccontare ciò che, secondo la loro esperienza quotidiana, accade nella zona. Il loro obiettivo, sottolineano, non sarebbe screditare Parma, ma richiamare l’attenzione su problemi che residenti e operatori economici affermano di vedere ogni giorno.
La richiesta è quindi rivolta soprattutto alle azioni concrete. Dopo l’esposto presentato nei mesi scorsi, le successive segnalazioni e l’interrogazione in Consiglio comunale, residenti e commercianti chiedono che alle dichiarazioni seguano interventi effettivi sul territorio.
Il punto centrale resta dunque quello della sicurezza e della vivibilità dell’area della stazione, con una parte dei cittadini che continua a chiedere una presenza più costante delle forze dell’ordine, maggiore controllo degli spazi pubblici e interventi sul degrado. La situazione, sostengono, non può essere lasciata invariata.
Anti-abusivismo, scatta il piano della polizia locale
Case e appartamenti nel mirino della Polizia locale. È scattata nei giorni scorsi, in via Corso Corsi, nel cuore di Parma, una maxi operazione di controllo finalizzata a verificare la regolarità di alcune situazioni abitative e a contrastare eventuali fenomeni di abusivismo.
L’intervento ha coinvolto 14 operatori appartenenti a diverse articolazioni del Comando, impegnati in modo coordinato nelle verifiche sugli immobili individuati.
Gli accertamenti hanno fatto emergere diverse irregolarità, che sono ora al vaglio degli uffici competenti. In alcuni alloggi è stata riscontrata la presenza di un numero di occupanti superiore rispetto a quello risultante dalle posizioni formalmente dichiarate. Sono inoltre emerse situazioni riconducibili a sublocazioni e occupazioni degli immobili da parte di persone che non risultavano correttamente registrate.
L’operazione rientra nella sperimentazione di un nuovo modello di intervento della Polizia locale di Parma, definito “ad alta intensità”. Il sistema prevede la concentrazione, all’interno di un’area circoscritta e per un periodo di tempo determinato, di operatori e competenze appartenenti a diverse articolazioni del Comando, con l’obiettivo di rendere più incisivi i controlli sul territorio.
Il sindaco Michele Guerra ha definito l’intervento importante e particolarmente significativo sul fronte della legalità, del decoro e della sicurezza, sottolineando l’efficacia del coordinamento tra le diverse componenti della Polizia locale. Secondo il sindaco, il modello sperimentato in via Corso Corsi potrebbe essere riproposto anche in altri quartieri della città.
Sulla stessa linea l’assessore alla Legalità Francesco De Vanna, che ha evidenziato come controlli mirati e una presenza qualificata sul territorio consentano di intervenire concretamente sul rispetto delle regole. Le verifiche in materia abitativa, ha spiegato l’assessore, servono a tutelare i diritti dei cittadini, individuare situazioni irregolari e garantire maggiore equità e trasparenza.
L’attività di controllo ha inoltre ricadute sulla gestione dei servizi comunali. Le situazioni abitative non correttamente dichiarate possono infatti incidere sulla Tari e sulla programmazione dei servizi di igiene urbana, a partire dalla stima della produzione dei rifiuti. Un quadro abitativo non aggiornato può quindi determinare difficoltà nell’organizzazione del servizio e contribuire a problemi di decoro urbano, compresi quelli legati all’abbandono dei rifiuti.
L’operazione di via Corso Corsi rappresenta dunque un primo banco di prova per il nuovo modello di controllo integrato della Polizia locale, che punta a concentrare risorse e competenze per affrontare in modo più puntuale le situazioni di maggiore criticità.