Fototrappole per i rifiuti ma non per i delinquenti
Il fine estate sta portando diverse giornate di definizione della politica locale, oggi è una di queste. In realtà non ci sono grandi novità però si delinea finalmente una marcatura chiara fra cosa vuole l’amministrazione locale e cosa necessità la città.
Le notizie che si affacciano oggi, 4 settembre 2026, su Gazzetta di Parma chiariscono immediatamente il quadro delal situazione.
Il Comune metterà fototrappole per chi abbandona rifiuti, così da punirlo severamente. Dall’altra parte invece un anziano viene massacrato di botte in pieno centro solo per qualche spicciolo. Per chi ha commesso quel fatto invece niente fototrappole, niente ricerche negli anfratti della città, niente indagini su impronte digitali, frammenti di dna e chissà che altro. Niente. Niente di niente. A quanto se ne sa, nemmeno un biglietto per dire a questo signore “si rimetta presto”.
Mettere le fototrappole può essere giusto, ci sono casi di abbandono rifiuti che meritano veramente punizioni esemplari a volte. C’è anche un abbandono allargato e incontrollato in alcuni punti della città quindi è giusto tenere sotto controllo la situazione ma non è tutto così facile, ve lo spieghiamo più avanti, ricordando che l’abbandono di alcuni rifiuti può essere considerato reato ai danni dell’ambiente.
Mettiamo il caso di una persona che abbandona rifiuti diciamo in modo “semplice”, mette una borsa di scarpe usate di fianco alla campana del vetro. Già visto.
Ecco che la fototrappola entra in azione, immortala il losco individuo così che la polizia locale possa iniziare le ricerche. Sì, ricerche. Chi è quella persona? Come si chiama? La residenza? E se non è di Parma? Come si può inviare una multa a una persona identificandola per il viso?
È vero, ci sono tecnologie per il riconoscimento facciale ma occorre dimostrare tutti i passaggi. Passare dalla fototrappola per il “rudo” al riconoscimento facciale anti-terrorismo il passo è mooooolto lungo. A meno che non si abbandoni una bomba.
Quindi la polizia inizia le ricerche e identifica il signor A, a cui viene inviata la multa. Il signor A potrebbe sostenere di non essere quella persona, non era a Parma quel giorno oppure era al lavoro e non poteva essere in quel luogo.
Servirà quindi l’avvocato? Se per le indagini di un certo tipo, come per appropriazione indebita o reati bagatellari serve l’autorizzazione a procedere del Giudice per le Indagini Preliminari (Gip), perché non dovrebbe servire in questo caso?
La funzione del giudice è sorvegliare che tutti i passaggi delle indagini vengano svolti correttamente e che i mezzi vengano usati in rapporto al reato che si intende dimostrare. In molti casi il Gip può non autorizzare l’esame del dna (molto costoso) per un abbandono di rifiuti a meno che non abbia creato un grave danno ambientale. Grave.
La privacy, questa sconosciuta
Si parla tanto di privacy ma la fotocopia dei nostri documenti è ovunque. In questo caso l’uso di videosorveglianza, riprese video o fotografiche deve essere autorizzata dal Gip o dall’evenienza.
È lecito filmare uno scambio di droga per confermare i partecipanti, perché questo comporta un grave reato a seconda delle quantità.
È lecito installare videocamere in spazi pubblici per la sicurezza delle persone (stazioni ferroviarie, piazze ecc).
Installare videosorveglianza 24 ore al giorno per colpire la signora P che, forse, si è sbagliata a buttare un pezzetto di carta nel sacco della plastica è un po’ diverso.
Teoricamente (ripetiamo, in via del tutto teorica) il Comune di Parma dovrebbe fare firmare un’accettazione della deroga alla privacy per le telecamere montate in alcuni posti a tutti i cittadini residenti, deve poi far firmare lo stesso documento a tutti coloro che entrano ogni giorno in città. Esempio, chi arriva da Langhirano per lavora e rientra alla sera, il giorno successivo dovrà firmare un’altra informatica per la privacy. Abbiamo detto, in via del tutto teorica.
Dal bus al “rudo”, il passo è breve
Ricordate il caso di Milano, in cui le immagini delle telecamere di sorveglianza sono finite in mano ai dipendenti che le postavano sui social e si scambiavano commenti anche piccanti?
Qui potrebbe capitare la stessa cosa. Non tanto per i commenti piccanti ma c’è un rischio vero che la privacy subisca un a forte elusione.
Il signor B passa per quella strada, non butta nessun rifiuto ma viene registrato. Quelle registrazioni escono dal sistema e arrivano al signor C che usa quelle informazioni a proprio vantaggio.
Non si sta parlando di fantascienza o di film polizieschi. È già successo, quindi potrebbe succedere di nuovo.
Fra insicurezza e Grande fratello
Si è capito quindi che il Comune di Parma intende giocare al Grande fratello. Il problema dell’amministrazione comunale è evitare qualche cartaccia a terra.
Il vero problema della città è però la sicurezza, lo vedrete anche da uno degli articolo che seguono. La videosorveglinza non viene usata dalla polizia locale o dal Comune di Parma per colpire chi aggredisce, danneggia, spaccia o chissà che altro (attenzione, la polizia di Stato e i carabinieri già lo fanno, ovvio).
La soluzione definitiva
Non c’è bisogno di ridurre la città di Parma in un feudo controllato da cavalieri o da una città in mano alla polizia. La presenza di pattuglie della polizia locale per le strade potrebbe aiutare anche in questo caso.
Se rischi di essere beccato nel momento in cui lasci i rifiuti e di beccarti 200 euro di multa, ci pensi due volte. Se accade, giusto così. Se l’abbandono di rifiuti è consistente o di un certo tipo, allora scattano indagini, arresto, tribunale ecc ecc ecc ecc. Giusto così.
La presenza della polizia locale per le strade sarebbe anche un ottimo deterrente per i malintenzionati.
Sono evidentemente in molti che dicono che a Parma non ci sono malintenzionati, non ci sono balordi ma solo “poverini”. Non c’è un problema sicurezza perché a loro non è mai successo nulla.
Per questo vi rimandiamo al secondo articolo in coda.
De profundis
In estrema sintesi il vero problema della città ora è la Sicurezza delle persone, non solo residenti. Il rischio è di perdere valore economico (anche di case e appartamenti), calo di attività, scarsa attrattivi di alcune zone che divengono quindi un ghetto.
Provate a dire che non c’è un problema sicurezza, un 81enne è stato preso a pugni e calci in pieno centro. Sarà andato a stuzzicare qualche balordo secondo voi? O aggredito perché debole sulle gambe. Ha rimediato la frattura della mascella e di uno zigomo. Sicuramente se le sarebbe volute evitare, il suo unico torto è stato trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato? O passeggiava tranquillamente in città da cittadino libero?
Si punta al turismo ma in una città in cui si rischia di essere presi a calci e pugni o di beccarsi una coltellata solo perché passavi di lì, non ci viene nessuno.
Per l’amministrazione comunale la Sicurezza non è una priorità, forse perché si potrebbe andare a infastidire malintenzionati, balordi, extracomunitari, gente senza fissa dimora che magari ha bisogno di aiuto.
La priorità dell’amministrazione comunale è far cose per far vedere di fare cose, giusto perché mancano ormai pochi mesi alle elezioni.
Di seguito i due articoli pubblicati oggi 4 settembre 2026 da Gazzetta di Parma
Rifiuti, multe e orari fra centro storico e Oltretorrente
Certo, la riscrivo eliminando completamente quella frase d’apertura e con un taglio più diretto sulla questione dei rifiuti, mantenendo il contrasto tra le nuove regole e le perplessità di chi vive e lavora nel quartiere.
Il nuovo piano di Comune e Iren Ambiente per contrastare l’abbandono dei rifiuti in centro storico e Oltretorrente apre un nuovo capitolo nella discussione sul degrado del quartiere. Le regole diventano più stringenti, con orari precisi per l’esposizione e multe per chi non li rispetta, ma tra residenti e attività commerciali restano dubbi sull’efficacia del provvedimento.
Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: sacchi lasciati sui marciapiedi anche per giorni, rifiuti domestici gettati nei cestini pubblici e immondizia abbandonata davanti alle abitazioni o agli esercizi commerciali. Una situazione che nessuno tra gli operatori e i residenti considera accettabile.
Il nuovo sistema prevede che i residenti espongano i rifiuti nella fascia compresa tra le 19.30 e le 21, mentre per le utenze non domestiche, comprese attività di ristorazione, bar, pub e locali, l’orario stabilito è dalle 12 alle 13. Il mancato rispetto delle disposizioni può comportare una sanzione compresa tra 52 e 312 euro.
È proprio sul sistema dei controlli che si concentra buona parte delle perplessità. Il timore è che le sanzioni siano più semplici da applicare nei confronti di chi dispone di un’abitazione, di un’attività o di un condominio facilmente individuabile, mentre resti molto più complicato risalire a chi abbandona un sacco in strada e si allontana.
Sara, residente, segnala la frequente presenza di sacchi esposti con largo anticipo rispetto agli orari consentiti e di buste della spesa utilizzate per lasciare rifiuti sui marciapiedi. La domanda, però, riguarda soprattutto l’identificazione dei responsabili: secondo la residente, prima di sanzionare sarebbe necessario riuscire a stabilire con certezza chi abbia materialmente abbandonato il rifiuto.
Una preoccupazione condivisa da Halla, titolare di una caffetteria, che pone l’accento anche sulla regolarità del servizio di raccolta. Le attività, osserva, devono poter contare su passaggi puntuali per carta, plastica e organico. Il rischio, secondo lei, è che un’attività che rispetta le regole possa trovarsi comunque esposta alle conseguenze di un mancato ritiro.
Anche Salvatore, che gestisce un salone, ritiene che la stretta sugli orari non sia sufficiente a risolvere il problema. Tra le possibili soluzioni indica una maggiore disponibilità di contenitori e più opportunità per conferire correttamente i rifiuti.
Lorena, commerciante, riconosce invece apertamente la presenza di comportamenti incivili nel quartiere. Secondo lei i controlli sono necessari, ma dovrebbero essere accompagnati da una maggiore educazione al rispetto degli spazi pubblici. Anche in questo caso emerge il timore che sia più semplice sanzionare un’attività o un condominio identificabile piuttosto che individuare chi abbandona anonimamente la propria spazzatura.
Una situazione particolarmente problematica viene raccontata da Armando, gestore di un circolo. Secondo quanto riferisce, capita che vengano lasciati davanti al locale rifiuti estranei all’attività oppure che altre persone utilizzino i contenitori del circolo per disfarsi della propria immondizia. Il gestore sostiene di avere già ricevuto due o tre sanzioni per materiali che, a suo dire, non appartenevano al circolo.
Resta poi la questione degli orari, che potrebbe creare difficoltà soprattutto a chi lavora su turni o trascorre fuori casa le ore previste per l’esposizione. Filippo segnala inoltre il caso dei rifiuti lasciati correttamente e non ritirati nei tempi previsti. In una situazione del genere, osserva, l’utente rischia di trovarsi comunque con il sacco sul marciapiede nonostante abbia rispettato le disposizioni.
Mara porta invece l’esempio di chi svolge lavori con orari incompatibili con le fasce previste, citando tra gli altri medici, infermieri, tassisti e ristoratori. A questo si aggiunge il problema di alcuni rifiuti che possono essere difficili da conservare in casa fino al successivo passaggio della raccolta, come quelli prodotti dagli animali domestici.
La discussione, dunque, non mette in dubbio la necessità di intervenire contro il degrado. Residenti e operatori riconoscono che l’abbandono dei rifiuti è un problema reale e che chi sporca deliberatamente il quartiere deve essere individuato e sanzionato.
La questione riguarda piuttosto l’efficacia del nuovo sistema. Il timore espresso nell’Oltretorrente è che una parte delle sanzioni possa finire per colpire soprattutto chi è facilmente identificabile e commette un’infrazione legata agli orari, senza incidere abbastanza su chi abbandona deliberatamente i rifiuti.
Il vero banco di prova del piano sarà quindi sul territorio: capire se le nuove regole riusciranno non soltanto a disciplinare l’esposizione dei rifiuti, ma anche a ridurre concretamente gli abbandoni. Perché il problema del quartiere non è soltanto stabilire quando mettere fuori un sacco, ma impedire che qualcuno continui a lasciarlo dove capita.
Zigomo e mascella fratturati
Anziano preso a calci e pugni per qualche soldo
Un’anziano di 81 anni è stato aggredito e rapinato in pieno giorno nei pressi del Parco Ducale. L’uomo è stato colpito ripetutamente al volto mentre si trovava a terra, riportando gravi traumi alla mandibola, allo zigomo e all’occhio sinistro. È tuttora ricoverato all’ospedale Maggiore con una prognosi di 40 giorni. Per l’aggressione la polizia ha arrestato un 32enne italiano, accusato di rapina aggravata.
L’episodio è avvenuto mercoledì, intorno alle 14.30, lungo via Pasini, a poca distanza dall’ingresso del Parco Ducale. L’81enne era uscito per una passeggiata e si era diretto verso il parco, dove voleva vedere la fontana del Trianon.
Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo è stato avvicinato dal 32enne, che lo avrebbe aggredito senza lasciargli il tempo di reagire. Una serie di pugni lo ha fatto cadere a terra, provocandogli anche un violento colpo alla testa. L’aggressione sarebbe poi proseguita quando l’anziano era già a terra, con diversi calci sferrati al volto.
L’obiettivo sarebbe stato il denaro che l’uomo aveva con sé. Il bottino è risultato estremamente esiguo: appena cinque euro e un telefono cellulare destinato alle persone anziane, con schermo e tasti di grandi dimensioni. Il cellulare è stato successivamente recuperato dalla polizia nelle tasche del presunto rapinatore.
L’allarme è stato dato da alcune donne che si trovavano a passeggiare nella zona e hanno assistito alla scena o si sono accorte delle condizioni dell’anziano. La chiamata ha fatto scattare l’intervento dei soccorsi e delle Volanti della polizia.
Gli agenti hanno raggiunto rapidamente la zona e avviato le ricerche dell’aggressore, riuscendo a individuarlo e bloccarlo a poca distanza. Il 32enne, cittadino italiano, sarebbe già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali.
L’81enne, nel frattempo, è stato affidato ai sanitari e trasportato d’urgenza al Maggiore. Le conseguenze dell’aggressione sono state pesanti: i medici hanno riscontrato traumi importanti al volto, con lesioni alla mandibola e allo zigomo e un coinvolgimento dell’occhio sinistro. Non è esclusa la necessità di un intervento chirurgico da parte degli specialisti del reparto di Chirurgia maxillo-facciale.
Il 32enne è stato trasferito in carcere con l’accusa di rapina aggravata. Gli accertamenti della polizia dovranno ora consentire di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e tutti gli elementi che hanno portato all’arresto.
Resta il dato più grave dell’episodio: un uomo di 81 anni è stato ridotto in gravi condizioni per un bottino di pochi euro e un telefono cellulare. L’aggressione è avvenuta alle 14.30, in una zona frequentata della città e a poche decine di metri dall’ingresso del parco, rendendo ancora più rilevante l’intervento tempestivo dei soccorritori e delle forze dell’ordine.