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Il sindaco di Parma sostiene Lepore, la pezza peggio del buco

Il sindaco di Parma sostiene Lepore, la pezza peggio del buco

Il giornale online ParmaToday ha diramato ieri, 24 luglio 2026, la notizia che leggerete di seguito

Diciamolo subito, che poteva fare di altro se non appoggiare il sindaco di Bologna che ha fatto un gran casino con il caso Fakir. Dello stesso partito, della stessa linea (anche riguardo alla sicurezza). in effetti non aveva altra scelta che scrivere e sottoscrivere la lettera in cui si dice tutto e il contrario di tutto. 

La pezza è più grande del buco: prima si fa una grande manifestazione per protestare contro l’operato della polizia (a caldo, mentre non si sa ancora nulla delle indagini) poi nella lettera si esprime solidarietà agli agenti di polizia. Insomma ci arrivano tutti: una presa in giro cosmica messa in piedi per cercare di recuperare credibilità.

Niente da fare, ormai è andata. La polizia ha fatto bene a commentare sull’operato del sindaco di Bologna.

Facciamola breve e arriviamo a Parma

Come sempre è facile guardare a fatti che accadono all’estero, dare solidarietà, fare vedere di essere altruisti, aperti.

Un caso su tutti la partecipazione diretta alle manifestazioni pro Palestina con tanto di foto e articolo sul giornale locale.

Poi quando accadono fatti sotto casa ci se ne può infischiare bellamente.

Ci riferiamo al caso di un uomo che stava difendendo una donna e si è preso una bottigliata in faccia da un extracomunitario: niente solidarietà e nemmeno un messaggio di conforto per quanto ne sappiamo. Niente manifestazioni pubbliche 

Oppure all’uomo rapinato di una bottiglia di vino in via Farini e preso a pugni e calci da qualche balordo.

Ancora, l’aggressione a un ragazzo che spavaldamente stava girando video sfidando alcuni neri che stanno sempre dal monumento a Verdi. Anche se di una diversa appartenenza politica si può sempre trovare il modo per un comment intelligente. Niente di niente, si può andare all’ospedale che non gliene frega niente a nessuno.

Ultimo caso, per non annoiarvi, le proteste per sensibilizzare sul problema sicurezza di cui il partito di maggioranza ha detto più volte che sono state un flop ma in piazza è arrivato qualche migliaio di persone. 

Insomma meglio infischiarsene della gente che ti vota, tanto basta una lettera al governo, fare gli occhi dolci e tutto tornerà magicamente come prima: candidatura per il 2027, appoggio del partito di maggioranza, voti e rielezione.

Un’ultima cosa: i 33 sindaci faranno lo stesso anche per la donna di Modena morta a causa di un attacco para-terroristico? Manderanno una lettera al governo per proporre al governo, i tribunali, alle istituzioni o a chissà chi? 
Faranno una manifestazione in piazza? Accenderanno una candela? Doneranno soldi? Incrimineranno il responsabile almeno? 

No, vero? Questo è il motivo per cui il partito di maggioranza tornerà sicuramente a vincere le elezioni (per grave scarsità di alternative) ma altrettanto sicuramente ha perso completamente la stima, l’affetto, l’attaccamento e il riferimento del pubblico. Anche quello votante. Evidentemente chi volta il partito di maggioranza lo fa solo per avere qualcosa in cambio personalmente, scendendo a compromessi tremendi in cui si gioca con la vita della gente e la credibilità della Polizia di Stato quindi dello Stato stesso.

 

Caso Fakir, anche Guerra a sostegno di Lepore: la lettera indirizzata al Governo

Anche il sindaco di Parma, Michele Guerra, figura tra i 33 primi cittadini italiani che hanno sottoscritto un appello pubblico a sostegno del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo i fatti seguiti alla morte di Abderrahim Fakir.

Nel documento i sindaci esprimono solidarietà agli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli scontri e condannano “con la massima fermezza” gli episodi di violenza e i danneggiamenti avvenuti nel corso delle manifestazioni. Allo stesso tempo respingono i tentativi di attribuire al sindaco di Bologna responsabilità per quanto accaduto.

Secondo i firmatari, Lepore “si è assunto la responsabilità istituzionale di stare accanto alla famiglia di Abderrahim Fakir, dando voce alla richiesta di verità e contribuendo a ricondurre il dolore della comunità dentro un percorso democratico e rispettoso dello Stato di diritto”. Le violenze, sottolineano, “appartengono esclusivamente a chi le ha compiute” e sono state condannate fin dall’inizio dallo stesso sindaco.

Nell’appello viene inoltre ribadita la vicinanza agli agenti feriti e il ringraziamento alle forze dell’ordine “per il servizio che svolgono ogni giorno a tutela delle nostre comunità”.

I 33 sindaci rivolgono infine un invito al Governo, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alle forze di centrodestra affinché evitino contrapposizioni istituzionali su una vicenda tanto delicata, lasciando che sia la magistratura ad accertare i fatti. “La coesione delle istituzioni e la piena fiducia nel lavoro della magistratura sono fondamentali”, si legge nel documento, che conclude con un appello all’unità nel chiedere “trasparenza e verità” e nel condannare “ogni forma di violenza”.

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