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PARMA (IN)SICURA: aggressione con il coltello al San Leonardo

PARMA (IN)SICURA: aggressione con il coltello al San Leonardo

 

Un uomo fuma una sigaretta, trova uno che gli fruga in macchina. Nasce una collocazione, arriva un estraneo per aiutarlo che rimedia una coltellata a un braccio.

Questa è la notizia. Tutto normale. Ci si abitua a tutto, specie se nessuno se ne preoccupa.

 

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San Leonardo, fermano il ladro e uno rimedia una coltellata

Parma, quartiere San Leonardo: aggressione notturna in via Brescia

Un episodio di violenza ha scosso il quartiere San Leonardo di Parma nella notte tra martedì e mercoledì. Intorno alle 23:30, tre volanti della Polizia sono intervenute in stradello Marca-Relli Conrad, una laterale di via Brescia, dopo la segnalazione di una rapina. L’autore, descritto come un uomo a torso nudo, si era già allontanato. Ma durante il sopralluogo gli agenti hanno scoperto che non si trattava solo di un furto: l’uomo aveva anche aggredito un passante con un’arma da taglio.

Secondo quanto ricostruito, la vittima aveva deciso di scendere in strada per fumare una sigaretta. Si era appoggiato all’auto della moglie quando ha udito dei rumori provenienti dall’interno del veicolo. Lì ha sorpreso un giovane, 27enne, mentre sottraeva delle monete e le infilava nel marsupio. Alla richiesta di spiegazioni, il ladro avrebbe reagito spingendolo e colpendolo con un pugno. Nonostante il colpo e il tentativo di fuga, la vittima era riuscita a trattenerlo. In quel momento era intervenuto in suo aiuto un passante, un 31enne di origine gambiana.

Ne era nata una colluttazione durante la quale l’aggressore, per tentare la fuga, aveva estratto un coltello – lungo circa 10 centimetri – dal marsupio e ferito il passante all’avambraccio destro. Il ferito è stato soccorso dal 118, mentre il ladro si era momentaneamente dileguato. È stato però intercettato e fermato poco dopo dalla Polizia.

L’uomo, un cittadino tunisino di 27 anni con precedenti, è stato portato in Questura per l’identificazione. Risulta ora indagato per rapina e lesioni personali aggravate, oltre ad aver ricevuto una sanzione per ubriachezza molesta.

Precedenti nella zona: un pattern da non ignorare

Non si tratta purtroppo di un caso isolato. Il quartiere San Leonardo, e in particolare la zona compresa tra via Trento, via Palermo e via Brescia, è da tempo oggetto di attenzione per episodi simili. Solo nell’ultimo anno, si sono registrate diverse segnalazioni di furti con scasso, tentativi di rapina e aggressioni in strada.

Nel novembre scorso, un residente di via Venezia era stato aggredito mentre rincasava, sempre in tarda serata. L’aggressore, armato di bottiglia rotta, aveva tentato di sottrargli il portafogli. Anche in quel caso, l’intervento di alcuni passanti aveva evitato il peggio.

Nel febbraio dello stesso anno, sempre in stradello Marca-Relli, un altro episodio aveva visto protagonista un minorenne sorpreso a rovistare all’interno di un’auto parcheggiata. Il giovane era stato fermato dai carabinieri dopo un breve inseguimento a piedi. La frequenza di questi episodi ha spinto residenti e comitati di zona a chiedere con più insistenza interventi strutturali: potenziamento dell’illuminazione pubblica, maggiore presenza delle forze dell’ordine e azioni concrete sul fronte del disagio sociale.

I consigli dell’IA: cosa possiamo imparare

Da un punto di vista formativo, episodi come questo offrono spunti importanti per chi si occupa di sicurezza urbana, cittadinanza attiva e prevenzione. Comprendere i segnali, agire tempestivamente, collaborare con le forze dell’ordine e promuovere reti di vicinato sono elementi chiave per ridurre i rischi. La presenza di cittadini attenti e pronti a intervenire, come il passante ferito nell’episodio, può fare la differenza. Ma è altrettanto fondamentale che le istituzioni e le realtà formative aiutino a diffondere consapevolezza, strumenti e competenze per affrontare con lucidità situazioni potenzialmente pericolose.

 

In questa città ci sono due diversi punti di vista.

Il primo, espressa dai capigruppo di maggioranza in consiglio comunale, quindi della politica locale: non c’è un problema sicurezza in città o, comunque, meglio dire che non c’è per non aggravare le cose.

Il secondo, della gente, che segnala continui problemi, aggressioni, spaccio, furti, rapine e chissà che altro?

La maggioranza in consiglio comunale è di quel tipo che preferisce guardare ai problemi delle donne afghane piuttosto che ai parmigiani. La diversità è semplice, l’attuale maggioranza di sinistra ha un obbligo e un mandato politico verso i residenti della città. Non ha nessun legame con gli altri problemi, scelti sempre fra i più lontani sul pianeta terra così da non dover trovare soluzioni.

La minoranza è invece composta da un gruppo di sinistra che, ovviamente, non può andare contro il volere del sindaco. Soprattutto ha già avviato una complicata richiesta di un posto nella prossima Giunta, già da qualche tempo mentre mancano due anni. Il modo? Cavalcando un tema e volgendolo più o meno a favore del sindaco, mostrando si saperlo gestire.

Poi ci sono alcuni gruppi o componenti di gruppi che hanno già accordi in essere da prima dell’elezione dell’attuale Giunta, con la precedente amministrazione.

C’è anche chi parla di sicurezza, anzi ne urla per far sentire più forte la sua voce? No, per fare notare meglio il profilo. Semplice posizionamento politico.

Poi c’è un mondo di leoni da tastiera che provano a spostare il problema con frasi chiave (già sentite milioni di volte):

  • se ci sono spacciatori è perché ci sono clienti (la preferita del sindaco precedente)
  • c’è violenza perché la droga non è libera (la seconda preferita dell’ex sindaco)
  • è un problema nazionale (questo non toglie che debba essere perseguito per legge)
  • non è un problema che deve affrontare il Comune (chiediamolo ai Caschi blu, si fa prima)
  • il taglio degli agenti… (sciocchezze nemmeno da chiacchiera da bar)
  • la droga non fa male (in effetti gli asini volano ma non li usiamo ancora in sostituzione del petrolio)
  • che problema c’è? Io non ho mai avuto problemi (prototipo dell’egoista perfetto, incommentabile)
  • anche nelle altre città (gli va subito tolta la parola per non ammorbare il cosmo)
  • la politica se ne deve occupare (e chi sennò? Il Papa o direttamente Babbo Natale?)
  • abbiamo grande attenzione per la sicurezza (questa è la preferita dell’attuale maggioranza)

Il terzo tipo

C’è anche un terzo tipo di punti di vista. Coloro che preferiscono non vedere, non sapere, non leggono un giornale , non guardano un telegiornale. Escono di casa ma sono splendidi solo loro, sono più furbi e intelligenti (ma se lo dicono da soli).

Sono quelli che hanno chiesto di estrometterci da alcuni gruppi per avere fornito alcune notizie. Notizie, non commenti come questo.

Forse hanno ragione loro. La cosa migliore è andarsene dalla città, dalla regione, dal paese.

Di sicuro non è il nostro punto di vista. Non capiamo perché dobbiamo essere noi a lasciare il paese e subire gli attacchi di altri, subire l’assenza di interesse della politica, la parziale assenza di sicurezza. Parziale perché non siamo come nei peggiori quartieri delle grandi città. Ma non ci siamo nemmeno così lontani.

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