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Immigrati inviano quasi 90 milioni all’anno da Parma all’estero

Immigrati inviano quasi 90 milioni all’anno da Parma all’estero

Immigrati poveri, da aiutare. Quelli che vivono in condizioni pessime e per questo sono da aiutare, a cui fare arrivare aiuti comunali, di Stato, la tessera per il supermercato solidale e molto altro. 
Poveri rider che corrono sotto alla pioggia. Loro, gli immigrati definiti sempre come “bravi” o “poverini”, che fanno lavori umili e magari non si impegnano nemmeno tanto. Ovviamente è un mondo variegato

Vero: la situazione in altre nazioni non è facile, il tema immigrati non è facile. 

Si dimentica però che ci sono molti italiani (anche di origine straniera) che vivono nelle stesse condizioni se non peggio e non vengono aiutati. 

Diciamo che quella cifra di 89,5 milioni di euro in un anno, fa pensare. E, forse, dovrebbe far pensare anche la politica, quella politica che invece preferisce a farsi vedere “inclusiva” quando, invece, non fa proprio nulla.

 

Money transfer, Parma stabile poco sotto i 90 milioni
Cresce l’India, calano Filippine e Nigeria

Nel 2025 da Parma verso l’estero sono stati inviati 89,5 milioni di euro. Un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente, che conferma una fase di stabilità dopo anni di crescita. A livello nazionale, invece, il fenomeno continua a espandersi, con un aumento complessivo delle rimesse degli immigrati.

I dati, elaborati dalla Banca d’Italia, si basano sulle operazioni tracciabili attraverso banche e servizi di money transfer, mentre resta esclusa una quota stimata tra il 10% e il 30% legata a canali informali.

Il quadro nazionale: rimesse in crescita

In Italia le rimesse hanno raggiunto gli 8,6 miliardi di euro nel 2025, segnando un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente. A trainare la crescita sono soprattutto i flussi verso l’Asia e verso l’area del Nord Africa e Medio Oriente, mentre risultano in calo quelli diretti verso l’Africa subsahariana e i Paesi dell’Unione europea.

Il principale Paese destinatario resta il Bangladesh, con circa 1,6 miliardi di euro, seguito da India e Marocco. In termini territoriali, le regioni più dinamiche sono Campania e Lazio, mentre l’Emilia-Romagna registra un rallentamento per il secondo anno consecutivo.

Parma: stabilità complessiva, ma cambiano le destinazioni

Nel dettaglio provinciale, il totale delle rimesse si attesta a 89 milioni e 558mila euro, in lieve calo dello 0,29% rispetto al 2024. Un andamento che conferma una sostanziale tenuta del fenomeno.

A cambiare è però la geografia dei flussi. Nel 2025 l’India balza al primo posto con oltre 9,6 milioni di euro, segnando una crescita superiore al 30% in un anno. Le Filippine scendono invece al secondo posto, con circa 9 milioni e un calo vicino al 6%.

Al terzo posto si colloca la Nigeria, con 5,9 milioni di euro, ma in forte contrazione rispetto all’anno precedente (-27%). Seguono il Pakistan, anch’esso in calo, e il Bangladesh, che cresce a livello locale ma resta lontano dai volumi nazionali.

Tra i dati più dinamici emerge lo Sri Lanka, che registra un aumento del 28% arrivando a 4,3 milioni di euro. Crescite significative anche per Ghana ed Egitto, mentre calano Costa d’Avorio e Ecuador.

Flussi minori e “anomalie” nei dati

Tra le curiosità statistiche, spiccano alcune destinazioni con importi ridotti ma significativi in termini comparativi. Il Nepal, ad esempio, riceve più risorse rispetto a Paesi come Stati Uniti o Germania. Residuali invece i flussi verso aree di crisi: poche migliaia di euro sono stati inviati verso i Territori palestinesi e Israele, mentre risultano nulli quelli verso Russia e Iran.

Il “caso” Cina

Un elemento che continua a distinguersi è il calo delle rimesse verso la Cina. Rispetto al passato, i flussi risultano oggi molto ridotti. Una dinamica che, secondo le analisi, è legata anche al fatto che in precedenza nei dati rientravano non solo le rimesse familiari, ma anche operazioni di natura commerciale o legate agli utili d’impresa, particolarmente diffuse in una comunità a forte vocazione imprenditoriale.

A cosa servono le rimesse

Secondo l’Osservatorio nazionale sull’inclusione finanziaria, gli immigrati effettuano mediamente cinque invii all’anno, per un importo mediano di circa 550 euro ciascuno. I destinatari principali sono i familiari, mentre solo una quota minoritaria riguarda organizzazioni o comunità.

Comunità e flussi: non sempre coincidono

Uno degli aspetti più evidenti riguarda il rapporto tra numero di residenti e quantità di denaro inviato. Le comunità più numerose non sono necessariamente quelle che spediscono più rimesse.

La comunità dell’India, ad esempio, è solo la quarta per presenza nel Parmense ma risulta prima per denaro inviato. Al contrario, i cittadini della Romania, che rappresentano la comunità più numerosa, occupano posizioni molto più basse nella classifica dei flussi.

Una dinamica simile riguarda anche Albania e Moldavia. Secondo le analisi, il fenomeno è legato sia all’utilizzo di canali informali sia al livello di integrazione: con il radicamento sul territorio, la necessità di inviare denaro tende a ridursi.

Asia e Africa trainano i flussi locali

Tra le comunità più attive sul fronte delle rimesse si distinguono quelle provenienti da Asia e Africa. I cittadini delle Filippine, pur non essendo numerosi, inviano somme elevate in proporzione, così come i residenti della Nigeria e del Pakistan.

Particolarmente significativo il caso dello Sri Lanka: a fronte di una comunità relativamente contenuta, le rimesse crescono a ritmi molto più sostenuti rispetto alla popolazione residente.

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