Maturità: più voto di comportamento, così muore l’estro
Abbiamo scoperto dove sta andando a finire il libero arbitrio, l’inventiva e l’estrosità. Non cercate nella credenza, piuttosto andate in bagno e alzate la tavoletta. Se non le vedete, sono già andate.
Maturità, che bei tempi vero? Sei giovane, libero, con la mente aperta, creativo, pronto alle sfide e ad adattarti alla vita, magari anche a cambiarla per quanto possibile.
Invece no. L’esame di maturità ora impone una certa dose di conformismo in stile “Pensa come vuoi ma pensa come noi”.
All’esame di maturità entra infatti il voto di comportamento. Qual è quindi il comportamento giusto? Quello del direttore di banca, ligio che dopo l’orario di lavoro si scofana 5 spritz uno dietro l’altro? O l’amministratore delegato sempre in abito grigio che appena può mette il naso nella polvere?
Questa notizia lascia veramente sconcertati e distrutti. Per chi non avesse capito significa che i ragazzi devono sempre dire sì, sorridere davanti al professore, infischiarsene di quel che gli dicono tanto basta sorridere ed essere simpatici per ottenere un bel voto. Poi nel segreto della propria cameretta collezionano armi, coltelli, bombe a mano e tric-e-trac. Oppure si ritrova in baby gang vista la noia mentale in cui vive.
Non eravamo la società che doveva rimanere aperta, inclusiva, guardare anche agli altri, alle diversità???
Ecco, se uno la pensa diversamente o ha un diverso modo di esprimersi, usa linguaggi diversi o è un po’ ribelle: allora non va più bene.
Addio agli Armani, ai Valentino, agli Zeffirelli, ai de Chirico, ai Pavese e ai Leopardi. Tutti personaggi non proprio così in linea con il pensiero e con il modo di esprimersi della massa.
Da oggi quando pensate a cosa potrà fare nella vita vostro figlio immaginate solo due figure: il macellaio o il professore, tanto penseranno entrambi nello stesso modo.
Ecco quanto riporta la Gazzetta di Parma di oggi, 11 giugno 2026
Maturità 2026, cambia l’orale e pesa di più il voto di comportamento
Una Maturità sempre più orientata alla valutazione del percorso complessivo dello studente, con particolare attenzione al comportamento e alle competenze di cittadinanza attiva. Sono queste le principali novità dell’esame di Stato 2026.
Come ogni anno, l’Ufficio scolastico provinciale attiverà una cabina di regia per supportare le commissioni impegnate sul territorio. A coordinarla sarà il dirigente scolastico del Melloni, Giovanni Fasan, che ha illustrato il calendario delle prove. Il 16 giugno è prevista la riunione preliminare delle commissioni, mentre il 18 giugno si svolgerà la prima prova scritta, della durata di sei ore, trasmessa tramite plico telematico. Il giorno successivo sarà la volta della seconda prova, differenziata in base agli indirizzi di studio; per i licei artistici si articolerà su tre giornate.
La principale novità riguarda il colloquio orale. Scompare infatti lo stimolo iniziale proposto dalla commissione e l’esame prenderà avvio con una riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico, valorizzando il curriculum dello studente. Seguiranno le domande sulle discipline affidate ai commissari, la presentazione dell’esperienza di formazione e orientamento svolta durante il triennio e, infine, le domande di educazione civica e la discussione delle prove scritte.
Particolarmente rilevante sarà il voto di condotta. Per essere ammessi all’esame sarà necessario ottenere una valutazione superiore a sei decimi. Gli studenti che arriveranno alla Maturità con il minimo voto sufficiente nel comportamento dovranno inoltre presentare un elaborato dedicato ai temi della cittadinanza attiva e solidale.
Secondo Alessia Gruzza, dirigente scolastica del Gadda e presidente dell’Associazione delle scuole autonome della provincia di Parma, le novità introdotte richiamano il ruolo educativo della scuola, chiamata non solo a trasmettere conoscenze ma anche a formare cittadini responsabili. Il rafforzamento del peso della condotta, ha osservato, va letto come uno strumento per valorizzare il rispetto delle regole, delle persone e della comunità scolastica.
Sul fronte delle possibili non ammissioni, il dirigente dell’Ipsia Primo Levi, Federico Ferrari, ha spiegato che il voto insufficiente in condotta continua a essere assegnato soltanto nei casi più gravi, legati a provvedimenti disciplinari significativi. La maggiore centralità attribuita al comportamento, ha precisato, non ha finora determinato un aumento delle bocciature o delle esclusioni dall’esame, anche perché nell’ultimo anno di scuola le sanzioni disciplinari tendono a essere limitate.
La sfida, condividono i dirigenti scolastici, resta quella di accompagnare gli studenti verso una crescita personale che unisca preparazione culturale, senso di responsabilità e partecipazione consapevole alla vita della comunità.