Crisi politica a Salso, ci sono ipotesi per proseguire il mandato?
Non si direbbe una situazione di stallo. Le voci che si rincorrono sempre di più sono per una remissione delle dimissioni da parte del sindaco. Ma la vera domanda è: ci saranno le condizioni?
Presumiamo di sì anche se la situazione non sarà delle più facili, colombe e franchi tiratori potrebbero essere un ulteriore problema, più avanti.
Amministrazione in stallo
Ipotesi per proseguire?
Mancano nove giorni alla scadenza del termine entro il quale le dimissioni del sindaco Luca Musile Tanzi diventeranno definitive, ma a Salsomaggiore Terme il quadro politico resta bloccato. In vista del 17 maggio, data decisiva per il futuro dell’amministrazione comunale, non emergono infatti segnali concreti di ricomposizione della maggioranza.
Al centro della crisi rimane lo scontro interno con i tre consiglieri del gruppo Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano, che anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale hanno confermato la richiesta di dimissioni del presidente dell’assemblea Pasquale Russo. I tre esponenti ritengono che il presidente si sia reso protagonista di comportamenti considerati inopportuni.
Russo ha respinto le contestazioni, sostenendo che la vicenda sarebbe già stata chiarita grazie all’intervento del segretario comunale. Ha inoltre rivendicato di aver sempre esercitato il proprio incarico con imparzialità e nel rispetto del ruolo di garanzia del Consiglio comunale, assicurando che tale linea verrà mantenuta anche in futuro.
Sulla stessa posizione il sindaco Musile Tanzi, che ha rinnovato la propria fiducia al presidente del Consiglio. Il primo cittadino ha anche respinto l’idea di un’amministrazione condizionata da interessi esterni o da pochi singoli consiglieri, ribadendo che il Comune opera attraverso organi con competenze distinte, come sindaco, giunta e Consiglio comunale, ciascuno responsabile delle proprie funzioni.
Il nodo, però, resta strettamente numerico. Senza il sostegno dei tre consiglieri di Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano, la maggioranza non avrebbe più i numeri per governare: otto consiglieri contro nove esponenti dell’opposizione. In questo scenario basterebbe l’appoggio anche di un solo consigliere di minoranza disposto a condividere il programma amministrativo per consentire la prosecuzione della legislatura ed evitare il commissariamento prefettizio.
Una soluzione che al momento appare complessa. Alternativa Democratica, SiAmo Salso e Partito Democratico hanno già escluso sostegni alla maggioranza. Resta invece ancora da chiarire la posizione di Alessandro Bernazzoli, esponente della lista civica Salsomaggiore e Tabiano 2030, candidato sindaco alle amministrative del 2023 insieme al Partito Democratico dopo la frattura interna al centrosinistra.
Le prossime giornate saranno dunque decisive per capire se esistano ancora margini politici per salvare l’amministrazione o se il Comune sia destinato a un commissario prefettizio e a un ritorno anticipato alle urne.