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PARMA (IN)SICURA: c’è un problema sicurezza all’ospedale ma in città no

PARMA (IN)SICURA: c’è un problema sicurezza all’ospedale ma in città no

“Houston, abbiamo un problema!” anzi, bisogna dire “Parma, abbiamo un problema”: da giovedì 21 agosto l’ospedale Maggiore e l’Ausl rafforzano i sistemi di sicurezza. Allora in città c’è un problema sicurezza. Lo stesso che gli amministratori continuano a dire che non c’è.

C’è anche una falla perché a ringraziare e a far notare l’adeguamento è un consigliere di maggioranza, la stessa maggioranza che nega e continua a negare. 

Le due realtà, Comune e ospedale, sono ovviamente legate. Se ci sono problemi di sicurezza in città ci sono anche all’ospedale con ogni probabilità. E viceversa.

Attenzione attenzione! Diverse notizie son emerse già da tempo ma gli amministratori dell’Università e di Ausl hanno analizzato, capito, reagito, agito. Morale. si aumenta la sicurezza.

Quando succederà in città. È ovvio, giusto qualche giorno prima delle prossime elezioni del 2027 così ci si potrà lodare di aver fatto qualcosa per la città pur avendo negato per i precedenti 4 anni e 359 giorni magari.

Sotto riportiamo la notizia pubblicata da Gazzetta di Parma di giovedì 21 agosto 2025.

Sicurezza all'ospedale: 1,7 milioni e 500 telecamere per la vigilanza

Con 500 telecamere attive – di cui ben 174 solo nell’area dell’Ospedale Maggiore – e oltre 40 operatori di sicurezza impiegati su turni h24, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda Usl rafforzano il presidio della sicurezza all’interno delle proprie strutture. Per il 2025 è previsto un investimento di 1,7 milioni di euro, con un incremento di 300mila euro rispetto all’anno precedente. La vigilanza, affidata a Coopservice, comprende presidi fissi con due operatori ciascuno nei punti più sensibili come il padiglione Barbieri, il Monoblocco e il Centro Oncologico. A questi si aggiungono controlli a sorpresa negli orari considerati più critici e pattugliamenti nel parcheggio di via Volturno, con un presidio fisso garantito durante i cambi turno, sia al mattino che alla sera. Sono previste inoltre due autopattuglie: una attiva 24 ore su 24 per tutta la settimana, l’altra operativa nella fascia notturna tra le 22 e le 6. Il piano di rafforzamento include anche un aumento della sorveglianza negli spogliatoi e nelle aree più isolate durante le ore notturne, nonché un operatore di pattuglia dotato di mezzo per gli spostamenti rapidi. Il tutto è coordinato dalla Squadra Emergenza Interna, in sinergia con le forze dell’ordine.

Entra in servizio l’intelligenza artificiale

Un tassello importante del piano è rappresentato dall’introduzione delle cosiddette “telecamere intelligenti”, in grado di analizzare i flussi di persone e generare alert automatici in caso di situazioni anomale. Michela Boschi, direttrice del Servizio interaziendale logistica, ha spiegato che l’obiettivo è rendere l’impianto esistente più efficiente. Secondo Boschi, l’intelligenza artificiale consentirà di rilevare comportamenti potenzialmente criminosi in tempo reale, aumentando così la capacità di prevenzione. Contestualmente, è stato previsto un riordino degli orari di chiusura degli accessi esterni: durante la notte, l’ingresso sarà consentito solo da via Abbeveratoia, oltre al Pronto Soccorso che rimane sempre aperto. La modifica è stata resa possibile grazie all’unificazione degli orari dei cambi turno del personale sanitario, una misura che – come ha evidenziato l’ingegner Giuseppe Munacò, responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione – ha permesso di concentrare il flusso di persone in orari specifici, migliorando l’efficacia delle misure di prevenzione.

Sorveglianza diffusa e nuove misure

Anche Coopservice ha evidenziato come il maggiore afflusso nei parcheggi durante i cambi turno contribuisca di fatto a creare una sorta di vigilanza collettiva. Carlo Pettinari, area manager dell’azienda, ha sottolineato che l’obiettivo primario resta garantire sia la security – cioè la protezione da furti, aggressioni e altri episodi intenzionali – sia la safety, ovvero la sicurezza dai rischi non intenzionali. Il piano prevede inoltre una progressiva limitazione degli accessi ai padiglioni, il potenziamento dei sistemi di allarme antintrusione e la chiusura delle aree seminterrate agli utenti non autorizzati. Attualmente sono già attivi 51 pulsanti di allarme collegati direttamente alla centrale operativa di Coopservice.

Sensibilizzazione del personale e controllo virtuale

Parallelamente, in collaborazione con un consulente, sono in fase di avvio campagne di sensibilizzazione rivolte al personale, per promuovere buone pratiche quotidiane come chiudere sempre le porte o chiedere l’identificazione a chi entra in reparto: piccoli gesti che possono fare una grande differenza per la sicurezza collettiva. Infine, al Pronto Soccorso è attivo da oltre un anno, grazie a un protocollo con la Prefettura, un posto di polizia fisso. A questo si affianca la cosiddetta “guardia virtuale”, introdotta in base a un accordo con la Questura. Si tratta di un sistema di videosorveglianza attiva con telecamere puntate sull’area d’attesa, collegate in tempo reale sia alla centrale di Coopservice sia alla sala operativa della Questura. Il sistema è completato da un collegamento telefonico diretto: basta sollevare la cornetta per attivarlo. Con queste misure, l’ospedale di Parma punta a diventare un modello di sicurezza sanitaria integrata, con l’obiettivo dichiarato di proteggere pazienti e operatori in modo sempre più capillare ed efficace.

 

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