INAUGURAZIONE PISTA DEL FRANCANI
Pista di atletica di Salsomaggiore: un’inaugurazione che deve segnare il ritorno ai cittadini
Il taglio del nastro della rinnovata pista di atletica, dedicata alla leggendaria Paola Pigni, è senza dubbio un momento di orgoglio per la nostra comunità. Vedere l’impianto del Centro Sportivo Francani risplendere di un nuovo rosso fiammante, pronto a ospitare campioni come Edoardo Scotti, Ayomide Folorunso e Sara Fantini, restituisce dignità a una struttura storica che per troppo tempo ha atteso un restyling.
Tuttavia, tra i discorsi istituzionali sul “volano turistico” e sul prestigio sportivo, resta aperta una questione fondamentale per chi vive la città quotidianamente: chi potrà davvero utilizzare questa pista?
Per troppi anni, il modello gestionale affidato esclusivamente a società private o a enti gestori ha creato una barriera tra l’impianto e i comuni cittadini. Correre su una pista di atletica non dovrebbe essere un privilegio riservato solo agli atleti tesserati o a chi partecipa a raduni agonistici. In molte altre realtà d’Italia, da Milano a piccoli centri della Toscana o del Veneto, le piste di atletica comunali prevedono fasce orarie di libero accesso per il pubblico, previo pagamento di un biglietto d’ingresso simbolico o di un abbonamento annuale accessibile.
Il vero rilancio passa per l’apertura ai Salsesi
Se lo sport deve essere davvero un diritto e uno strumento di benessere, come sottolineato durante l’inaugurazione, allora la gestione deve “cambiare marcia”. Non si può pensare che un investimento di un milione di euro (di cui 300mila dalle casse comunali, ovvero dai cittadini) serva solo come vetrina per eventi sporadici o per l’attività di poche società.
La sfida per l’amministrazione comunale e per i futuri gestori è quella di creare un regolamento che permetta al cittadino comune – dal pensionato che vuole camminare in sicurezza al giovane che vuole allenarsi individualmente – di usufruire di questo bene pubblico. Gestire la convivenza tra agonismo e amatorialità è possibile: basta volerlo, stabilendo orari chiari e regole di comportamento.
Aprire i cancelli della “Paola Pigni” a tutti i salsesi non toglierebbe nulla al prestigio dell’impianto, anzi, lo renderebbe un luogo vivo, vissuto e amato dalla cittadinanza. Solo così potremo dire che la pista è davvero “rinata”: non solo come infrastruttura tecnica, ma come cuore pulsante della salute e della vita sociale di Salsomaggiore.
È tempo di passare dai grandi eventi alla quotidianità. Solo con una gestione realmente inclusiva la dedica a Paola Pigni, che della corsa ha fatto una missione di libertà, potrà dirsi onorata fino in fondo
D.E.