PARMA (IN)SICURA: arrestata baby gang (solo percezione?)
Stando a quanto continuano ad affermare i capi maggioranza in consiglio comunale a Parma queste dovrebbero essere falsità, il problema sicurezza è passato da essere un “flop” (flash mobile in piazza) a una protesta senza spiegazioni (due diversi cortei in piazza, l’ultimo con migliaia di persone), fino a essere una leva politica della minoranza per ottenere consenso.
La posizione è comunque sempre stata che a Parma non c’è un problema sicurezza (intanto è arrivato l’esercito in ausilio delle forze dell’ordine).
È solo percezione. “Non sono i droidi che state cercando” (cit. Obi Wan Kenobi, Guerre Stellari).
I fatti, la realtà, evidentemente sono diversi, tanto che la polizia ha arrestato tre ragazzi che ne facevano un po’ delle loro. Ecco la notizia apparsa sulla Gazzetta di Parma di oggi, 30 luglio 2025
Arrestati tre minorenni per una serie di rapine violente: la Polfer di Parma chiude il cerchio
Tre giovani stranieri, tutti minorenni e residenti da tempo nel territorio parmense, sono stati arrestati giovedì scorso dagli agenti della Polizia Ferroviaria di Parma. I ragazzi, appartenenti alla cosiddetta “seconda generazione”, sono ritenuti responsabili di una lunga serie di reati gravi contro la persona e contro il patrimonio. Le modalità con cui agivano, secondo quanto emerso dalle indagini, erano sistematiche e particolarmente violente.
La Polfer ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bologna. L’ordinanza riguarda quattro giovani, anche se uno di loro si trova attualmente con la famiglia all’estero, nel proprio Paese d’origine.
Le indagini e le accuse
La richiesta di carcerazione è arrivata al termine di un’indagine approfondita condotta dalla Polizia Ferroviaria di Parma. Gli investigatori sono riusciti a identificare i ragazzi grazie anche al riconoscimento fotografico effettuato da vittime e testimoni. I fatti contestati riguardano una serie di rapine messe a segno ai danni di coetanei, spesso aggrediti in gruppo, accerchiati, minacciati e derubati.
Secondo quanto ricostruito, l’obiettivo del gruppo era quasi sempre sottrarre denaro contante o oggetti personali. Particolare interesse era riservato a smartphone, sigarette elettroniche e altri dispositivi tecnologici, come le cuffie wireless.
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura, ritenendo sussistente il pericolo concreto di reiterazione del reato. Per questo motivo ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre dei quattro giovani, che si trovano ora nell’istituto penale minorile di Bologna.
Non chiari i precedenti
Sebbene i dettagli precisi sul passato dei giovani arrestati non siano stati resi noti ufficialmente, alcune fonti investigative indicano che i ragazzi non sarebbero nuovi a episodi problematici. Le modalità con cui agivano – rapide, aggressive e spesso premeditate – fanno pensare a una certa familiarità con dinamiche delinquenziali. Le indagini starebbero verificando se i giovani possano essere coinvolti in altri episodi simili, finora non attribuiti.
Il commento di Fratelli d’Italia
Sull’operazione è intervenuto Giuseppe Tramuta, responsabile del dipartimento Sicurezza provinciale di Fratelli d’Italia. In un comunicato, ha espresso apprezzamento per l’operato della Polizia di Parma, in particolare per il lavoro svolto dal comandante della Polfer, Antonio Tedeschi.
Tramuta ha dichiarato che l’arresto dei giovani, tutti stranieri di seconda generazione, dimostra che è possibile – e doveroso – lavorare con efficacia per la sicurezza dei cittadini. Ha aggiunto che per ottenere risultati concreti servono impegno, conoscenza delle tecniche investigative, padronanza delle norme, passione e senso del dovere verso la comunità.
Ha infine invitato il questore e il capo compartimento della Polizia Ferroviaria a far sentire agli agenti coinvolti il sostegno e il riconoscimento da parte dell’amministrazione della pubblica sicurezza, ritenendo che chi lavora con onestà e dedizione debba essere premiato.
Operazioni simili in passato
Negli ultimi anni, la Polizia Ferroviaria e le forze dell’ordine locali hanno condotto più volte operazioni contro gruppi giovanili dediti a reati simili.
Nel 2022, un’altra banda composta da minorenni era stata smantellata dopo una serie di aggressioni nei pressi delle stazioni ferroviarie di Reggio Emilia e Modena. Anche in quel caso, le vittime erano coetanei scelti come bersagli facili, con l’obiettivo di sottrarre oggetti personali di valore.
Un’operazione simile aveva avuto luogo nel 2020, quando vennero arrestati cinque adolescenti per una sequenza di rapine tra Parma e Piacenza. Le modalità operative presentavano molte analogie con quelle emerse nell’inchiesta attuale: azioni in gruppo, uso della minaccia o della violenza fisica, preferenza per target tecnologici come smartphone e auricolari.