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Crisi politica a Salsomaggiore, ecco chi può scendere in campo

Crisi politica a Salsomaggiore, ecco chi può scendere in campo

Abbiamo iniziato a scrivere questo e altri articoli di politica a marzo scorso. ecco di seguito quanto scrivevamo, abbiamo aggiunto alcune parti dopo la recente crisi politica che ha portato il sindaco a rassegnare le dimissioni e a ritirarle in un secondo tempo.

 

 

Fidenza-Salsomaggiore: unite sotto uno stesso tetto o separate in casa?

Partiamo da qui, dai luoghi in cui la politica sembra raggiungere il paradosso. A Salsomaggiore la popolazione stanca di una gestione di sinistra inefficiente ha votato un candidato di centro-destra perché rimetta a posto i conti e risollevi la città. Risultato: eletto al primo turno, niente ballottaggio.

Fare tutto questo non richiede due giorni, non è come mettere in piedi un gioco gonfiabile con quattro colpi di pompa. Così, ora, la popolazione è stanca di un governo di centro-destra che sta mettendo mano a conti, cause in tribunale (vedi lettera di patronage per le terme), servizi di raccolta rifiuti che fanno ridere, strade che ricordano le antiche vie carovaniere disastrate e molto altro. Intanto bisogna portare il turismo al centro di un cratere in cui da anni non c’è più nulla: niente terme, niente strade, niente fiere, poche attrazioni.

Il torneo internazionale di scacchi ha riempito la città, per qualche giorno si è tornati a vivere una Salso di un tempo. Lo stesso è accaduto per altri eventi, anche se inferiori, tramite cui provare a ridare luce alla città.

Il sindaco non sarà forse il più simpatico, non saprà parlare alla gente, intanto il consiglio comunale è frazionato. Ognuno per sé e Dio per tutti, verrebbe da dire, forse c’è anche chi non crede in Dio.

Il futuro & il panorama

Salsomaggiore “deve passare la nottata” per dirlo con una battuta. Si vota nel 2028, prima ci saranno le Politiche nazionali (2027) e le Amministrative a Parma: due momenti che potrebbero “muovere” molto l’elettorato. Nel momento in cui ci si preparerà alle Regionali previste per il 2029 quando si voterà anche a Fidenza.

Luca Musile Tanzi potrebbe ricandidarsi se trovasse le giuste condizioni, presumibilmente vorrà salire velocemente la scalata politica e punterà alle politiche nazionali in cui non sarà così facile entrare. Forse nemmeno così difficile.
Alla vista di quanto accaduto risulta piuttosto difficile, a meno di colpi di scena.

Andrea Massari, ora consigliere regionale, sta facendo di tutto per iniziare a raccogliere consensi a Salsomaggiore già da qualche tempo. La sua linea sarebbe quella di fondere Fidenza e Salsomaggiore così da ottenere i fondi per fare i lavori che lo stesso partito non ha fatto in precedenza.
Il Comune di Fidenza-Salsomaggiore avrebbe 47mila residenti, quanti Aosta o Matera, diverrebbe il secondo Comune in provincia per numero di abitanti.
Fra le altre potrebbe proporre forse un aeroporto a Salsomaggiore e tanta ma tanta logistica, infischiandosene delle leggi sul consumo di suolo, di quanto serve a Salsomaggiore, che la città non sia collegata così bene e non sia in una posizione così strategica come altri paesi. Forse è fantasia o forse solo “realtà allargata”.

Marco Trevisan sta tenendo le fila del partito a cui sarà costretto a soccombere quando gli ordini di scuderia promuoveranno Massari come candidato sindaco. Per lui si profilerà quindi un ruolo in Giunta anche se servirà tempo per capire se si troveranno gli accordi giusti.

Filippo Frittelli, nominato dal suo partito come “miglior sindaco della provincia di Parma” potrebbe creare una lista civica tramite cui appoggiare la candidatura di Massari. Si prospetterebbe per lui un posto da vicesindaco e prenderebbe le redini di molti affari mentre il sindaco è impegnato in missioni fra Roma e alcuni stati esteri per portare più logistica, più magazzini, più capannoni, più camion. Mica è detto che siano “più affari”.
Potrebbe essere chiamato a gestire i rapporti con Fidenza, specie nel periodo della fusione. Dopo la fusione, la posizione da vicesindaco dovrebbe passare a Davide Malvisi (attuale sindaco di Fidenza) così che Fritelli potrebbe ambire alla Cultura, poltrona su cui si riposa benissimo.

Altri nomi che potrebbero tentare la corsa: Pasquale Russo Andrea Davighi ma ci potrebbero essere altri nomi nel caso in cui si inizi ad alzare la posta.

E che fusione sia!

Un po’ per assurdo e sempre nel contesto-paradosso, un alleato di Massari potrebbe essere Forza Italia che ha già “presentato”, con qualche post e immagine, l’idea di pista ciclabile per connettere Fidenza a Salsomaggiore così da farne una cosa unica.

In ottica di fusione ci sono anche i campi da padel costruiti fra Salsomaggiore e Fidenza ma nel territorio comunale di quest’ultima così da mantenerne il controllo nel caso in cui le cose andassero male. La gestione è affidata a Sogis, società formata da Fidenza e Salsomaggiore, dove quest’ultima ha più capitali che attività. Fidenza ha più attività sportive e associazioni.

Le similitudini con Pellegrino

Visto quanto accaduto il candidato più probabile è Matteo Marosi, eletto in consiglio comunale con Obiettivo Salsomaggiore Tabiano, è stato membro del cda dell’istituto termale Baistrocchi il cui edificio è ora all’asta giudiziaria dopo il fallimento.
Dal 2009 al 2020 è stato consigliere a Pellegrino parmense, dalle sue denunce è scaturita un’indagine per la verifica sulla condotta del sindaco dell’epoca, poi scagionato.
Ci pare che il sindaco di Pellegrino di quel tempo stia ancora aspettando le scuse (magari formali) dal consigliere che lancia le accuse poi smontate dalle indagini e dal tribunale.

Correva l’anno 2017 quando arrivarono le dimissioni del sindaco di Pellegrino parmense che disse: “La mia intenzione comunque è quella di non andare più avanti in queste condizioni”.
Vi sembrano parole già sentite negli ultimi giorni a Salsomaggiore?

 

“L’amministrazione ha fallito, sarebbe la prima volta di un commissariamento per Pellegrino. Le poche attività commerciali stanno chiudendo, i cittadini hanno raccolto 200 firme contro la nuova viabilità in via Roma. In questi tre anni si è vista solo improvvisazione senza nessuna idea di paese. […] Ci auguriamo che ci sia uno scatto di orgoglio del paese, c’è bisogno di tutti per dare vita ad un’identità civica che possa riprendere in mano il paese”

Matteo Marosi, 22 giugno 2017

Le frasi che avete letto poco sopra sono state copiate e incollate dal sito di Gazzetta di Parma.
Non vi sembrano stranamente attuali? I problemi, sempre gli stessi. Le motivazioni, sempre le stesse. Il modo di fare, sempre lo stesso. Il finale è ancora da definire ma a parole si lancia ora una pesante e pressante campagna elettorale.

Partiti (che a volte tornano)

Riguardo al passaparola fra partiti lo stesso Marosi ha affermato che il sindaco avrebbe trovato un accordo con il Partito Democratico (dovrebbe essere di segno diametralmente opposto). Come fare a saperlo? Semplice, avendo un dialogo aperto con lo stesso partito che, ovviamente, sta mediando per tornare al governo in città e non si lascia quindi scappare nessuna opportunità.

Marosi proviene dal Ccd, eletto con una lista civica che porta però il marchio “MP” nel simbolo, che sta per Missione Parma.
Missione Parma, presidente Virginia Chiastra del gruppo Vignali Sindaco-Forza Italia. Non vi dice ancora nulla?
Forza Italia è l’unico partito che non è entrato in Giunta pur avendo partecipato alla coalizione che ha portato all’elezione del sindaco al primo turno.
Pietro Vignali siede in consiglio comunale con un simbolo e in consiglio regionale con un altro. Non è anche lo stesso che avrebbe in corso una trattativa con lo stesso partito di centro sinistra, a Parma espressione della maggioranza, per le elezioni Amministrative 2027?

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