Parma blocca l’iter della ciclabile per Collecchio
Argomento tremendamente caldo (in tutti i sensi) che ha ulteriormente infuocato il pubblico.
Possiamo dire di avere ottenuto una piccola vittoria, grazie a voi e al dibattito che ne è nato tramite social (oltre 4mila letture in un giorno) tanto che il Comune di Parma ha deciso di rimuovere dal prossimo ordine del giorno al votazione della ciclabile Parma-Collecchio.
Chiariamo che non facciamo parte dei Verdi, di partiti o associazioni così da poter rimanere attenti e obiettivi.
Attenzione però, la vicenda non finisce qui.

Ritirata la delibera, non si vota la Parma-Collecchio
Stop al progetto??? ….vedremo
Ecco la notizia, sulla Gazzetta di Parma di oggi 28 giugno 2025, che fa esultare per il tempo di 40 secondi:
“Il Comune ha deciso di “ritirare dall’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì la delibera relativa all’ammodernamento della SS62 di via La Spezia tra Collecchio e Parma”, annuncia in una nota l’amministrazione. Accogliendo, così, anche le richieste e le preoccupazioni che nelle ultime ore erano state esternate dall’Alleanza Verdi Sinistra e da diverse associazioni ambientaliste del territorio, che si erano espresse in difesa dei 96 platani che, secondo il progetto di Anas, dovrebbero essere abbattuti per costruire il guardrail (per salvare gli automobilisti la struttura deve avere lo spazio necessario per piegarsi in caso di incidente)”.
Prendiamoci un merito: si tratta di un progetto di 10 anni fa, conosciuto tanto da essere inserito nel programma elettorale dell’attuale sindaco di Collecchio. Se non ci foste stati voi, lettori, con i commenti di Facebook, questa delibera non sarebbe stata ritirata. Il problema, come scritto nel precedente articolo, è il consenso.
Vogliamo essere cattivi? La si metterà magari in votazione fra qualche mese quando non se ne accorgerà nessuno. Vedremo che succederà.
La protesta delle associazioni
Oltre una decina di associazioni, si apprende dalla Gazzetta che anche oggi deprediamo brutalmente, avevano chiesto un incontro con l’assessorato di riferimento chiedendo ai sindaci Guerra di Parma e Galli di Collecchio di fermare l’iter in corso, stralciare le delibere dai consigli comunali e rivalutare da zero il progetto. E un incontro con l’assessore di riferimento.
La richiesta è stata inoltrata da Legambiente Parma, Wwf Parma, Associazione donne ambientaliste, Parma sostenibile, Società parmense di Scienze naturali, Enpa, Parma etica, Sodales Parma, Manifattura urbana, Fiab Parma Bicinsieme e Kilometroverde Parma.
Teniamo a precisare che non facciamo parte di nessuna di queste, molte delle quali hanno appoggiato le candidature dei rispettivi sindaci.
La politica, la trappola, le affermazioni
Argomento estremamente controverso, seguiamo l’articolo della Gazzetta di oggi:
“Avevamo già raggiunto risultati significativi nel confronto con Anas – afferma l’assessore Gianluca Borghi – con la riduzione a 12 dei platani da abbattere nel Comune di Parma per i lavori di ristrutturazione, risultati però per noi non ancora sufficienti, stante la previsione complessiva dell’abbattimento di quasi 100 alberi in tutta la tratta interessata dai lavori, tra Parma e Collecchio: alberi monumentali che sono parte imprescindibile del nostro patrimonio storico e paesaggistico”.
Correggiamo un errore: i platani non sono 12 ma 30, prima erano 42. Errore “leggero” che non ha una vera imputazione. Anche Collecchio ha ricotto il numero dei tagli.
“L’impegno è questo: «Chiederemo quindi a Regione ed Anas di rinviare la prevista Conferenza dei servizi di luglio – fa sapere l’assessore – così da poter ulteriormente approfondire ogni aspetto relativo alla sostenibilità del futuro tratto urbano della SS62, senza ovviamente tralasciare i fondamentali aspetti legati alla sicurezza di questa fondamentale arteria stradale che riteniamo prioritario riqualificare».
Giusto un giorno fa è apparso un articolo sul web in cui si diceva che consiglieri, assessori, addetti ai lavori e chissà chi altro non era al corrente del progetto. Ripetiamolo: è un progetto del 1996 partito dal Comune di Collecchio, negli ultimi mesi è stato preso in mano dalla Provincia di Parma che ha prodotto il progetto in corso di valutazione. Possibile che non se ne sapesse proprio ma proprio nulla?
“Utilizzeremo al meglio questo supplemento di istruttoria – assicura ancora Borghi – per modificare il progetto, che dovrà essere rivisto alla luce delle osservazioni del Comune di Parma e della sua Amministrazione”.
C’è il discorso dei 10 anni, appena fatto. Leggiamo e traduciamo dal politichese (a pensare male non si sbaglia mai): spostiamo la delibera a quest’inverno quando nessuno si accorgerà di nulla, dopodiché la si sposterà sul lato Green di una nuova ciclabile, di un nastro da tagliare per l’inaugurazione: ops proprio quando inizierà la campagna elettorale!
L’imbarazzo di Alleanza Verdi Sinistra
Boneli, leader nazionale di Avs, al suo arrivo a Parma dichiarò guerra all’assessore Borghi per la Via Emilia Bis. Ora si tentano soluzioni alternative perché non si può dire chiaramente “sosteniamo questa Giunta ma questo progetto non va bene”, ricordando che i progetti non proprio Green sono ormai tanti e troppi passati con il semi-silenzio assenso anche di Avs.
“Non è scritto da nessuna parte, che il collegamento ciclabile debba per forza essere adiacente alla statale, con tutto quello che ne consegue tra l’altro in termini di sicurezza e della qualità dell’aria respirata dai ciclisti: ci sono tracciati alternativi migliori”, avevano fatto notare Nicola Dall’Olio e Sara Fallini, coportavoce di Europa Verde Parma e Roberto Ranalli, coordinatore provinciale di Sinistra italiana.
Complimenti a loro: Avs ha appoggiato la candidatura dell’attuale sindaco di Collecchio, o ricordiamo male?. Soprattutto: perché aspettare 10 anni per i percorsi alternativi?????
Tre le idee nel manifesto elettorale di Maristella Galli, sindaco di Collecchio:
- “L’ambiente resta uno dei punti centrali del nostro programma”
- “pianteremo alberi”
- “completeremo le ciclabili anche sulla SS62”
Giudicate voi
Il progetto non si ferma
Attenzione alle pieghe che può prendere la situazione: il Comune di Collecchio ha approvato (5 voti contrari dell’opposizione) il progetto il 24 giugno scorso quindi quel progetto potrebbe andare avanti, spetterà alla conferenza dei servizi decidere se procedere o meno.
La parte di competenza di Collecchio riguarda il taglio di 70 platani e 6,8 km di ciclabile. Il rischio quindi è che sia una ciclabile monca, parte da Collecchio e arriva al limite comunale di Parma, nel caso non ci sia l’approvazione.
Le “precisazioni” del sindaco di Collecchio
Sempre sulla Gazzetta di oggi si legge
“i platani corrono sul lato sinistro della Statale andando verso Parma mentre la ciclabile si snoderebbe sul lato destro della Statale sul vecchio tracciato del tram di inizio secolo. La pista ciclabile, pensata per un’utenza casa-lavoro e non come via cicloturistica, sarebbe quindi posizionata sul lato opposto rispetto al filare di platani e, in alcuni tratti, grazie all’intervento dell’Amministrazione, correrà all’interno rispetto al sedime stradale”. Essa è quindi “ininfluente sul numero delle alberature da abbattere – spiega Maristella Galli -. Occorre ricordare che lo stesso Codice della strada prevede la realizzazione di piste ciclabili adiacenti alle strade di nuova costruzione e sono fortemente consigliate nell’adeguamento e ammodernamento delle strade già esistenti”.
Avete capito tutto quindi?!?!!?
Le piante non si tagliano per fare posto alla ciclabile ma per dare spazio ai guardrail (alti brutti, di ferro, di quelli che non ti permettono di vedere i fiori, i campi, le piante e le colline) che correranno a alto di via La Spezia.
La ciclabile casa-lavoro è una bella sfida, farsi 10 chilometrini sotto alla pioggia, al sole magari senza nemmeno l’ombra delle piante è veramente una bella sfida. Fateci sapere i commenti quando arriverete in ufficio o sul posto di lavoro bagnati fradici, che sia di pioggia o di sudore.
Lo scopo del progetto è migliorare la sicurezza, dice il sindaco Mariastella Galli. Ha ragione.
Ora parliamo del metodo: respingimento di carreggiata di una delle arterie statali più utilizzate in Italia. Giusto per la memoria le più utilizzate sono: via Emilia, l’Aurelia, la Flaminia, l’Adriatica e la Cisa.
L’idea è chiara: impedire la viabilità così che le persone smettano di usare l’auto. Se ci fossero mezzi pubblici a un prezzo adeguato (due euro un biglietto urbano magari per qualche centinaio di metri), con buone percorrenze e percorsi, pensati veramente per l’uso quotidiano allora se ne potrebbe parlare. I mezzi pubblici a Parma e provincia non sono pessimi, certo, ma si può fare molto di più: devono divenire migliori e più competitivi del mezzo privato. Per dirla in altro modo: Sinner vince perché è forte non perché prima dell’incontro prende a calci l’avversario.
La ripiantumazione
Si tagliano piante (centenarie) da una parte per metterne a dimora di nuove da un’altra parte. Le differenze però ci sono: si tratta di piante piccole che non fanno ombra, non possono nemmeno garantire la stessa produzione di ossigeno visto che la chioma è limitata.
Le piante bisognerebbe metterle dove servono. Sappiamo che molti (i più) pensano che le piante sporcano, quando pensate cose simili smettete di respirare per 5 minuti poi fateci sapere il risultato. Non importa, come diceva il sindaco di Collecchio, se le piante sono a sinistra o a destra, sarebbe meglio averle da entrambe le parti. Basti vedere che tutti i viali importanti di accesso a Parma sono alberati (via Mantova, via Emilia, via Langhirano, via Spezia ecc ecc), una volta erano considerati importanti aggiunte di valore.
Piantare nuove piante a qualche chilometro di distanza non è la stessa cosa, per dirlo in sintesi.
Se qualcuno venisse a dire che un palazzo in centro deve essere abbattuto per garantire più sicurezza alla strada che ci passa davanti e verrà ricostruito a qualche chilometro di distanza, darebbe vita come minimo una battaglia legale per non dire peggio. Tagliare piante per fare spazio ai guardrail e dire che se ne pianteranno altre da un’altra parte è solo un modo per una supercazzola da Amici Miei.
La speranza
Vi lasciamo con una foto che racconta più di mille parole. Oltre ai numeri c’è qualcos’altro di diverso. È talmente evidente che… forse scompare
