Crisi politica a Salso: la campagna elettorale è iniziata
L’instabilità politica del momento torna a essere servita su un piatto d’argento. Si torna alla battaglia dimenticando le regole base dell’amministrazione pubblica.
Si denunciano accordi e accordini, si guarda al passo successivo senza pensare all’attuale momento sia politico che amministrativo.
Si annuncia battaglia, si comunica demagogia (la prerogativa di mantenere il potere) in una vicenda che è tutt’altro che finita.
“Svolta politica o caduta”
La crisi politica che scuote il Comune di Salsomaggiore Terme resta tutt’altro che chiusa dopo il ritiro delle dimissioni del sindaco Luca Musile Tanzi. A intervenire con toni duri sono i tre consiglieri di “Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano” Matteo Marosi, Andrea Davighi e Filippo Fantoni, che accusano il primo cittadino di non avere affrontato il vero nodo politico alla base della spaccatura nella maggioranza.
Secondo i consiglieri, la crisi non può essere liquidata come una questione personale o come un semplice incidente di percorso. Al centro dello scontro resta la richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio comunale Pasquale Russo, avanzata dal gruppo già nelle scorse settimane e ritenuta indispensabile per ricomporre gli equilibri interni alla coalizione.
Nel loro intervento, Marosi, Davighi e Fantoni sostengono che il sindaco abbia scelto di percorrere “altre strade”, tentando interlocuzioni con esponenti della minoranza e persino con l’ex candidato sindaco del Partito democratico, senza però aprire un confronto politico diretto con la maggioranza che lo aveva sostenuto fino a oggi. Una strategia che il gruppo definisce una sorta di “campagna acquisti” priva di risultati concreti e incapace di affrontare le reali criticità amministrative della città.
I tre consiglieri parlano apertamente di un malcontento ormai diffuso anche all’interno della stessa maggioranza e chiedono un cambio di passo “serio e credibile”. Obiettivo Salsomaggiore e Tabiano rivendica di voler continuare a lavorare nell’interesse della città, ma chiarisce di non sentirsi più vincolato all’attuale assetto politico dell’amministrazione.
Nel mirino finiscono soprattutto alcune priorità considerate irrisolte: manutenzioni, decoro urbano, viabilità, gestione dei rifiuti e pulizia cittadina. Il gruppo chiede inoltre che vengano utilizzate le risorse disponibili in avanzo di bilancio per interventi concreti e sollecita una strategia chiara sul futuro delle miniere termali, invitando il Comune a valutare investimenti pubblici prima di percorrere la strada dell’asta per la gestione dei pozzi.
Per i tre consiglieri, il ritiro delle dimissioni del sindaco non rappresenta quindi una soluzione alla crisi politica. La partita, spiegano, resta aperta e ogni futuro provvedimento sarà valutato “nel merito”, con l’obiettivo dichiarato di difendere il mandato elettorale del 2023 e le priorità dei cittadini salsesi.