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Crisi politica a Salsomaggiore, la città al bivio

Crisi politica a Salsomaggiore, la città al bivio

Quando si è a un bivio non si può far altro che decidere: o si va a destra o a sinistra (non politicamente parlando). Salsomaggiore è arrivata a un bivio in cui forse non si può girare né a destra né a sinistra, non si può andare sopra e nemmeno sotto. Non si può prendere il traghetto e nemmeno una pillola per il mal di testa. Ora vi spieghiamo meglio.

Riportiamo le voci che emergono dai social fra post e semplici commenti. Occorre capire se Salsomaggiore vuole diventare città turistica, bella, attraente come la sua storia oppure una festa dell’unità continua, un posto banale come ne trovi altri in mille altre province.

Partiamo da un lungo commento che cita: “​Una Macchina Comunale d’acciaio”, “​Disciplina e Gerarchia”, “​Organizzazione del Territorio” e chiude con ” W la Porta, W Fritelli, W Trevisan. W il PD (quello vecchio, non l’attuale). ​W la torta fritta e la Festa dell’Unità!”.

VEDI IL post Facebook 

Chiariamo subito che non vogliamo difendere il sindaco o la giunta (si assumeranno le loro responsabilità anche politica e anche nel lungo periodo) ma desideriamo raccogliere e pungolare allo stesso tempo l’attenzione generale perché si accorga di quanto sta accadendo e cosa la situazione attuale ci sta dicendo.

Il centrodestra ha vinto le elezioni del 14 maggio 2023 (lo segnaliamo per chi dice che sono 5-6-7-8 o 10 anni che l’attuale giunta è al governo) perché la città era stanca di una sinistra immobile, che ha gettato la città nell’immobilismo e nel debito. Un contratto con le banche (sapete che le banche di mestiere fanno i soldi, non affettano la carne) costringe e obbliga il Comune di Salsomaggiore a farsi garante per oltre 8 milioni di euro (leggasi “lettera di Patronage”). Garante in soldoni significa accantonare i fondi ogni anno per versarli alle banche se vinceranno la causa.

Per dirla semplice se guadagnate 1800 euro al mese sono 370 anni del vostro stipendio.

L’idea della città e dell’elettorato sarebbe stata quindi recuperare visibilità, credibilità, una posizione di mercato nel turismo, recuperare un’immagine importante, bella, culturale come da tradizione di Salsomaggiore.

Prima di proseguire servono alcune immagini per far capire meglio che Salsomaggiore è nata come città bella, importante, con una storia da offrire ai visitatori, impostata sul lusso.

Il Berzieri, il palazzo dei Congressi, il Tommasini sono monumenti e sono stati concepiti come tali per attrarre l’attenzione, per farsi guardare e per rimanere nella storia.

Salsomaggiore ha cambiato la storia del nord Italia con il sale niveo, il sale che affiora dalle miniere di acqua salsobromoiodiche  con il quale si  fanno il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e la salamoia in generale, necessaria per conservare cibi, carne e verdura. Elemento tanto importante per cui si sono fatte guerre nell’antichità in cui la Lombardia faceva il bello e il cattivo tempo.

Tutto parte da destra (forse da sinistra)?

In questi giorni sta andando in onda la crisi politica, con le dimissioni del sindaco rassegnate il 27 aprile 2026 che saranno revocabili entro il 16 maggio.

Ora appare un messaggio (su Facebook) firmato da “Elettori di destra” (quello di cui parliamo all’inizio) in cui si afferma che in città serve più torta fritta e tornare ai valori di una volta (e non si capisce bene quali siano).

Ovvio che può essere sarcasmo ma, in questo momento, non fa bene a nessuno.

Si inneggia alla sinistra (che potrebbe avere un senso se avesse momenti virtuosi da portare a esempio).

Una volta la politica era una cosa seria”, si legge (forse è vero, forse no). “esisteva il rispetto delle gerarchie e, soprattutto, della Base” si legge ancora. Quanto sta facendo il Pd in generale è proprio distruggere e non ascoltare la base (LEGGI QUI il sindaco di Parma).

Il post va poi avanti fra verità e leggera finzione, si legge per esempio “Quella sinistra ha costruito negli anni un apparato burocratico e tecnico solido”. Ma Salsomaggiore non era ritenuta completamente allo sbando? Soprattutto gli uffici tecnici che sembravano in mano ai Nomenclatori e alla burocrazia dei tempi che furono.

“​W la torta fritta e la Festa dell’Unità!” chiude il post gettando un velo marrone su una città che dovrebbe avere un’altra vocazione.

VEDI IL post Facebook 

Quindi la città vuole più torta fritta? O più terme? Più alberghi o più street food? Più wellness e locali chic? Oppure più barbecue e birra (con rutto libero) in piazza?
Più Berzieri o più pizzeria dentro al Berzieri magari? (ricordate che a Parma è stato dato il permesso a una pizzeria in un palazzo storico decorato Liberty).

Le sciocchezze che rendono le idee

Ci permettiamo di riportare alcuni concetti chiave riscontrati via social.

“Aggiustate le buche”
Vero, sono un problema serio. Negare che non viene fatta manutenzione alle strade da ormai 10 anni appare ….banale. Quelle buche e avvallamenti lungo i viali non si formano in un mese. Può capitare una piccola voragine ma non una situazione così generalizzata.
Occorre anche ricordare che problemi come questi vanno inseriti nel piano triennale degli asfalti o affrontati come manovra straordinaria per cui serve liquidità immediata (6,5 milioni che il Comune in questo momento non ha per effetto della lettera di Patronage).

“Più negozi in centro”
Chi ci va se attorno non c’è nulla di interessante, se il centro è spoglio e non ci sono nemmeno le strade per arrivarci?
Come faranno i commercianti a investire se non hanno possibilità di rientro? Diciamolo, mica son stupidi.

“Più attenzione alla città”
Se non si chiedono finanziamenti, o non arrivano, come si potrà avere più attenzione per la città? Forse mettendosi a osservare tutto il giorno parco Mazzini fino allo svenimento, questo non cambia il parco stesso.
Se non ci fossero da accantonare 8 milioni di euro forse ci sarebbero i soldi per iniziare a fare qualcosa.

“Più turismo a Salsomaggiore”
Non sarà solo la questione dei soldi ma senza, non si fa nulla.
Qualche progetto c’è, specie ora con Qc Terme, anche se non un granché e comunque con molte incognite (abbiamo espresso i dubbi diverse volte). Si vuole costruire il turismo sulla festa dell’unità??? Chiamarla follia sembra poco.

Responsabilità e dolore

In questi giorni si è parlato di responsabilità per i tre dissidenti del consiglio comunale, per il sindaco, per l’opposizione, per la maggioranza, per la minoranza. Insomma un po’ per tutti anche per il tassista, il salumiere, il fornaio e il barista.
C’è chi vuole elezioni subito (sarebbero probabilmente fra un anno), chi anela al commissario (Parma restò “paralizzata” per lungo tempo al tempo del commissario Ciclosi), chi vuole la rivoluzione subito: detto fatto nel giro di 48 ore.

Forse occorre un po’ di responsabilità da parte di tutti (senza stare a guardare la parte per cui si vota) cercando di non perdere la bussola, cercando di capire cosa può fare realmente la città e cosa vuole. Ricordando che il latte versato è orami già andato sul pavimento e non nella tazza.

Non significa che in questa situazione anche il sindaco sia esente da colpe o leggerezze. Una presa d’atto più coraggiosa, più forte e decisa, una migliore comunicazione e u contatto con città e cittadini di sicuro avrebbero portato risultati migliori e minori problemi. Mettersi in mano a chi parla bene ma non fa nulla (o fa il contrario di quel che servirebbe alla città, ne parleremo nei prossimi giorni), sarebbe anche peggio.

Quel che resta è il dolore per una città gioiello, un pezzo di storia importante che non riesce a reagire, non riesce a rivitalizzarsi in un momento in cui stanno emergendo nuove forme di turismo.
Il dolore perché la politica non riesce a seguire un percorso, magari fatto di sudore e di rospi da inghiottire, non riesce a offrire una visione e capacità coerenti con lo sviluppo che si potrebbe ottenere anche in tempi relativamente brevi.
Il dolore perché dopo questa crisi politica e cittadina si tende a credere che sia tutto un gioco e che i rischi siano sempre degli altri (prerogativa che rispecchia il peggior andamento della società attuale), se si lasciano andare le cose senza dedicarsi passione e attenzione, allora non ci sarà nessuna rinascita ma si entrerà in una spirale perversa che porterà al totale annullamento. Argomento su cui torneremo nei prossimi giorni.

 

 

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