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La crisi delle terme di Salsomaggiore: la storia

La crisi delle terme di Salsomaggiore: la storia

Si parla delle terme di Salsomaggiore da giorni, anche lo scontro politico si è fatto acceso. Abbiamo preparato una carrellata di eventi che hanno portato alla crisi delle terme, in preparazione di quando parleremo di quando accaduto negli ultimi anni, della lettera di patronage, della causa pendente con la sentenza prevista per metà febbraio ma che pare verrà ulteriormente rimandata.

A fondo articolo proponiamo un piccolo specchietto per ricordare presidenti di Regione, di Provincia e sindaci dell’epoca.

 

Crisi delle Terme di Salsomaggiore
Cause, protagonisti e scenari

La situazione economica e i bilanci societari negli anni 2000

Negli anni 2000, il sistema termale di Salsomaggiore viveva già una fase di difficoltà crescente, con un fatto noto: la diminuzione di presenze turistiche e la redditività in calo. Secondo un reportage sindacale del 2007, il bilancio combinato delle Terme di Salsomaggiore Spa e delle Terme di Tabiano Spa mostrava fatturato in diminuzione, con proiezioni per il 2007 sotto i 30 milioni di euro e redditività ormai negativa rispetto agli anni precedenti.

In quel periodo la compagine societaria era così articolata: Comune di Salsomaggiore Terme con il 60%, Provincia di Parma con il 20% e Regione Emilia-Romagna con il restante 20%.

Alfredo Alessandrini, all’epoca presidente della Terme di Salsomaggiore, e Giorgio Frigeri, presidente di Terme di Tabiano, annunciarono piani di rilancio con razionalizzazioni, dismissioni di assets e investimenti mirati in piscine e strutture ricettive. Alessandrini si espresse pubblicamente sulla necessità di investire 8-9 milioni di euro in tre anni e di cercare partner privati una volta superata la fase di difficoltà.

Il quadro di fondo era di un mercato termale in trasformazione: il modello tradizionale basato sulle cure convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale stava cedendo terreno a favore di un turismo del benessere più orientato al leisure, ma questo cambiamento non era accompagnato da investimenti sufficienti per innovare l’offerta in modo competitivo.

Crisi strutturale, fusione con Tabiano e scelte manageriali

Nel corso del 2008 fu approvato un piano industriale con un’importante operazione societaria: le due società termali vennero fuse. Dal 1° novembre 2008 Terme di Tabiano Spa fu incorporata in Terme di Salsomaggiore Spa, dando vita a una nuova compagine azionaria: Comune di Salsomaggiore con circa il 66% e Regione più Provincia con quote minori.

Questa fusione rappresentò uno dei principali tentativi di razionalizzazione dei costi e aggregazione delle risorse, nella speranza di ottenere efficienza operativa e sinergie commerciali, oltre a una strategia unitaria sul territorio.

Negli stessi mesi la società stava investendo su strutture ricettive termali, come la ristrutturazione dell’Hotel Valentinie il restyling pianificato dell’Hotel Porro, oltre a un programma per le nuove piscine termali denominate I Mari d’Oriente alle Terme Berzieri per attirare nuova clientela.

Ruolo degli enti pubblici e interventi politici

Gli enti pubblici, Comune, Provincia e Regione, erano non solo soci della società termale ma anche protagonisti delle decisioni di politica economica legate allo stabilimento. I principali politici e amministratori coinvolti (direttamente o indirettamente) furono:

Massimo Tedeschi – Sindaco di Salsomaggiore Terme nel periodo 2000-2009, figura istituzionale centrale nelle scelte locali.
Alfredo Alessandrini – Presidente delle Terme di Salsomaggiore fino al momento della fusione con Tabiano nel 2008.
Roberto Rubbiani – Amministratore delegato indicato come gestore del rilancio nella fase antecedente alla fusione del 2008.
Vasco Errani – Presidente della Regione Emilia-Romagna dal 1999 al 2014, nelle cui competenze territoriali rientrava anche la partecipazione istituzionale nelle società termali.
La Legge Regionale Emilia-Romagna del 30 giugno 2008, n. 10 autorizzò formalmente la partecipazione della Regione alla nuova società derivante dalla fusione, e autorizzò il presidente della Giunta regionale a compiere gli atti necessari per realizzarla.

Questo quadro normativo dimostra che la politica locale e regionale fu impegnata non solo nel supporto istituzionale, ma nell’articolazione legislativa e gestionale di una strategia di rilancio e consolidamento del settore termale.

Commenti, visioni istituzionali e critiche

Già nel 2007 gli amministratori delle terme sottolinearono pubblicamente che “il marchio e la fama non bastano più a far quadrare i conti”, evidenziando la difficoltà di coniugare una lunga tradizione termale con gli equilibri di mercato contemporanei.

La fusione con Tabiano fu presentata come passaggio necessario per abbattere i costi gestionali e presentarsi uniti in un mercato sempre più competitivo, con previsioni di sviluppo sia dell’offerta curativa sia dell’accoglienza ricettiva termale.

In diversi atti politici regionali e interrogazioni, la questione termale fu affrontata anche a livello istituzionale più ampio, con autorizzazioni di investimenti e supporto finanziario alle società partecipate.

Dinamiche e responsabilità nella crisi pre-2009

Prima del 2009 la crisi delle Terme di Salsomaggiore non fu un evento improvviso ma il risultato di una combinazione di pressioni economiche, mutamenti del mercato turistico, gestione societaria complessa e bisogno di modernizzazione. Tra i principali elementi che caratterizzarono quella fase:

  • Erosione delle performance finanziarie con cali di presenze e difficoltà nel conto economico societario già evidenti nel 2007.
  • Tentativi di rilancio manageriale che includevano fusione societaria, dismissioni, investimenti in strutture e riposizionamento di offerta.
  • Ruolo istituzionale attivo del Comune di Salsomaggiore, della Provincia di Parma e della Regione Emilia-Romagna, con sindaco, presidente termale e presidente regionale impegnati nella gestione della crisi attraverso interventi normativi e piani industriali.
  • Questi elementi collocano la crisi nel quadro più ampio del cambiamento del termalismo italiano e dell’adattamento difficile a nuove dinamiche competitive del settore turistico e sanitario.

 

Sindaci di Salsomaggiore

  • 30 maggio 2006-31 maggio 2011
    Massimo Tedeschi
    centro-sinistra
  • 31 maggio 2011-13 settembre 2012
    Giovanni Carancini
    PdL, La Destra, Lega Nord e Unione di Centro
  • 13 settembre 2012-11 giugno 2013
    Paolo De Biagi – commissario prefettizio
  • 11 giugno 2013-26 giugno 2018
    Filippo Fritelli
    PD e lista civica “Lista Sinistra per Fritelli”
  • 26 giugno 2018-16 maggio 2023
    Filippo Fritelli
    PD e lista civica “SiAmo Salso”
  • 16 maggio 2023- in carica
    Luca Musile Tanzi
    Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e lista civica “LiberaMente Salsesi”

Presidenti di Provincia

  • 12 luglio 2004-2009
    Vincenzo Bernazzoli
    Democratici di Sinistra-Partito Democratico
  • 2009-10 ottobre 2014
    Vincenzo Bernazzoli
    Partito Democratico
  • 10 ottobre 2014-31 ottobre 2018
    Filippo Fritelli
    Partito Democratico
  • 31 ottobre 2018-18 dicembre 2021
    Diego Rossi
    Partito Democratico
  • 18 dicembre 2021-29 settembre 2024
    Andrea Massari
    Partito Democratico
  • 29 settembre 2024-in carica
    Alessandro Fadda
    Partito Democratico

Presidenti Regione Emilia Romagna

  • 4 aprile 2005-23 marzo 2010
    Vasco Errani
    Democratici di Sinistra
  • 29 marzo 2010-8 luglio 2014
    Vasco Errani
    Partito Democratico
  • 8 luglio 2014-22 dicembre 2014
    Simonetta Saliera – vice presidente f.f.
    Partito Democratico
  • 22 dicembre 2014-28 febbraio 2020
    Stefano Bonaccini
    Partito Democratico
  • 28 febbraio 2020-12 luglio 2024
    Stefano Bonaccini
    Partito Democratico

  • 12 luglio 2024-13 dicembre 2024
    Irene Priolo – vice presidente f.f
    Partito Democratico

  • 13 dicembre 2024-in carica
    Michele De Pascale
    Partito Democratico

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