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Infortuni sul lavoro, Parma terza in regione per decessi

Infortuni sul lavoro, Parma terza in regione per decessi

Diminuiscono gli infortuni ma aumentano le malattie professionali rilevate dal rapporto 2024

 

Nel 2024, la situazione degli infortuni sul lavoro in Emilia-Romagna ha confermato un quadro drammatico, con un lieve calo del numero di incidenti, ma con un aumento preoccupante dei decessi e delle malattie professionali. I dati rilasciati dall’“Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali in Emilia-Romagna”, costituito dalla CGIL Emilia-Romagna, sono eloquenti e richiedono una riflessione approfondita.

Secondo i dati forniti, nel 2024 sono stati denunciati 75.868 infortuni, registrando un lieve calo dell’1,1% rispetto ai 76.687 del 2023. Tuttavia, nonostante questo segnale leggermente positivo, i numeri rimangono preoccupanti. La regione continua a segnalare una media di 207 infortuni al giorno, una cifra che suggerisce che la cultura della sicurezza non sia ancora sufficientemente diffusa in tutte le realtà aziendali. In aggiunta, la CGIL ha sottolineato come il legame tra sfruttamento e insicurezza rimanga forte, evidenziando la necessità di un cambiamento radicale nel modo di fare impresa.

Dieci morti a Parma

A Parma, la situazione si è rivelata particolarmente grave, con dieci morti sul lavoro nel 2024, un dato che posiziona la città al terzo posto nella regione per numero di decessi, preceduta solo da Bologna (24) e Modena (12). Inoltre, nei cinque anni precedenti, si sono registrati 77 decessi a Parma, confermando un trend allarmante che la vede ancora una volta dietro Bologna e Modena, con un totale di 87 vittime dal 2019 al 2024. Questi numeri testimoniano la gravità del problema e la necessità di interventi più incisivi, soprattutto in città come Parma, dove il tasso di mortalità legato agli incidenti sul lavoro è tra i più alti della regione.

A livello regionale, nel 2024 sono stati denunciati 96 infortuni con esito mortale, segnando un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente, quando erano stati 91. Questo significa che ogni mese in Emilia-Romagna muoiono in media otto persone a causa di incidenti sul lavoro. In termini settoriali, i comparti più colpiti sono stati trasporto e magazzinaggio (23 decessi), agricoltura (15), e costruzioni (11). Anche settori come il noleggio, le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese hanno registrato decessi, confermando la diffusione del problema anche in ambiti meno esposti a rischi evidenti.

Malattie professionali

Anche il fenomeno delle malattie professionali ha registrato un preoccupante aumento del 15,8%, con 7.543 casi denunciati nel 2024, contro i 6.516 dell’anno precedente. Si tratta di una crescita significativa, che riflette condizioni di lavoro spesso caratterizzate da precarietà e insufficiente attenzione alla salute dei lavoratori. Le malattie professionali, come sottolineato dagli esperti dell’Osservatorio, richiedono diagnosi tempestive e adeguati interventi preventivi, ma spesso si tratta di patologie silenziose e difficili da individuare prima che si manifestino con gravità.

Infortuni e incidenti mortali

In un contesto nazionale altrettanto preoccupante, con 589.571 infortuni denunciati e 1.090 infortuni mortali nel 2024, l’Italia continua a registrare una media di tre morti sul lavoro ogni giorno, una cifra che ha sollevato numerosi interrogativi sul ruolo delle istituzioni e delle imprese nella gestione della sicurezza. La CGIL ha posto l’accento sull’inadeguatezza delle sanzioni e sulla mancanza di risorse per i controlli e le ispezioni, sottolineando come sia necessario un cambiamento radicale nella gestione della sicurezza sul lavoro, attraverso un maggiore coinvolgimento degli organismi ispettivi e un’estensione delle tutele a tutto il sistema degli appalti privati.

Paride Amanti, della Segreteria regionale della CGIL Emilia-Romagna, ha ribadito l’importanza di riconoscere il legame tra qualità del lavoro, sicurezza e legalità, sottolineando che i settori più a rischio, come l’agricoltura, la logistica e l’edilizia, sono anche quelli caratterizzati da una maggiore precarietà e frammentazione del sistema delle imprese. Questi settori, ha spiegato, sono spesso soggetti a fenomeni di sfruttamento e illegalità, aggravati dalla pratica dei subappalti a cascata, che contribuisce ad aumentare i rischi per i lavoratori.

Un terzo degli infortuni mortali è causato da cadute dall’alto e il 15,7% da schiacciamenti dovuti alla caduta di oggetti, dimostrando come molti incidenti siano legati a pratiche lavorative pericolose e non sufficientemente regolamentate. Le richieste avanzate dal sindacato riguardano un rafforzamento delle sanzioni per chi non rispetta le norme di sicurezza, una maggiore formazione obbligatoria per i lavoratori e un più forte impegno delle istituzioni per tutelare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nel 2024 in Emilia-Romagna si sono registrati:

  • 75.868 infortuni denunciati (-1,1% rispetto ai 76.687 del 2023);
  • 96 denunce di infortunio con esito mortale (+5,5% rispetto alle 91 del 2023);
  • 7.543 malattie professionali denunciate (+15,8% rispetto alle 6.516 del 2023).

I settori che nel 2024 hanno registrato il numero maggiore di morti sul lavoro in Emilia-Romagna sono:

  • trasporto e magazzinaggio (23 infortuni mortali denunciati)
  • agricoltura (15)
  • costruzioni (11)
  • noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (5)
  • fabbricazione di macchinari e apparecchiature (4)
  • commercio e riparazione (3), metallurgia (3), industrie alimentari (3), servizi di alloggio e ristorazione (3), sanità e assistenza sociale (3).

 

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