PARMA (IN)SICURA: bagarre in Consiglio, soluzioni zero
“Sicurezza!” è i grande tema che affronta il consiglio comunale, a quanto riporta la Gazzetta di Parma di oggi 12 maggio 2026.
Tutti hanno ragione, si fa retorica ma nessuno va al punto e pare che nessuno capisca quale sia il reale problema.
Fratelli d’Italia stocca il primo affondo “Aggressioni, risse con feriti, rapine, furti e spaccio sono ormai all’ordine del giorno. I cittadini hanno paura di uscire di casa”. Che dire, ha ragione. Ma l’errore è dietro l’angolo, anzi arriva subito al pettine come un nodo. Si parla del decreto sicurezza. Interessante ma non di responsabilità dell’Amministrazione comunale quindi la tesi e l’ipotesi si annullano come parti di di un’equazione che si elidono.
Vignali Sindaco (o Forza Italia?). Forza Italia …(no, forse il gruppo Vignali Sindaco. Non si sa, non si capisce) presenta due interrogazioni: una per problemi di insicurezza in via Emilia Est, l’altra per degrado in zona stazione.
“Il sindaco si deve imporre nelle riunioni del Comitato Ordine e Sicurezza”.
Anche in questo caso si va di retorica, tesi e ipotesi scompaiono immediatamente: se il sindaco non si è mai fatto valere o non ha mai detto nulla (noi non possiamo saperlo, gli incontri sono riservati) non inizia certo ora perché glielo dice Forza Italia. Anzi no, Vignali Sindaco.
Il sindaco ribatte subito nervoso, nel tentativo di prendere il controllo della situazione, con la frase “Andate a tirare i pugni sul tavolo del prefetto? No, i pugni non li do”.
Subito dopo prosegue “Mi dispiace sentir dire che l’amministrazione comunale non si impegna sulla sicurezza, perché in questi anni sono stati fatti investimenti per milioni di euro, sono state fatte assunzioni massicce e si è investito anche nella videosorveglianza, negli street tutor e nei mediatori culturali. Sono atti concreti”
Ecco dove poteva arrivare la stoccata dolorosa ma che nessuno evidentemente ha pronunciato: “Quindi il sindaco non ha intenzione di sostenere gli investimenti fatti in nome della collettività ? Dimostra quindi di non essere il sindaco ma, forse, un semplice amministratore. C’è grande differenza fra le due posizioni”.
Vignali Sindaco attacca ancora chiedendo un intervento deciso. Affermazioni così pesanti che basta la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici per deviare totalmente “…inizieranno i lavori al piazzale, un beneficio per tutti i cittadini”.
Sandro Campanini, capogruppo maggioranza Pd: questa volta dobbiamo dargli ragione. Di fronte a un dibattito che non raggiunge nemmeno il livello di un ritrovo di ragazzi di prima superiore, dice “Ordine pubblico e sicurezza sono di competenza del ministero dell’Interno”. Ha ragione, le domande sono state mal poste e quindi appare vincente.
Poi finisce la frase “…anche se posso garantire: in questo campo l’impegno del Comune è massimo”.
Ovvio, non può andare contro al sindaco, però questa se la poteva evitare, quindi 1-1 su autogol. Palla al centro.
Ora parliamo noi
Vorremmo porgere alcune domande, a cui non avremo mai risposta. Ovviamente.
Perché c’è stato bisogno di fare assunzioni massive?Â
Le amministrazioni precedenti non hanno provveduto a compensare le quiescenze e a prevedere le reali necessità di una città il cui peggioramento è in corso da anni e non certo da due giorni.
Lei, come assessore alla Cultura, non aveva a cuore la Cultura e la Sicurezza?
Teatro Regio, Teatro Due, concerti e manifestazioni di vario tipo rischiano di essere meno seguite perché la gente non si fida più a uscire dopo una certa ora. Non ha un po’ paura che la città subisca anche sotto questo punto di vista?
Proviamo ad abbozzare una risposta: “Mi sono sempre dedicato alla cultura e alla sicurezza, alla città e al benessere ….certo, la sicurezza può influire sugli eventi ma è anche vero che dove c’è cultura si rafforza il senso di comunità quindi anche la sicurezza”. (Come se fosse Antani ma era sbiliguda quindi lo scappellamento è prematurato, cit “Amici Miei”)
Ma se aveva così tanto a cuore Cultura e Sicurezza, perché non ha spinto per avere più assunzioni in polizia locale?
(pausa silenziosa) “perché Saturno era in quadratura con il teorema di Pitagora mantre il Governo stava all’ipotenusa”. Ovvio che questa è una nostra riposta fantasiosa perché non c’è risposta, qui sarebbe iniziato il declino.
Spieghiamo allora perché ci sono poche pattuglie di polizia locale e non vengono fatti controlli?
“Il personale è sottorganico per i tagli di Governo, lo stesso Governo che deve prendersi cura della sicurezza della città ”
EH no! Il Comune vanta un assessore alla Sicurezza, nomina il comandante della polizia locale e ha circa 200 addetti come previsto dalla norma. Quindi torna la domanda: perché non vengono fatti sufficienti controlli?
“Il personale è impegnato tutti i giorni” (ci mancherebbe altro)
Mettiamola così: perché in altre città come Brescia e Bergamo, paragonabili a Parma, che hanno la stessa dotazione di polizia locale i controlli ci sono e la situazione controlli è l’esatto opposto?Â
(lunga pausa silenziosa) “Non posso conoscere le altre città , mi occupo di Parma doveva Sicurezza non è un problema. E basta conquista narrazione pessimistica. Parma non è l’inferno”
Tutto quello che manca
Ci scusiamo se abbiamo giocato con una falsa intervista ma spiega bene il motivo per cui in città al momento non si può arrivare a definire il problema (in)sicurezza.
Ecco un breve riassunto per vedere cosa manca:
-
- politici di maggioranza in grado di comprendere i bisogni della città e in grado di trovare soluzioni
- politici di minoranza in grado di fare opposizione, fare le domande giuste e divenire così pressanti e ottenere risultati concreti per la cittÃ
- una città che reagisce e non sta a guardare. Ci sono state manifestazioni è c’è chi (come noi) ha ancora il coraggio di criticare con un po’ di attenzione. Ma siamo pochi, per il resto va bene così.
- un’espressione politica di partiti o gruppi in grado di esprimere candidati “appetibili” per gli elettori
- carenza di attenzione pregressa, in grado di moderare in tutti lo sviluppo della città , anche in fatto di immigrazione
- comunicazione con altre città , modelli interessanti di gestione della sicurezza (e non pensiate che Brescia e Bergamo sono città tranquille)
Le derive
Eccole, in estrema sintesi:
-
- caduta libera del prezzo degli immobili, sia per eccesso di offerta che per necessità di “svendere” velocemente
- zero appartamenti in affitto (troppo difficile riavere la disponibilità in caso di morosità )
- zero appartamenti in affitto (e se affini a qualche delinquente, che succede?)
- caduta libera degli stipendi (per eccesso di offerta)
- lavoro nero (per eccesso di offerta e insediamento di un modello di scambio fuori dalle leggi)
- lavoro nero (meglio guadagnare poco che nulla, quindi si accetta tutto)
- lavoro nero (per molti, nei paesi d’origine, è normale. Quindi anche qui)
- pericolosità abitativa (causa ristrutturazioni abusive)
- abusi edilizi (vedi punto precedente)
- spopolamento del centro storico
- forte calo del commercio di vicinato
- chiusura dei negozi in centro (causa spopolamento)
- abbattimento del livello culturale
- chiusura musei, mostre, esposizioni, eventi culturali
- pericolosità a camminare per le strade (se le facciate non vengono rifatte, cadono a pezzi)
Parte di quanto descritto sta già accadendo, a dimostrazione del fatto che non è un panorama così pessimistico ma piuttosto realistico.
Si tratta di periodi che Parma ha già vissuto ma in momenti storici diversi, quando la città ha saputo riprendersi.
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