Danni da grandine, la Provincia è la grande Assente
Abbiamo aspettato un paio di giorni per vedere le reazioni ma non è successo proprio nulla. Alcuni comuni sono stati interessati da grandine grossa come arance nel periodo in cui l’agricoltura sta dando al massimo. Ci si sarebbe aspettati una conta dei danni da presentare alla Regione Emilia Romagna, atto che potrebbe dare il via allo Stato di Calamità Naturale e, magari, a qualche risarcimento. Ma non è successo nulla.
Ricapitoliamo cosa è successo. Venerdì pomeriggio mentre non c’erano avvisi meteo particolari, è caduta grandine in diversi comuni del parmense. Il fronte più aggressivo ha attraversato Cremona (40 feriti e 10mila auto danneggiate solo in città, a quanto riporta la Gazzetta di Parma) causando gravi danni anche al Duomo e altri palazzi.
Un secondo conglomerato nuvoloso, molto meno aggressivo per fortuna, si è creato un po’ all’improvviso (per effetto dello spostamento di masse d’aria dal cremonese). Il tracciato non è chiarissimo, ha attraversato la Bassa da Polesine, dove è piovuto poco o niente, ma colpendo poi parte di Fontanellato, Sissa Trecasali, Viarolo, Casale di Mezzani e Sorbolo.
Luoghi in cui si fa l’agricoltura di qualità, in cui è in corso la stagione del pomodoro, inizia quella della zucca, ci sono poi ortaggi per mercati e ristorazione, stalle, tetti fotovoltaici utili all’agricoltura e molto altro.
Insomma, un mondo che sembra venire ignorato. Poi, in un secondo momento, tutti pronti a salire sul carro dei vincitori quando si deve parlare di produzione agroalimentare di qualità, latte per il Parmigiano Reggiano, produzione, attività, tasse, occupazione, eccellenza del territorio.
Però quando piove, nemmeno più il governo è ladro. C’è altro da fare, a cui pensare, un altro nastro da tagliare e un abito ben stirato da indossare.