PARMA: chi è pro e chi contro al progetto per il commercio
Tema che avevamo commentato qualche giorno fa (link a fondo articolo) che torna ora di attualità. Confesercenti giustamente non tradisce la categoria e “ringrazia” per i fondi messi a disposizione per il settore commercio.
Diametralmente opposti, stando all’articolo della Gazzetta di Parma di oggi 5 febbraio 2026, i commercianti e i residenti del centro di Parma del comitato denominato “Parma in Centro”.
Commercio e hub di prossimità, Confesercenti ringrazia e Parma in Centro “boccia”
Il progetto degli hub di prossimità che l’amministrazione comunale intende avviare nei quartieri San Leonardo, Pablo e Montanara continua a suscitare reazioni contrastanti. Presentati nei giorni scorsi come uno strumento di rilancio del commercio locale, gli interventi dividono tra chi li considera un’opportunità concreta e chi, al contrario, li giudica inefficaci e già visti.
Pro: Confesercenti
Confesercenti Parma ha espresso una valutazione positiva sugli sviluppi legati agli hub urbani e di prossimità, accogliendo con favore anche la pubblicazione del bando regionale che mette a disposizione 14 milioni di euro per la promozione e la valorizzazione dei percorsi commerciali e dei centri cittadini. Secondo l’associazione, l’hub urbano di Parma rappresenta una leva concreta di rigenerazione economica e sociale, fondata su un programma condiviso tra amministrazione, associazioni di categoria e operatori economici. L’obiettivo indicato è quello di rafforzare l’attrattività dei quartieri, innovare servizi e offerta commerciale, migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici e valorizzare le identità locali, coinvolgendo anche alcune realtà della provincia come Fidenza, Salsomaggiore, Traversetolo e Busseto.
La presidente di Confesercenti Parma, Francesca Chittolini, ha sottolineato come il bando regionale possa rappresentare un sostegno concreto nel contrastare lo svuotamento commerciale dei centri urbani, un fenomeno che da tempo preoccupa l’associazione. La valorizzazione delle imprese di vicinato viene indicata come un’urgenza non solo locale ma nazionale, poiché la perdita di queste attività rischia di impoverire anche le realtà regionali. Confesercenti ha ricordato di aver atteso a lungo questo tipo di misura e di aver collaborato attivamente alla sua definizione, ribadendo il valore fondamentale del commercio di vicinato nel rendere le città più vive, sicure e accoglienti.
L’associazione evidenzia inoltre che l’hub urbano non va inteso come una semplice delimitazione geografica, ma come una strategia integrata che pone il commercio al centro. In questa prospettiva, Confesercenti afferma di essere già al lavoro in sinergia con partner pubblici e privati per costruire percorsi capaci di far rivivere i luoghi del commercio e rafforzare la competitività delle imprese locali.
Contro: residenti e commercianti di Parma in Centro
Di segno opposto la posizione del comitato “Parma in centro”, che ha espresso forti perplessità sull’efficacia del progetto. Il comitato richiama la situazione negativa del commercio cittadino e una crisi socio-culturale ritenuta profonda, sostenendo che l’ottimismo mostrato dalla giunta nell’annunciare nuove iniziative su questo fronte appaia ingiustificato. Secondo il comitato, il metodo di assegnazione dei fondi tramite bandi avrebbe spesso premiato progetti ritenuti inutili, senza produrre risultati tangibili, e vi sarebbe il timore che anche gli hub di prossimità non riescano a dimostrarsi efficaci.
“Parma in centro” critica inoltre l’adozione di schemi considerati rigidi e precostituiti, giudicati chiusi al confronto e non condivisi dalla collettività. A suo avviso, sarebbe invece necessario un cambio di passo, accompagnato da un ripensamento complessivo della fruizione della città e del centro storico. Il comitato sottolinea come le risorse impiegate negli ultimi anni non abbiano prodotto gli effetti attesi, evidenziando un quadro in cui il commercio continua a soffrire, i negozi chiudono e il tessuto sociale non mostra segnali di miglioramento.
La proposta avanzata è quella di evitare interventi percepiti come forzati o dettati dalla necessità di “fare comunque qualcosa” e di destinare eventuali risorse disponibili a interventi considerati realmente urgenti.
Posizioni, quelle espresse dal comitato, che non rappresentano una novità. In più occasioni, anche in passato, “Parma in centro” aveva già manifestato critiche analoghe rispetto alle politiche comunali per il commercio, mettendo in discussione l’efficacia dei bandi e chiedendo una visione più condivisa e strutturale per il rilancio del centro cittadino. Una linea di continuità che conferma come il dibattito sugli hub di prossimità si inserisca in una discussione più ampia e ancora aperta sul futuro del commercio urbano a Parma.