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PARMA (IN)SICURA: donna perseguitata da giovani extracomunitari

PARMA (IN)SICURA: donna perseguitata da giovani extracomunitari

I problemi di sicurezza sono andati oltre alla semplice percezione tanto che arrivano a toccare anche le persone più innocenti in assoluto. La denuncia che emerge arriva da chi lavora in piazzale della Pace e zone limitrofe. 

Una vicenda che chiarisce come vi siano due diverse visioni: il Prefetto e il sindaco di Parma. Quest’ultimo, sulle colonne della Gazzetta di parma esortava a smettere con questa narrazione pessimistica, perché in fin dei conti Parma non è un inferno.

L’esponente dell’Ufficio di Governo ha invece attivato le zone Rosse affermando che occorreva non perdere il controllo di alcune parti della città e da qui due evidenze: i controlli a seguito dell’istituzione delle zone Rosse ha dato esiti (anche se non così estesi in termini temporali). La seconda che si sta realmente perdendo il controllo del fenomeno ovvero che ci sono persone che vanno in giro a spaventare altre, a perseguitarle, forse solo ed esclusivamente per gestire il potere della zona. Un po’ come nei film americani in cui il Bronx (ma anche altri quartieri) finiscono in mano alle bande che poi si battono per il controllo del territorio.

Non esageriamo, forse non è ancora questo il livello di Parma ma è per questo motivo che riportiamo questo articolo apparso oggi, 2 agosto 2026, su Gazzetta di Parma. Può essere un indicatore forte, un segnale, un sintomo. In autunno o inverno, quando le giornate sono brevi e l’illuminazione è scarsa, potrebbe peggiorare ulteriormente. 

Piazzale della Pace, come dice il nome, era stato pensato per un luogo in cui riunire le etnie, i popoli, le persone. Purtroppo sta diventando il contrario. Resta uno snodo importante per il turismo (fra il Duomo, la Galleria Nazionale e il Parco Ducale) ma un pezzetto di quella piazza batte una bandiera diversa.

In coda lasciamo anche un altro articolo di qualche tempo fa in cui si diceva che Parma non è il Bronx, giusto pe far capire che la maggioranza in consiglio comunale è compatta nel suo pensiero e non pare intenzionata a mettere mano al fenomeno. 

Negli ultimi giorni sono partite le operazioni di polizia locale, dopo 10 anni di Zero controlli quando invece si dice di voler applicare Zero tolleranza. Come direbbe uno più famoso di no “Zero titoli”.

 

Accerchiata da più persone: “Ti taglio la gola”

Insulti, minacce e un clima di crescente intimidazione in pieno centro storico. È quanto denuncia una donna che lavora in un ufficio di via Garibaldi, di fronte al prato di piazza della Pace, che nei giorni scorsi si è rivolta ai carabinieri per segnalare una serie di episodi che, a suo dire, coinvolgerebbero un gruppo di stranieri solito sostare nella zona.

La donna racconta di sentirsi presa di mira da alcune settimane e di vivere ormai con preoccupazione anche i più semplici spostamenti durante la pausa di lavoro. Sostiene inoltre che la situazione non riguardi soltanto lei, ma anche le colleghe, che avrebbero iniziato a modificare le proprie abitudini per timore di nuovi episodi.

Il primo fatto risale a una decina di giorni fa. Intorno alle 13.30, durante la pausa pranzo, mentre stava parlando al telefono, uno degli uomini che stazionavano dall’altra parte della strada le si sarebbe avvicinato con fare minaccioso, insultandola e arrivando a pronunciare pesanti minacce di morte. La donna si sarebbe quindi rifugiata in ufficio, raccontando l’accaduto alle colleghe.

Qualche giorno dopo, sempre durante una pausa, si sarebbe verificato un secondo episodio. Secondo il suo racconto, un gruppo di cinque o sei uomini avrebbe iniziato a urlarle contro, convinto che fosse stata lei a chiamare la polizia locale, impegnata proprio in quel momento in alcuni controlli nella zona. La situazione sarebbe rapidamente degenerata, con insulti e minacce che l’avrebbero fatta sentire accerchiata.

A interrompere l’aggressione sarebbero stati un commerciante della zona, intervenuto per frapporsi tra la donna e il gruppo, e una collega che, sentendo le urla, si è affacciata dall’ufficio. Poco dopo sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, riportando la calma.

La lavoratrice sostiene che uno degli uomini continui a sostare abitualmente nei pressi dell’ufficio e del bar frequentato da lei e dalle colleghe, alimentando un diffuso senso di insicurezza. Per questo motivo, racconta, alcune dipendenti hanno iniziato a farsi accompagnare all’ingresso e all’uscita dal lavoro.

Secondo la sua testimonianza, la situazione in via Garibaldi è diventata motivo di forte preoccupazione anche per chi lavora negli uffici della zona e per i clienti, che assistono frequentemente a episodi di tensione osservabili dalle finestre. La donna chiede infine che vengano adottati interventi in grado di restituire sicurezza a una delle vie più centrali della città, sottolineando come i fatti denunciati si siano verificati tutti in pieno giorno.

 

LE PUNTATE SEGUENTI (PUBBLICATE TUTTE NELLO STESSO GIORNO)

PARMA (IN)SICURA 2 Incuria e insicurezza al Parco Ferrari

PARMA (IN)SICURA 3: Il Comune “Potenzieremo i controlli”

 

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