Fontane in strada Garibaldi, perché spendere meno quando si può spendere di più?
Per comprendere l’argomento occorre guardare bene la foto che ritrae le vecchie fontane di via Garibaldi e le nuove che caratterizzano la Casa dell’Acqua. Alla fine potrete comprendere la totale inadeguatezza delle attuali amministrazioni, qualunque abbia competenza si quel comparto.
La città è ora invasa dalle Case: la Casa della salute, la Casa di Comunità. la Casa della Carta (il tribunale) e chissà quante altre.
La Casa dell’Acqua, ovvero l’ex Magistrato per il Po in strada Giuseppe Garibaldi è sempre stato lì. Ha cambiato nome ed è diventata Agenzia Interregionale per il fiume Po ma non ha cambiato la sua natura e, tutto sommato, nemmeno la propria funzione.
Ora un po’ di storia
Nei primi anni duemila, scusate la memoria non così precisa ma non si trovano tracce via internet, sono state inaugurate alcune fontane illuminate in strada Giuseppe Garibaldi. Divertenti, colorate, con alcuni giochi d’acqua e gli zampilli variabili.
Furono costruite per tre motivi: serviva uno spartitraffico di una certa consistenza fra le due corsie di strada Garibaldi e, l’altro motivo, per allietare chi arrivava a Parma in treno e si avviava verso il centro storico. Il terzo motivo era, appunto, rendere omaggio al Magistrato per il Po ponendogli davanti dei giochi d’acqua, colorati e illuminati quindi visibili anche di sera e di notte.
Poi arrivò Pizzarotti il distruttore ovvero il peggior sindaco dal dopoguerra in poi. Forse anche prima perché nonni hanno troppe notizie di sindaci rima della calata degli Unni.
L’amministrazione Pizzarotti, assessore allUrbanistica l’architetto Michele Alinovi attuale presidente del Consiglio comunale, fece disattivare le fontane e le fece riempire di sassi. Avete capito bene, sassi al posto dell’acqua, si vedono in foto.
Vero, l’architetto avrebbe dovuto battersi per mantenere un simbolo, i giochi d’acqua, il decoro della città, un punto di visibilità e un’idea architettonica della città. Ma la politica va così: chisseneimporta degli ideali ovvero “pensa come vuoi ma pensa come noi” ovvero nel modo più distruttivo possibile.
Spendere, pure male
Ora davanti al palazzo Aipo sono sorte queste due strutture che saranno presto delle fontane. Acciaio, vetro e acqua. Brutte, a vederle così, sono brutte: piuttosto pacchiane e figlie di un mondo industriale di scarsa attenzione.
Le vasche occupano il grande marciapiedi così da ridurre lo spazio disponibile. Prima era una bella piazzetta con materiali di pregio in cui trova posto la fermata del bus con pensilina e, per chi ha la memoria più lunga, anche il punto di rilevamento metereologico del centro città.
Sono quattro fasce di cemento, brutte e squadrate con queste strutture che, quando funzionanti, sicuramente daranno un bell’effetto. Giusto per i primi tre giorni, appena i vetri saranno sporchi (sai quanto smog lì intorno!) inizieranno a sembrare dei ruderi.
Le strutture assomigliano invece a quattro spalliere da palestre, di quelle di inizio secolo quando non si sapeva che altro far fare se non qualche attività sportiva di base. Molto di base.
L’importo per le fontane non è espresso chiaramente. L’intervento per abbattimento barriere architettoniche (ce n’erano ancora???? O era solo un modo per fare altri lavori?) che comprende tutta una serie di cambiamenti costa 700mila euro.
Giusto pe chiarezza: non c’è nessuno documento rintracciabile, anche tramite intelligenza artificiale, per capire quanto costa l’opera in sé. Si trovano invece gli ideatori.
Il verde in campagna come se fosse in città
C’erano anche 5 magnolie in quella piazzetta. Ma sono state spostate a Boretto.
Quindi cinque piante spostate a 40 chilometri di distanza hanno la stessa funzione di creare ossigeno e dare un volto sempreverde a una porta della città. Bello come paradosso, potrebbe impegnare i più grandi fisici al mondo per i prossimi anni.
Forse non è chiaro: cinque grandi piante sono state spostate per far posto a quattro strutture di ferro, vetro e acqua.
Aipo donerà cinque altre piante per compensare la mancanza di quelle piante. Ma piantare cinque alberi alla Villetta o a Vicofertile non è al stessa cosa che averle in strada Garibaldi, punto d’ingresso al centro storico (poi provano a fare quelli Green).
IN PRIMO PIANO LE VECCHIE FONTANE (CON SASSI), DIETRO LE NUOVE FONTANE ANCORA DA INAUGURARE
