Ospitalità a Salsomaggiore, com è andato il 2025
Bilancio negativo per hotel, alberghi e bar
Bene campeggi, bed&breakfast e affittacamere
Il 2025 si chiude con un bilancio in chiaroscuro per il commercio e il settore ricettivo di Salsomaggiore e Tabiano, fotografando un territorio che continua a reggere l’impatto delle trasformazioni economiche ma che deve fare i conti con criticità strutturali, soprattutto sul fronte alberghiero. Proprio il comparto dell’ospitalità tradizionale conferma segnali di sofferenza, con nuove chiusure che riducono in modo sensibile la capacità ricettiva complessiva.
I dati elaborati dall’Ufficio economico del Comune restituiscono l’immagine di un sistema economico in costante assestamento, attraversato da chiusure, aperture e riconversioni, ma ancora capace di mantenere un equilibrio generale, seppur con andamenti molto differenti tra i vari settori.
Nel commercio alimentare di vicinato, il 2025 registra tre nuove aperture e tre cessazioni, un dato che consente di mantenere invariato il numero complessivo degli esercizi attivi, fermi a quota 81 come nell’anno precedente. Un comparto che non mostra segnali di crescita, ma che conferma una sostanziale stabilità dopo le oscillazioni registrate negli anni passati.
Più movimentato e al tempo stesso più fragile appare il settore del commercio non alimentare. Le nuove aperture scendono a quattro, mentre le cessazioni salgono a sei, determinando una lieve contrazione del numero totale di attività, che passa da 197 a 195. Si tratta di un calo contenuto, ma in linea con un trend già emerso nel 2024, quando le chiusure avevano superato le aperture.
Resta invece immobile il quadro delle medie strutture di vendita, che si attestano ancora a quota 14. Anche nel 2025 non si registrano né nuove aperture né chiusure o subingressi, confermando un comparto sostanzialmente statico e privo di variazioni significative.
Andamento negativo anche per i pubblici esercizi. Bar e ristoranti fanno segnare due nuove aperture a fronte di cinque cessazioni, con un saldo che porta il totale delle attività da 144 a 141. Una flessione meno marcata rispetto all’anno precedente, ma che continua a incidere sul tessuto commerciale e sociale del territorio.
È però il settore ricettivo alberghiero a evidenziare le maggiori difficoltà. Nel corso del 2025 si registra una sola nuova apertura contro otto cessazioni, con il numero degli alberghi attivi che scende da 58 a 51. Una riduzione significativa, che pesa in modo particolare su un’area a forte vocazione turistica e che si inserisce in un processo di contrazione ormai strutturale.
Segnali più incoraggianti arrivano invece dal comparto extralberghiero. Bed and breakfast, campeggi, affittacamere e case vacanza fanno registrare una nuova apertura e nessuna cessazione, portando il totale delle strutture da 26 a 27. Un dato che, pur mostrando una frenata rispetto all’anno precedente, conferma una maggiore resilienza di questo segmento. Rimane stabile, infine, il numero degli agriturismi, che si confermano nove.
Maggiore vivacità nel 2024
Guardando al 2024, il confronto evidenzia come l’anno precedente fosse stato caratterizzato da una maggiore vivacità, soprattutto sul fronte delle aperture, ma anche da un numero più elevato di chiusure. Nel commercio alimentare si erano registrate due nuove attività a fronte di sei cessazioni, mentre nel non alimentare le aperture erano state sette con cinque chiusure. I pubblici esercizi avevano subito un ridimensionamento più marcato, con nove cessazioni, e il settore extralberghiero aveva mostrato una crescita più sostenuta, con sei nuove aperture. Un quadro che rende evidente come il 2025 rappresenti un anno di rallentamento complessivo, segnato da una minore dinamicità ma anche da una parziale riduzione delle chiusure in alcuni comparti chiave.