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METROPOLITANA, a Piacenza si farà e a Parma no

METROPOLITANA, a Piacenza si farà e a Parma no

Piacenza approva lo studio di fattibilità per la metropolitana leggera, a Parma “….attendere prego”

 

Metropolitana, un argomento molto scottante, talmente scottante che va servito freddo come la vendetta.

Si può dire che per ricordare le vicende della metropolitana occorre avere i capelli bianchi, La notizia dei giorni scorsi è che Piacenza ha approvato lo studio di fattibilità per la realizzazione di una metropolitana leggera, per il primo tratto di 10 chilometri.

 

Il progetto di Bus Rapid Transit a Piacenza

Il capolinea sarà in piazzale Marconi e il percorso prevede fino all’area del nuovo ospedale cittadino per l’opera di trasporto rapido di massa. I lavori ammontano a circa 14 milioni di euro a cui si aggiungono 26 milioni di euro di risorse messe a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.
per accelerare al massimo la realizzazione l’opera ricorre a un accordo quadro così da ottenere accelerazione nell’attuazione dell’investimento pubblico, uno strumento idoneo a contenere le tempistiche dell’intera fase di affidamento dei lavori in considerazione dei seguenti fattori: la elevata strategicità degli interventi, la ristrettezza dei tempi di affidamento e le negative ricadute connesse all’eventuale mancato rispetto degli impegni assunti in relazione al finanziamento. È quanto si legge nel documento stesso.

 

Lavori per 14milioni di euro circa

I lavori per la metropolitana che collegherà la stazione ferroviaria di Piacenza e l’area destinata a sede del nuovo ospedale sono stimati in circa 14 milioni 322mila euro, di cui 512mila per oneri di sicurezza e 1 milione 404mila euro per costi di manodopera (non soggetti a ribasso). L’importo finale dei lavori soggetto a ribasso è di 13 milioni 810mila euro.

L’opera sarà realizzata in due o più fasi esecutive da definirsi in base alla natura e complessità delle prestazioni e delle specifiche esigenze esecutive e strategiche che potranno emergere durante la realizzazione del progetto esecutivo.

Nella cifra sono compresi i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per compiere ciascun intervento, secondo quanto prescritto dal progetto di fattibilità tecnico economica redatto da Sintagma s.r.l. e altri professionisti, oltre che nel rispetto del progetto esecutivo.

 

Venti di Metropolitana

Servono i capelli bianchi, si diceva, per parlare di metropolitana a Parma. Correvano i tempi di Elvio Ubaldi sindaco (1998-2007) quando Parma si candidava ad avere una metropolitana e iniziarono gli studi di fattibilità, tentando di calcolare il numero medio annuo di passeggeri e molti altri parametri.

Il primo stralcio prevedeva la connessione della stazione ferroviaria al Campus universitario, 7 chilometri in tutto di linee che avrebbero dovuto passare sotto al torrente e al centro storico.

Un progetto folle? Probabilmente sì, fatto così. Si sa che in Italia quando si scava oltre i due metri ci sono reperti romani, etruschi, galli, pre gallici e quant’altro. Giusto per dare un’idea nell’aggiustare una cantina in via XXII Luglio sono state trovare delle falci di epoca romana.

Comporterebbe quindi una durata dei cantieri infinita, basti vedere quanto tempo è servito per costruire la Cittadella della Giustizia che sorge a ridosso del Tribunale. Il primo progetto è degli anni ’90, la realizzazione è terminata qualche anno fa.

 

Il tempo cambia tutto

Parma è cambiata, così le sue necessità. Il centro storico non è più vissuto come prima e le aziende si sono “spostate” rispetto al passato ovvero il traffico per raggiungere il luogo di lavoro procede ora su direttrici diverse. Se un tempo Langhirano era la meta mattutina più trafficata ora se ne aggiungono diverse altre come Sorbolo Mezzani, Fidenza, Collecchio.

Un percorso che attraversa il centro storico di una città che si gira in bicicletta o a piedi forse non aveva senso e, in parte, non lo ha nemmeno tuttora visto che il numero di abitanti in città è diminuito.

 

Provincia vero punto di forza

Una metropolitana che avrebbe e che ha realmente un senso è un sistema di trasporto che collega le principali direttrici al centro città così da favorire gli spostamenti non solo di lavoro. L’ambiente ci guadagna con decine di migliaia di auto in meno sulle strade e quindi minor inquinamento atmosferico per emissioni nocive e rumore.

  1. Borgotaro-Fornovo-Collecchio: sarebbe una delle prime direttrici naturali, c’è già una linea di treno quindi aggiungere materiale rotabile non sarebbe certo un problema ovvero poca spesa e molta resa
  2. Salsomaggiore-Fidenza-(Noceto): ecco un’altra tratta che toglierebbe migliaia e migliaia di auto ogni giorno dalle strade
  3. Langhirano-Traversetolo: la deviazione è un po’ ampia ma unirebbe due grandi paesi alla città, un’altra tratta importante
  4. Colorno-Torrile-Sorbolo Mezzani: la parte finale della tratta è quella che si vede a lato di Via Mantova, sembra già una metropolitana leggera specie ora che i lavori per elettrificazione della linea dovrebbero terminare a breve.
  5. Roccabianca-San Secondo-Sissa Trecasali: un’atra tratta assolutamente interessante caratterizzata da aziende di varia grandezza, via Cremonese è comunque sempre abbastanza trafficata anche se non al collasso come altre.

Ovvio, non si riuscirebbero a unire tutti i punti più interessanti, questo potrebbe essere un primo abbozzo. Unire i punti della provincia sarebbe però un volano incredibile. Pensate a persone di Fornovo che possono arrivare fino al Teatro Regio (o altri luoghi ovviamente) per una serata a teatro e tornare senza utilizzare l’auto. Senza parlare dell’ingente flusso di studenti di ogni giorno che avrebbero grandi vantaggi, ricordando che l’Università guadagnerebbe nuovi iscritti da tutta la provincia.

 

Il metodo francese vince su tutti

In effetti scopriamo l’acqua calda. Una città come Lille, grande come Parma (gli amanti del calcio forse la ricorderanno per uno scontro diretto di Coppa Uefa nel campionato 2001/2002), vanta una rete di metropolitana leggera che costa poco, funziona anche di sera fino alla notte (mezzanotte, una di notte), collega tutti i piccoli paesi della provincia garantendo un servizio di trasporto pubblico vero ed efficace.

Non c’era nulla da inventare, bastava copiare migliorando qualcosa ed eliminando gli errori. Però non siamo stati capaci.

 

il percorso previsto per la metropolitana di Piacenza

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