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Nuovo Itis, si costruisce anche se gli studenti calano drasticamente

Nuovo Itis, si costruisce anche se gli studenti calano drasticamente

Quando apre una nuova scuola, si ampia o so ammoderna, è sempre una buona notizia. Giusto qualche giorno fai stata pubblicata la notizia dei 300mila euro arrivati al Comune di Salsomaggiore per gli interni del nuovo asilo nido realizzato tramite PNRR.

Dati, statistiche e ricerche dicono però che il munero degli studenti è in calo e lo sarà ancora di più nei prossimi anni, con percentuali molto forti. 

A cosa serve quindi un nuovo asilo? Come mai si costruiscono ben 40 aule per l’Itis di Parma? 

Il progetto, realizzato in tempi record, è un’idea del precedente presidente della Provincia Andrea Massari che, evidentemente non ha voluto guardare le statistiche. 

Si sa, del PNRR non si butta via nulla: qualcuno ti dà dei soldi per costruire qualcosa. Chissene importa se non servirà a nulla. Costruiamolo e basta. Questo è un po’ il primo pensiero che passa per la testa. 

In realtà la teoria potrebbe essere giusta: si utilizzano quelle risorse fin che ci sono, in seguito si abbandoneranno le vecchie strutture per rimanere magari nelle nuove. 

Nulla è facile. Però le scuole perderanno 100mila studenti all’anno, ogni anno per lungo tempo, stando a quanto risulta a studi e statistiche.

L’assurdo è che quei soldi vanno spesi o si perdono, si realizzano anche cose relativamente utili: non si può ristrutturare ma solo costruire cose nuove. Non si possono spendere risorse per progetti importanti realmente utili di cui si conosce fin da ora il reale impatto. Si spende per spendere. 
La colpa non è della politica italiana (il PNRR peraltro è arrivato a cavallo fra tre diversi governi, per non dire quattro) ma di una visione ottusa europea che non fornisce reali strumenti di miglioramento ma semplice moneta di scambio.

 

Ecco quanto apparso su Gazzetta di Parma oggi 13 giugno 2026

 

Nuovo Itis, lavori conclusi: da settembre studenti nelle 40 nuove aule

Il nuovo edificio dell’Itis Leonardo da Vinci di via Toscana è ormai pronto. Conclusi i lavori principali, restano da completare soltanto alcune rifiniture, le pulizie finali e l’allestimento degli arredi. Da settembre gli studenti potranno utilizzare tutti i 5mila metri quadrati della nuova struttura, che ospita 40 spazi tra aule e laboratori.

L’opera rappresenta il più importante intervento realizzato dalla Provincia di Parma con fondi Pnrr. L’investimento complessivo ammonta a 14,8 milioni di euro, di cui 14,25 milioni finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e 550mila euro messi a disposizione dalla Provincia.

Durante il sopralluogo finale, il presidente della Provincia Alessandro Fadda ha sottolineato il rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr e il valore dell’intervento, destinato a dotare la scuola di un edificio moderno e funzionale. Il progetto rientra nei venti cantieri scolastici gestiti dall’ente per un valore superiore ai 31 milioni di euro.

Progettata dallo studio De Amicis Architetti, la nuova palazzina è stata concepita come elemento centrale del campus scolastico. L’edificio, caratterizzato da linee essenziali e da ampi spazi comuni, è stato pensato per favorire una didattica innovativa attraverso ambienti flessibili e facilmente adattabili alle esigenze future.

Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità. Le ampie terrazze vetrate, le schermature solari e le soluzioni impiantistiche adottate consentono di ridurre i consumi energetici e i costi di gestione, contribuendo al raggiungimento di elevati standard ambientali.

I lavori erano stati affidati nel novembre 2023 all’impresa Allodi di Parma. Il cantiere si è sviluppato in due fasi, permettendo la prosecuzione delle attività scolastiche. Nel febbraio 2025 erano già state consegnate le prime 11 aule; successivamente si è proceduto alla demolizione della vecchia palazzina e alla realizzazione della parte restante del complesso.

Tra le caratteristiche distintive del progetto vi è anche la cosiddetta “reversibilità funzionale”: l’edificio è stato infatti progettato per poter essere destinato in futuro anche ad altri utilizzi pubblici. Le strutture in cemento armato lasciate a vista, gli impianti esposti e i pavimenti in cemento lisciato richiamano una filosofia progettuale basata sulla semplicità costruttiva e sulla valorizzazione degli elementi architettonici essenziali.

Con l’apertura completa prevista a settembre si conclude così uno degli interventi scolastici più significativi realizzati negli ultimi anni in provincia di Parma.

 

 

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